
Pedaggi alle stelle e niente contanti: l’America Latina accelera sulla privatizzazione delle infrastrutture
Dall’Argentina al Messico, i governi affidano ai privati la gestione di ponti e autostrade, con rincari fino al 700% e l’obbligo del pagamento elettronico, mentre in Brasile si sperimentano le criptovalute per le tasse locali.
Il 21 luglio il pedaggio del ponte Rosario-Victoria, snodo cruciale delle rotte del Mercosur che collega i porti cerealieri del Gran Rosario con la Mesopotamia, ha subito un incremento fino al 773% per i mezzi pesanti, mentre è stato abolito il pagamento in contanti. La nuova tariffa per un’automobile dotata di TelePASE è passata da circa 1.000 a oltre 5.000 pesos, e chi paga con carta o wallet digitale versa il doppio. L’aumento è l’effetto immediato del passaggio alla gestione privata nell’ambito della Red Federal de Concesiones, con un investimento di 12 miliardi di pesos completato in sei mesi dalla concessionaria Conexión Alto Delta.
Il modello argentino, sostenuto dal ministro dell’Economia Luis Caputo, trasferisce integralmente il rischio d’impresa e la manutenzione ai privati, eliminando i sussidi statali e legando le tariffe all’avanzamento dei lavori e all’inflazione. Una logica analoga ha innescato tensioni in Colombia, dove la concessionaria Covipacífico ha ritoccato di quasi il 20% il pedaggio sulla via tra Medellín e il Suroeste antioqueño. I trasportatori hanno risposto con un presidio al casello di Amagá, sostenendo che le condizioni della strada – tra chiusure prolungate e restrizioni alla mobilità – non giustificano i nuovi costi. Dopo la protesta, è stato convocato un incontro per giovedì con l’Agenzia nazionale delle infrastrutture e la concessionaria, mentre i sindacati avvertono che il rincaro potrebbe scaricarsi sulle tariffe dei passeggeri.
Sul fronte della digitalizzazione, il Messico ha annunciato che tutti i 1.050 varchi delle 129 piazze di pedaggio gestite da CAPUFE sono ora dotati di telepeaje, riducendo il tempo di attraversamento da un minuto a dieci secondi e limitando progressivamente l’uso del contante. In Brasile, il municipio di São José dos Pinhais ha autorizzato il pagamento di tributi locali con criptovalute, a condizione che intermediari accreditati convertano immediatamente gli attivi in reais prima del versamento alle casse pubbliche, azzerando il rischio di cambio per l’ente. La stessa norma istituisce il programma “Bitcoin Cidadão” per l’educazione finanziaria digitale. In Argentina, il comune di San Isidro ha lanciato un piano di regolarizzazione online dei debiti municipali con sconti fino al 50% su interessi e multe, accessibile tramite identità digitale.
Queste iniziative disegnano un’America Latina che cerca nella finanza privata e nei pagamenti elettronici una via per modernizzare infrastrutture e fisco, ma deve gestire l’impatto sociale di tariffe più alte. Per i trasportatori colombiani il prossimo passo è il tavolo di giovedì; per l’asse Rosario-Victoria, gli analisti di Buenos Aires osservano che il costo logistico delle esportazioni di cereali potrebbe risentirne, mentre il governo punta a estendere il modello ad altri 9.000 chilometri di strade. In Messico, l’obiettivo è rendere il telepeaje lo standard universale, e in Brasile l’esperimento con le criptovalute sarà monitorato come possibile apripista per altre amministrazioni locali.
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