
Francia, via libera al divieto dei social per i minori di 15 anni: voto finale martedì
Dopo l'intesa in commissione mista, la Francia si prepara a diventare il primo paese europeo a introdurre una "maggiorità digitale", con entrata in vigore da settembre e obbligo di verifica dell'età.
Lunedì 20 luglio, la commissione mista paritaria dell'Assemblea nazionale e del Senato francese ha raggiunto un accordo sul testo che vieta l'accesso ai social network ai minori di 15 anni. Il voto definitivo è atteso per martedì 21 luglio in entrambe le camere. La legge, fortemente voluta dal presidente Emmanuel Macron, proibirà la creazione di nuovi account da settembre 2026 e imporrà la chiusura di quelli già esistenti entro il gennaio 2027. Il provvedimento include anche il divieto di utilizzo degli smartphone nei licei, estendendo una misura già in vigore nelle scuole medie.
Secondo fonti parlamentari francesi, il negoziato ha superato le divergenze iniziali tra l'Assemblea, favorevole a un divieto generale, e il Senato, che proponeva una lista nera di piattaforme. Ha prevalso la formulazione più ampia, che affida al ministro del Digitale la definizione delle reti sociali soggette alla restrizione. Restano escluse enciclopedie online, directory educative e piattaforme di software open source. La Commissione europea, pur condividendo l'obiettivo di proteggere i minori, aveva chiesto modifiche per evitare sovrapposizioni con il Digital Services Act; il testo finale lascia alle autorità dell'Unione il compito di garantire il rispetto dei limiti d'età da parte delle piattaforme.
Dal punto di vista tecnico, la legge impone alle piattaforme di adottare sistemi di verifica dell'età approvati dall'autorità francese per la protezione dei dati. Secondo analisti di Bruxelles, la Francia si inserisce in un movimento più ampio: l'Australia ha già introdotto un divieto per gli under 16, il Regno Unito ha approvato una misura analoga con entrata in vigore nel 2027, e la stessa Commissione europea ha annunciato l'intenzione di regolamentare un accesso "progressivo e graduale" dei minori ai servizi digitali. La presidente Ursula von der Leyen ha recentemente sostenuto la limitazione dell'esposizione dei bambini ai social nell'intera Unione.
Per l'Italia, che finora non ha adottato norme specifiche sulla maggiorità digitale, il modello francese potrebbe rappresentare un precedente rilevante, anche alla luce del dibattito in corso a livello europeo. L'efficacia della legge dipenderà dalla concreta implementazione dei meccanismi di verifica dell'età, un nodo tecnico che resta aperto. Il voto di martedì, dato per scontato dopo l'accordo in commissione, aprirà la strada all'entrata in vigore scaglionata, con l'obiettivo di rendere operativo il divieto già all'inizio del prossimo anno scolastico.
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La Francia agisce con decisione per vietare i social media ai minori di 15 anni, una priorità di Macron che entrerà in vigore a settembre.
Il blocco rende plausibile la sua posizione enfatizzando il consenso politico e l'urgenza di proteggere i bambini, presentando il divieto come un passo naturale e necessario che segue le tendenze globali.
La commissione del parlamento francese ha approvato un divieto dei social media per i minori di 15 anni, con Macron che spinge per l'inizio a settembre, seguendo l'esempio dell'Australia.
Il blocco mantiene la plausibilità attenendosi ai fatti nudi e crudi e citando un precedente (Australia), evitando qualsiasi valutazione o commento.
Deputati e senatori hanno raggiunto un accordo sul divieto dei social media per i minori di 15 anni, un passo significativo per proteggere i minori.
Il blocco usa la metafora 'fumée blanche' per segnalare il successo e sottolinea l'accordo bipartisan, facendo apparire la legge inevitabile e ben supportata.
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