
La FIFA sotto scacco: dalle corti europee due stop e una rielezione in bilico
Un tribunale tedesco intima di cessare le pratiche ingannevoli sui biglietti, la Corte UE ridimensiona il regolamento agenti, mentre la federcalcio tedesca nega l’appoggio a Infantino.
La FIFA si trova a fronteggiare su più fronti un’offensiva legale e politica che ne incrina l’autorità regolatoria proprio mentre si avvicina il congresso elettivo di Rabat. Il Landgericht di Francoforte ha emesso un’ordinanza d’urgenza che impone alla federazione internazionale di interrompere immediatamente le pratiche commerciali definite «manipolative e ingannevoli» nella vendita dei biglietti per il Mondiale 2026. Il provvedimento, sollecitato dalla piattaforma di rivendita Ticombo, contesta l’uso di dark pattern digitali, l’annuncio di prezzi minimi non disponibili (bait-and-switch), timer coercitivi di sei minuti e l’opacità sulle commissioni. La corte tedesca ha stabilito sanzioni fino a 250mila euro per ogni violazione e, in caso di inottemperanza, fino a sei mesi di detenzione personale per il presidente Gianni Infantino e il segretario generale Mattias Grafström. Sebbene l’efficacia immediata sia limitata al territorio dell’Unione, il precedente si somma alle indagini aperte dai procuratori generali di New York e New Jersey per frode e inflazione artificiale dei prezzi negli stadi statunitensi.
Sul versante della regolamentazione degli agenti, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha emesso una sentenza dal carattere anfibio. Da un lato, secondo i giudici di Lussemburgo, principi cardine del regolamento FIFA come l’obbligo di licenza, il tetto alle commissioni e il divieto di rappresentanza multipla possono essere giustificati da obiettivi legittimi di tutela dei calciatori e di integrità del sistema trasferimenti. Dall’altro, la Corte ha ritenuto che diverse disposizioni costituiscano ostacoli alla libera prestazione dei servizi e ha dichiarato incompatibile con il divieto di intese la norma che impedisce a un agente di avvicinare un giocatore già legato da mandato esclusivo se non negli ultimi due mesi di contratto. Ha inoltre stabilito che il GDPR osta alla pubblicazione sistematica delle sanzioni e dei dettagli delle transazioni. Spetterà ora al tribunale di Magonza, che aveva sollevato il rinvio pregiudiziale, valutare la proporzionalità complessiva dell’impianto, mentre la FIFA – che pure ha rivendicato il riconoscimento della propria competenza – ha annunciato un’analisi approfondita e un incontro con i rappresentanti degli agenti prima dell’entrata in vigore del nuovo sistema trasferimenti il 1° gennaio 2027.
La dimensione politica della crisi è emersa con la decisione della Federazione tedesca (DFB) di non firmare la lettera di sostegno alla rielezione di Infantino, in programma il 18 marzo a Rabat. Fonti vicine alla DFB indicano che il dissenso affonda le radici in vicende disciplinari come il caso Balogun, in cui la FIFA avrebbe permesso al giocatore statunitense di scendere in campo nonostante una squalifica, su sollecitazione del presidente Trump, e in un più ampio disagio verso l’interventismo politico nei tornei internazionali. La presa di distanza di Berlino, secondo analisti di Bruxelles, potrebbe riflettere un malessere condiviso da altre federazioni europee, in un contesto in cui la UEFA osserva con crescente preoccupazione l’erosione del proprio spazio regolatorio.
Per i consumatori italiani ed europei, l’ordinanza di Francoforte rappresenta una tutela immediata contro le distorsioni del mercato secondario dei biglietti, mentre il contenzioso sugli agenti disegna un orizzonte di incertezza giuridica che potrebbe rallentare l’armonizzazione del calciomercato globale. La FIFA, da parte sua, si trova a dover difendere simultaneamente il proprio modello di business – che punta a superare i tre miliardi di dollari di incassi dalla biglietteria dinamica – e la legittimità di un quadro normativo che intendeva modernizzare il sistema dei trasferimenti. I prossimi passaggi concreti saranno la decisione del tribunale di Magonza sulla proporzionalità delle norme agenti e l’esito del congresso di Rabat, dove la tenuta del consenso attorno a Infantino misurerà il peso politico delle crepe aperte in queste settimane.
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La FIFA accoglie con favore la sentenza della Corte di Giustizia Europea, che conferma la sua autorità regolatoria e legittima le norme sugli agenti.
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La Corte di Giustizia Europea mette in dubbio la legittimità di alcune norme della FIFA sugli agenti, lasciando la decisione finale ai tribunali nazionali.
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Il blocco omette il caso del tribunale tedesco sulla vendita dei biglietti e gli aspetti positivi della sentenza della Corte di Giustizia per la FIFA (la convalida di altre regole), nonché la reazione trionfale della FIFA.
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