
Mercato auto: Indonesia e Brasile in ripresa, Italia e Argentina in affanno
La fiera di Giacarta segna il debutto della Honda Super-One e il dinamismo asiatico, mentre il Brasile punta a 3 milioni di veicoli, l’Argentina arretra e l’Italia attende gli incentivi per i commerciali.
Il Sud-est asiatico si prepara a diventare il palcoscenico della ripartenza automobilistica globale. A trainare il sentiment è il Gaikindo Indonesia International Auto Show (GIIAS) 2026, in programma dal 30 luglio al 9 agosto a Tangerang, che con oltre 65 marchi e 10 new entry si conferma la più grande rassegna del settore dopo la Cina. I dati diffusi dall’associazione di categoria Gaikindo mostrano una crescita delle vendite all’ingrosso del 15,8% nel primo semestre, a quota 436.564 unità, mentre l’export sfiora le 252 mila vetture (+7,7%). In questo contesto, Honda ha scelto proprio GIIAS per il debutto nel Sud-est asiatico della Super-One, city car elettrica da 1.090 kg con boost mode fino a 70 kW e un design ispirato alla cultura Harajuku, che incarna la strategia del costruttore giapponese per coniugare elettrificazione e piacere di guida.
Dall’altra parte del mondo, il Brasile si avvia a superare la soglia dei 3 milioni di veicoli venduti, un traguardo che manca dal 2014. L’associazione dei costruttori Anfavea ha rivisto al rialzo le stime di crescita al 11,7%, sostenuta da un primo semestre che, secondo i concessionari di Fenabrave, è stato il migliore dal 2011. La produzione nazionale, tuttavia, cresce a un ritmo più lento (+5,8% atteso) e una quota rilevante della domanda viene assorbita dalle importazioni, in particolare dalla Cina, alimentando le preoccupazioni dei produttori locali per un quadro fiscale che giudicano troppo favorevole ai veicoli esteri.
In direzione opposta si muovono Argentina e Italia. A Buenos Aires, i dati Acara indicano un calo del 9,9% nelle immatricolazioni del primo semestre, con 294.181 unità. Per stimolare la domanda, Renault, Honda e Stellantis offrono sconti fino a 12 milioni di pesos su modelli selezionati, mentre il presidente dell’associazione concessionari invoca tassi agevolati e un riallineamento dei prezzi. In Italia, il mercato dei veicoli commerciali leggeri ha registrato a giugno una flessione del 12,1%, portando il bilancio semestrale a -4,3%. L’UNRAE segnala che il fondo da 180 milioni di euro per l’acquisto di mezzi a zero emissioni, pur già stanziato, resta bloccato in attesa della piattaforma Invitalia, prolungando un clima di incertezza che da otto mesi frena gli ordini e mantiene la quota di elettrici al 3,2% nel semestre.
Un effetto collaterale delle politiche di rinnovo flotte si osserva in Brasile, dove le vendite di camion usati sono esplose del 300% nel primo semestre, toccando 289.368 unità. Il fenomeno, spiega la Fenauto, è legato al programma Move Brasil, che ha incentivato l’acquisto di mezzi nuovi utilizzando l’usato come parziale pagamento, e ha premiato modelli come il Volvo FH e il Ford Cargo. Il prossimo banco di prova per il settore sarà l’apertura del GIIAS, mentre in Italia gli operatori attendono l’attivazione della piattaforma ministeriale e in Brasile l’appuntamento elettorale di ottobre potrebbe condizionare la seconda metà dell’anno.
| Stampa sud-est asiatica | +0.70 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
| Stampa europea continentale | −0.60 | critical |
L'industria automobilistica indonesiana accoglie con entusiasmo l'arrivo di nuovi modelli elettrici, confermando la propria leadership regionale nella transizione.
Enfatizzando i dati positivi locali e le novità dei modelli, si crea una narrazione di crescita isolata dal contesto globale.
Il blocco del Sud-est asiatico omette la contrazione globale in altri mercati, in particolare il declino dei veicoli commerciali europei e la contrazione argentina, che contestualizzerebbero la loro crescita locale come un'eccezione piuttosto che una tendenza globale.
Il mercato brasiliano celebra il ritorno ai 3 milioni di veicoli, mentre l'Argentina registra un calo preoccupante.
Presentando dati contrastanti senza commento esplicito, si lascia che i numeri parlino da soli, suggerendo una realtà complessa.
Il blocco latinoamericano omette l'offensiva asiatica dei veicoli elettrici che sta rimodellando la concorrenza globale, concentrandosi solo sulle dinamiche del mercato interno.
Il settore dei veicoli commerciali italiani denuncia l'incertezza normativa e la mancanza di incentivi come causa del crollo delle immatricolazioni.
Attribuendo il calo a fattori esterni come l'incertezza sugli incentivi, si sposta la responsabilità sulle istituzioni.
Il blocco europeo omette la ripresa in Brasile e i lanci di veicoli elettrici nel Sud-est asiatico, che tempererebbero la narrazione di una crisi generale.
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