
Stupri seriali con droga: le inchieste in Germania, Regno Unito e Malesia
Un elettricista berlinese accusato di 22 stupri su 14 donne, un britannico confessa abusi decennali, mentre in Malesia lo stalking diventa reato: tre casi che, secondo gli inquirenti, delineano un fenomeno transnazionale.
La procura di Berlino ha formalizzato l’accusa per un elettricista sessantottenne sospettato di aver drogato e violentato 14 donne in 22 episodi distinti, dopo averle conosciute su piattaforme di incontri online. Secondo gli investigatori tedeschi, l’uomo somministrava sonniferi mescolati ad alcolici per ridurre le vittime a uno stato di incoscienza, filmava le aggressioni e conservava i video su supporti informatici sequestrati durante una perquisizione domiciliare. L’indagine era scattata in seguito al rinvenimento di chat con un altro indagato per reati analoghi, deceduto nel frattempo. Le donne, ha precisato la procura, non avevano memoria degli abusi e ne sono venute a conoscenza solo quando sono state mostrate loro le registrazioni. Gli inquirenti ritengono che il numero complessivo delle vittime possa salire a 58: di queste, 30 sono state identificate, mentre per altre 10 l’identità resta ignota. L’imputato, in custodia cautelare dal marzo 2026, non ha rilasciato dichiarazioni. Il tribunale di Berlino dovrà ora decidere sull’apertura del processo.
Oltremanica, un uomo sulla quarantina ha ammesso davanti alla Crown Court di Northampton 32 capi d’imputazione per reati sessuali commessi nell’arco di oltre un decennio ai danni della compagna, che veniva narcotizzata e resa incapace di opporsi. L’imputato ha confessato di aver agito insieme a sconosciuti in almeno dieci occasioni e di aver filmato le violenze. Il giudice David Herbert ha anticipato che la pena detentiva sarà «molto sostanziale» e ha annunciato che valuterà l’ergastolo; la sentenza è attesa per il 18 settembre. L’Agenzia nazionale britannica contro il crimine (NCA) ha inquadrato il caso in un’inchiesta più ampia su reti di aggressioni sessuali agevolate da sostanze chimiche e coordinate via internet. In un procedimento parallelo, un altro uomo si è dichiarato colpevole di aver drogato e stuprato l’ex moglie per tredici anni, mentre cinque coimputati sono accusati di violenze sulla stessa donna, che ha rinunciato all’anonimato.
In Malaysia, un giovane sui vent’anni è stato arrestato per stalking ai danni di una studentessa universitaria di 22 anni: ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre prelevava e annusava le scarpe della vittima fuori dalla porta del suo appartamento, è stato fermato dalla polizia di Shah Alam. L’episodio ha assunto rilievo penale grazie alla nuova normativa entrata in vigore nel maggio 2023, che punisce lo stalking come condotta persecutoria reiterata con pene fino a tre anni di reclusione. Le autorità malesi hanno confermato che l’indagato, incensurato e risultato negativo ai test antidroga, è ora a disposizione della magistratura.
La sequenza di episodi si inserisce in un quadro europeo segnato dal caso di Gisèle Pelicot, la donna francese drogata dal marito e offerta a sconosciuti per quasi un decennio, che ha portato alla condanna a vent’anni di reclusione per l’ex coniuge e ha accelerato il dibattito sulle riforme legislative. In Germania, la ministra della Giustizia Stefanie Hubig ha proposto di allungare da cinque a vent’anni i termini di prescrizione per i reati di violenza sessuale e di classificare le cosiddette “droghe dello stupro” come strumenti pericolosi, innalzando così le pene minime. Europol, con l’operazione Medusa, ha di recente eseguito 57 arresti in diversi Paesi europei legati a un forum online in cui venivano condivisi video di abusi su donne incoscienti. Il dossier resta aperto su più fronti giudiziari, mentre proseguono le identificazioni delle vittime e le valutazioni dei tribunali sull’avvio dei processi.
| Stampa latinoamericana | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
Il caso britannico si inserisce in una scia di orrori simili, come quello di Gisèle Pelicot, e richiede una condanna ferma.
Il confronto con un caso già noto amplifica l'indignazione e spinge il lettore a vedere l'accaduto come parte di un fenomeno sistemico.
Non menziona gli altri casi in Germania e Malesia, concentrandosi solo sul caso britannico e creando l'impressione di un episodio isolato.
Il sistema giudiziario tedesco procede con l'accusa, basandosi su prove digitali e testimonianze.
La narrazione si concentra sui dettagli procedurali e sulle cifre, presentando il caso come un problema da risolvere attraverso la legge.
Non menziona il caso britannico né quello malesiano, né il contesto emotivo o le analogie con altri casi famosi.
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