
R. Kelly chiede a Trump la commutazione della pena a 30 anni per traffico sessuale
La richiesta, pendente presso l'Ufficio del Pardon Attorney, arriva dopo accuse di pericolo di vita in carcere e presunte irregolarità governative.
Il cantante R. Kelly ha presentato formalmente domanda di commutazione della pena al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto reso pubblico questa settimana dall'Ufficio del Pardon Attorney del Dipartimento di Giustizia. La richiesta, attualmente in fase istruttoria, mira a una riduzione della condanna a 31 anni di reclusione che l'artista sta scontando in un penitenziario federale della Carolina del Nord per racketeering, traffico sessuale e reati legati ad abusi su minori. Kelly non chiede la grazia piena, che cancellerebbe le condanne, ma un accorciamento della pena.
La difesa, guidata dall'avvocato Beau Brindley, motiva l'istanza con un presunto pericolo di vita del detenuto all'interno del carcere. In un ricorso d'emergenza respinto lo scorso anno, il legale aveva denunciato un complotto ordito da funzionari penitenziari per eliminare Kelly, offrendo a un altro detenuto la libertà in cambio dell'omicidio. Brindley accusa inoltre le autorità di aver intercettato la corrispondenza riservata con il cliente e di averne compromesso la salute, somministrandogli un sovradosaggio di farmaci e negandogli un intervento chirurgico per un coagulo polmonare. Secondo la difesa, Trump – che ha più volte denunciato presunte persecuzioni giudiziarie nei propri confronti – sarebbe l'unica figura istituzionale in grado di comprendere la situazione e di intervenire.
Dall'altra parte, fonti della Casa Bianca hanno ridimensionato la portata della richiesta, definendola una «sottomissione casuale attraverso il portale pubblico» e precisando che il team incaricato di esaminare le pratiche di clemenza non la sta al momento seguendo. L'iter prevede comunque una revisione completa, con il presidente come decisore ultimo. La posizione dell'amministrazione appare cauta: un eventuale accoglimento esporrebbe Trump a critiche per la gravità dei reati, mentre un rifiuto non comporterebbe costi politici immediati.
Kelly, 59 anni, è stato condannato nel 2021 da un tribunale federale di Brooklyn per aver guidato per decenni un'impresa criminale dedita al reclutamento di donne e minorenni a fini di sfruttamento sessuale e produzione di materiale pedopornografico. Nel 2022 una seconda giuria a Chicago lo ha riconosciuto colpevole di ulteriori capi d'imputazione, portando la pena complessiva a 31 anni, con fine detenzione prevista non prima del 2046. La richiesta di commutazione si inserisce in un contesto di crescente ricorso allo strumento della clemenza presidenziale da parte di Trump, che in passato ha concesso grazie e riduzioni di pena a figure controverse. Al momento la pratica è pendente e non è stata fissata alcuna scadenza per una decisione.
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La richiesta è registrata, ma i reati sono gravi e coinvolgono minori.
Nominando esplicitamente gli abusi su minori, il resoconto ancora la storia alle accuse più gravi, rendendo la clemenza inappropriata.
Il resoconto omette la risposta ufficiale della Casa Bianca e le rivendicazioni sulla salute di Kelly, che potrebbero attenuare la narrazione.
La richiesta è una pratica legale di routine, e la Casa Bianca l'ha riconosciuta.
Includendo la dichiarazione della Casa Bianca, il resoconto inquadra la storia come un normale processo amministrativo, depoliticizzandola.
Il resoconto omette la menzione specifica degli abusi su minori e le argomentazioni sulla salute di Kelly, che potrebbero aggiungere peso morale.
La richiesta di Kelly è uno dei tanti appelli, motivata da timori per la salute e da un precedente tentativo fallito di piena grazia.
Dettagliando i suoi problemi di salute e il rischio di omicidio, il resoconto umanizza Kelly e suggerisce disperazione, potenzialmente suscitando simpatia.
Il resoconto omette la menzione esplicita degli abusi su minori e la posizione ufficiale della Casa Bianca, che potrebbero contrastare la cornice empatica.
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