
Il Mossad tentò di arruolare Ahmadinejad per un cambio di regime a Teheran
Secondo fonti americane e iraniane, Israele avrebbe cercato di trasformare l'ex presidente in un leader post-regime, ma l'operazione è fallita e ora sarebbe agli arresti domiciliari.
Un'inchiesta del New York Times, basata su testimonianze di funzionari statunitensi e iraniani, ricostruisce un'operazione pluriennale del Mossad per cooptare l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad come figura di vertice di un futuro governo post-regime. Il piano prevedeva incontri segreti a Budapest, finanziati da Israele, e un tentativo di estrazione durante i raid del febbraio 2026, fallito per il ripensamento dello stesso Ahmadinejad. L'ufficio dell'ex presidente ha bollato la ricostruzione come «menzogne hollywoodiane», negando ogni contatto con l'intelligence israeliana e smentendo la notizia degli arresti domiciliari.
Secondo fonti della sicurezza iraniana, tuttavia, Ahmadinejad si troverebbe sotto la custodia dei servizi dei Guardiani della Rivoluzione, che avrebbero ricostruito la trama dei suoi spostamenti all'estero. Da parte israeliana non sono arrivati commenti ufficiali, ma la ricostruzione colloca al vertice dell'operazione l'allora capo del Mossad David Barnea, recatosi personalmente nella capitale ungherese nel 2024. L'Ungheria, Paese membro dell'Unione Europea, avrebbe offerto la copertura di una conferenza accademica sul clima: il rettore dell'università Ludovika ha dichiarato di aver agito nella convinzione di facilitare un dialogo tra nemici, sollevando interrogativi a Bruxelles sul ruolo di uno Stato membro in un'operazione di cambio di regime.
L'operazione, battezzata «Gatto con gli stivali», si inseriva in un più ampio disegno israeliano per rovesciare la Repubblica Islamica, che includeva l'addestramento di milizie curde nel nord dell'Iraq. Il fallimento del piano, consumatosi prima ancora che le forze di opposizione entrassero in azione, segnala i limiti di un approccio fondato sull'intelligence e su alleanze tattiche con figure un tempo ostili. Per l'Italia e l'Europa mediterranea, la vicenda conferma la profondità della competizione strategica in corso, con il rischio di una frammentazione ancora maggiore del quadro regionale e di ripercussioni sui flussi energetici e migratori.
Ahmadinejad, presidente tra il 2005 e il 2013, era noto per le posizioni negazioniste e per le minacce a Israele; dopo l'uscita dal potere aveva progressivamente moderato i toni, criticando la corruzione del regime e cercando un rientro politico, sempre bloccato dal Consiglio dei Guardiani. La sua parabola mostra come la leadership iraniana, pur sotto pressione militare e sanzionatoria, mantenga la capacità di neutralizzare potenziali concorrenti interni. La sorte dell'ex presidente resta incerta, mentre la guerra con Israele e gli Stati Uniti prosegue e la successione alla Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso nei raid, è affidata al figlio Mojtaba, in un clima di opacità che alimenta le ipotesi di un controllo diretto dei Pasdaran sul Paese.
| Stampa israeliana | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.20 | neutral |
| Stampa russa e CSI | −0.10 | neutral |
Israele rivendica la portata dell'operazione del Mossad, presentando il tentativo di reclutare Ahmadinejad come una mossa audace per destabilizzare il regime iraniano.
Il racconto enfatizza la pianificazione meticolosa e il coraggio degli agenti, trasformando un fallimento in una dimostrazione di capacità.
Viene omesso il contesto delle violazioni della sovranità iraniana e le possibili conseguenze diplomatiche per Israele.
Il mondo arabo mette in dubbio la versione israeliana, chiedendosi se il tentativo di reclutamento sia reale o una propaganda.
La scelta di formulare il titolo come domanda insinua scetticismo senza negare apertamente i fatti.
Viene omessa la prospettiva israeliana dettagliata, concentrandosi solo sulla versione del NYT e sulle fonti iraniane.
La Russia riporta la notizia con distacco ironico, sottolineando il fallimento sia di Israele che dell'Iran.
L'uso di virgolette e il tono neutro ma con accenni di sarcasmo permettono di sminuire entrambe le parti.
Viene omessa qualsiasi analisi delle implicazioni per la stabilità regionale, riducendo la vicenda a un aneddoto.
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