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Geopolitica e Politicalunedì 13 luglio 2026

Sanzioni Ue a VK e al sistema di sorveglianza digitale russo: il nodo dei diritti umani

Bruxelles colpisce la piattaforma VKontakte, il messenger Max e le aziende del Sorm, accusate di reprimere il dissenso e monitorare le comunicazioni.

L’Unione Europea ha inserito la società VK, la sua controllata Communication Platform (sviluppatrice del messenger Max) e tre aziende fornitrici del sistema Sorm nell’elenco delle persone ed entità soggette a misure restrittive per gravi violazioni dei diritti umani. Il provvedimento, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue, colpisce anche i direttori generali di quelle imprese e alcuni funzionari della colonia penale IK-10 in Mordovia, dove sono detenuti prigionieri di guerra ucraini. Secondo Bruxelles, le nuove designazioni rispondono all’uso sistematico delle tecnologie digitali per limitare la libertà di espressione, l’accesso all’informazione e la libertà di associazione in Russia.

Nell’ottica delle istituzioni europee, l’applicazione Max, sviluppata sotto la supervisione dell’Fsb e preinstallata su tutti i dispositivi mobili venduti in Russia, dispone di ampie funzionalità di sorveglianza: può monitorare le comunicazioni, l’uso di VPN, le applicazioni installate, la rubrica e la geolocalizzazione, e imporre aggiornamenti autonomi. Bruxelles sostiene che lo Stato russo abbia promosso Max ostacolando applicazioni indipendenti come WhatsApp e Telegram e bloccando le VPN, e che i dati raccolti tramite il messenger siano già stati utilizzati per sanzionare cittadini per i contenuti pubblicati. VK, in quanto società madre, è accusata di aver fornito dati degli utenti alle autorità per finalità repressive, anche contro critici della guerra in Ucraina. La società ha dichiarato che le sanzioni non incideranno sul funzionamento dei propri servizi, che restano accessibili agli utenti.

Le misure formalizzano una situazione già anticipata dalla rimozione delle app di VK dall’App Store di Apple alla fine di giugno, mossa che la multinazionale americana aveva giustificato con la necessità di rispettare i regimi sanzionatori, benché all’epoca VK non fosse direttamente colpita. Secondo il ministero russo per lo Sviluppo digitale, circa 20 milioni di utenti di Max hanno perso l’accesso al servizio in seguito a quella cancellazione. Con le nuove designazioni, i beni delle entità colpite vengono congelati in Europa ed è fatto divieto a cittadini e imprese dell’Ue di mettere a loro disposizione fondi o risorse economiche.

Le aziende Citadel, VAS Experts e Norsi-Trans sono descritte da fonti europee come fornitori chiave di hardware e software per il Sistema di misure investigative operative (Sorm), che la legge russa rende obbligatorio per tutti gli operatori di telecomunicazioni. Secondo Bruxelles, il Sorm viene impiegato per controllare le comunicazioni internet e mobili, prendendo di mira giornalisti, oppositori, organizzatori di proteste e attivisti contro la guerra. Le sanzioni si estendono anche ai vertici della colonia IK-10, dove ex detenuti hanno denunciato torture, percosse, violenze sessuali, esecuzioni simulate e diniego di cure mediche ai danni di prigionieri di guerra e civili ucraini, come riportato nella motivazione ufficiale dell’Ue.

Le misure sono state adottate nell’ambito del regime sanzionatorio dell’Unione per i diritti umani, che ora comprende 98 persone fisiche e sette entità. Esse giungono mentre il Consiglio Ue discute il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia per l’aggressione all’Ucraina. L’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, ha comunicato che il pacchetto non è ancora stato concordato, ma che come soluzione interlocutoria è stato approvato un elenco separato di 250 tra persone fisiche e giuridiche. Nell’analisi di osservatori europei, l’attenzione agli strumenti di sorveglianza digitale segnala un ampliamento del perimetro delle sanzioni, volto a colpire quella che Bruxelles considera l’infrastruttura tecnologica della repressione interna.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Sanzioni vs. continuità operativa
50%Media
2 blocchi · posizioni da −0.90 a +0.10
Critici della RussiaRassicuranti su VK
EURRUS
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.90critical
Stampa russa e CSI+0.10neutral
Stampa europea continentale−0.90
Voce

L'Unione Europea difende i diritti umani e la libertà di espressione colpendo chi li viola. Le sanzioni sono una risposta necessaria alla sorveglianza di massa e al controllo autoritario.

Meccanismouniversalizzazione

La narrazione si basa sulla presentazione delle sanzioni come una reazione legittima e necessaria a violazioni dei diritti umani, utilizzando il linguaggio giuridico e le dichiarazioni ufficiali dell'UE per creare un'aura di autorità morale.

Omissione

Viene omessa la prospettiva di VK e del governo russo, così come la smentita dell'azienda sulle accuse. Non si menziona l'impatto sulle relazioni internazionali o le possibili motivazioni politiche delle sanzioni.

IndignazioneAllarme
Stampa russa e CSI+0.10
Voce

VK continua a operare normalmente nonostante le sanzioni. L'azienda rassicura gli utenti che i servizi sono invariati e che le misure UE non hanno alcun effetto pratico.

Meccanismominimizzazione

La strategia retorica consiste nel ridurre l'impatto delle sanzioni a un evento irrilevante, concentrandosi sulla continuità operativa e citando dichiarazioni aziendali per rassicurare il pubblico, senza affrontare le accuse di sorveglianza.

Omissione

Vengono omesse le accuse dettagliate dell'UE riguardanti il controllo dell'FSB e le capacità di sorveglianza di Max, così come le preoccupazioni per i diritti umani.

PragmatismoScetticismo

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lunedì 13 luglio 2026

Sanzioni Ue a VK e al sistema di sorveglianza digitale russo: il nodo dei diritti umani

Bruxelles colpisce la piattaforma VKontakte, il messenger Max e le aziende del Sorm, accusate di reprimere il dissenso e monitorare le comunicazioni.

L’Unione Europea ha inserito la società VK, la sua controllata Communication Platform (sviluppatrice del messenger Max) e tre aziende fornitrici del sistema Sorm nell’elenco delle persone ed entità soggette a misure restrittive per gravi violazioni dei diritti umani. Il provvedimento, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue, colpisce anche i direttori generali di quelle imprese e alcuni funzionari della colonia penale IK-10 in Mordovia, dove sono detenuti prigionieri di guerra ucraini. Secondo Bruxelles, le nuove designazioni rispondono all’uso sistematico delle tecnologie digitali per limitare la libertà di espressione, l’accesso all’informazione e la libertà di associazione in Russia.

Nell’ottica delle istituzioni europee, l’applicazione Max, sviluppata sotto la supervisione dell’Fsb e preinstallata su tutti i dispositivi mobili venduti in Russia, dispone di ampie funzionalità di sorveglianza: può monitorare le comunicazioni, l’uso di VPN, le applicazioni installate, la rubrica e la geolocalizzazione, e imporre aggiornamenti autonomi. Bruxelles sostiene che lo Stato russo abbia promosso Max ostacolando applicazioni indipendenti come WhatsApp e Telegram e bloccando le VPN, e che i dati raccolti tramite il messenger siano già stati utilizzati per sanzionare cittadini per i contenuti pubblicati. VK, in quanto società madre, è accusata di aver fornito dati degli utenti alle autorità per finalità repressive, anche contro critici della guerra in Ucraina. La società ha dichiarato che le sanzioni non incideranno sul funzionamento dei propri servizi, che restano accessibili agli utenti.

Le misure formalizzano una situazione già anticipata dalla rimozione delle app di VK dall’App Store di Apple alla fine di giugno, mossa che la multinazionale americana aveva giustificato con la necessità di rispettare i regimi sanzionatori, benché all’epoca VK non fosse direttamente colpita. Secondo il ministero russo per lo Sviluppo digitale, circa 20 milioni di utenti di Max hanno perso l’accesso al servizio in seguito a quella cancellazione. Con le nuove designazioni, i beni delle entità colpite vengono congelati in Europa ed è fatto divieto a cittadini e imprese dell’Ue di mettere a loro disposizione fondi o risorse economiche.

Le aziende Citadel, VAS Experts e Norsi-Trans sono descritte da fonti europee come fornitori chiave di hardware e software per il Sistema di misure investigative operative (Sorm), che la legge russa rende obbligatorio per tutti gli operatori di telecomunicazioni. Secondo Bruxelles, il Sorm viene impiegato per controllare le comunicazioni internet e mobili, prendendo di mira giornalisti, oppositori, organizzatori di proteste e attivisti contro la guerra. Le sanzioni si estendono anche ai vertici della colonia IK-10, dove ex detenuti hanno denunciato torture, percosse, violenze sessuali, esecuzioni simulate e diniego di cure mediche ai danni di prigionieri di guerra e civili ucraini, come riportato nella motivazione ufficiale dell’Ue.

Le misure sono state adottate nell’ambito del regime sanzionatorio dell’Unione per i diritti umani, che ora comprende 98 persone fisiche e sette entità. Esse giungono mentre il Consiglio Ue discute il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia per l’aggressione all’Ucraina. L’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, ha comunicato che il pacchetto non è ancora stato concordato, ma che come soluzione interlocutoria è stato approvato un elenco separato di 250 tra persone fisiche e giuridiche. Nell’analisi di osservatori europei, l’attenzione agli strumenti di sorveglianza digitale segnala un ampliamento del perimetro delle sanzioni, volto a colpire quella che Bruxelles considera l’infrastruttura tecnologica della repressione interna.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Sanzioni vs. continuità operativa
50%Media
2 blocchi · posizioni da −0.90 a +0.10
Critici della RussiaRassicuranti su VK
EURRUS
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.90critical
Stampa russa e CSI+0.10neutral
Stampa europea continentale−0.90
Voce

L'Unione Europea difende i diritti umani e la libertà di espressione colpendo chi li viola. Le sanzioni sono una risposta necessaria alla sorveglianza di massa e al controllo autoritario.

Meccanismouniversalizzazione

La narrazione si basa sulla presentazione delle sanzioni come una reazione legittima e necessaria a violazioni dei diritti umani, utilizzando il linguaggio giuridico e le dichiarazioni ufficiali dell'UE per creare un'aura di autorità morale.

Omissione

Viene omessa la prospettiva di VK e del governo russo, così come la smentita dell'azienda sulle accuse. Non si menziona l'impatto sulle relazioni internazionali o le possibili motivazioni politiche delle sanzioni.

IndignazioneAllarme
Stampa russa e CSI+0.10
Voce

VK continua a operare normalmente nonostante le sanzioni. L'azienda rassicura gli utenti che i servizi sono invariati e che le misure UE non hanno alcun effetto pratico.

Meccanismominimizzazione

La strategia retorica consiste nel ridurre l'impatto delle sanzioni a un evento irrilevante, concentrandosi sulla continuità operativa e citando dichiarazioni aziendali per rassicurare il pubblico, senza affrontare le accuse di sorveglianza.

Omissione

Vengono omesse le accuse dettagliate dell'UE riguardanti il controllo dell'FSB e le capacità di sorveglianza di Max, così come le preoccupazioni per i diritti umani.

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