
Trump paga 5,6 milioni di dollari a E. Jean Carroll dopo la condanna per abuso sessuale
La scrittrice riceve l’indennizzo stabilito nel 2023, mentre restano aperti altri fronti giudiziari e si avvicinano le elezioni di midterm.
Il 13 luglio 2026, la scrittrice e giornalista E. Jean Carroll ha ricevuto 5,6 milioni di dollari dal presidente Donald Trump, a conclusione di una battaglia legale civile per abuso sessuale e diffamazione. Il pagamento, che include interessi maturati dal verdetto del 2023, è stato disposto dal giudice federale Lewis Kaplan dopo che la Corte Suprema, nel giugno precedente, ha respinto l’ultimo ricorso di Trump, confermando la condanna in sede civile. La somma era depositata presso un conto vincolato del tribunale e la sua liberazione è stata confermata dagli avvocati di Carroll.
La difesa di Trump ha tentato di bloccare il trasferimento con istanze d’urgenza, sostenendo che il pagamento avrebbe dovuto attendere un’eventuale revisione della Corte Suprema su questioni di immunità presidenziale. Fonti legali newyorkesi riferiscono che i legali del presidente hanno già annunciato un nuovo ricorso per sospendere o ribaltare la decisione. Carroll, 82 anni, ha dichiarato in una newsletter di voler destinare la somma a un fondo pensione, mentre la sua avvocata Roberta Kaplan ha parlato di una vittoria che rende giustizia al verdetto unanime della giuria.
Secondo analisti latinoamericani, il caso rischia di avere ripercussioni sulla campagna elettorale per le elezioni di novembre, alimentando le critiche al movimento MAGA e al Partito Repubblicano. La vicenda si inserisce in un più ampio dibattito sulla responsabilità dei leader politici, tema seguito con attenzione anche in Europa, dove diversi osservatori di Bruxelles sottolineano l’importanza del principio di indipendenza giudiziaria confermato dalla Corte Suprema. Parallelamente, fonti di Washington segnalano che il musicista R. Kelly, condannato per reati sessuali, ha formalmente chiesto a Trump la commutazione della pena, evidenziando la complessa intersezione tra potere esecutivo e giustizia penale.
La causa trae origine dalle accuse di stupro rese pubbliche da Carroll nel 2019 in un libro di memorie e in un’intervista alla New York Magazine, relative a un episodio che sarebbe avvenuto in un camerino di Bergdorf Goodman a Manhattan tra il 1995 e il 1996. Trump ha sempre negato, definendo la denuncia una montatura a fini promozionali. Nel 2023, un giurì federale lo ha ritenuto responsabile di abuso sessuale e diffamazione, ma non di stupro, condannandolo a un risarcimento di 5 milioni di dollari. Dopo il verdetto, Trump ha ripetuto le sue smentite in un’intervista alla CNN, innescando una seconda causa per diffamazione che nel 2024 ha portato a una condanna da 83,3 milioni di dollari, attualmente in appello.
Il pagamento dei 5,6 milioni chiude il primo capitolo della vicenda, ma il secondo resta aperto: la difesa di Trump ha tempo fino a fine mese per presentare alla Corte Suprema un’istanza legata all’immunità presidenziale, mentre prosegue il ricorso contro la maxi-condanna per diffamazione. La Corte d’Appello federale non si è ancora pronunciata sull’ultima richiesta di sospensione, e gli avvocati di Carroll hanno fatto sapere che non tratterranno onorari dall’indennizzo. L’esito dei prossimi passaggi giudiziari potrebbe influenzare il clima politico in vista del voto di novembre.
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
La giustizia ha parlato: Trump è stato costretto a pagare per il suo abuso.
Il blocco si basa sulla cronaca giudiziaria e sulle decisioni della Corte per legittimare la condanna di Trump, presentando il pagamento come una conseguenza inevitabile del processo legale.
Il blocco omette la richiesta di clemenza di R. Kelly, un'altra notizia di abuso sessuale che coinvolge Trump, separando i due casi.
R. Kelly si rivolge a Trump per ottenere clemenza.
Il blocco riporta la richiesta come un fatto burocratico, senza commenti, normalizzando l'idea che un condannato per reati sessuali possa chiedere clemenza al presidente.
Il blocco omette il pagamento di Trump a Carroll, che avrebbe potuto mettere in luce un conflitto di interessi o un doppio standard.
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