
Nuovi dazi USA su 60 paesi: scade il regime temporaneo di Trump
Washington sostituisce il dazio globale del 10% con aliquote del 10-12,5% basate su indagini sul lavoro forzoso, mentre si intensificano le tensioni con Canada e Brasile.
L’amministrazione statunitense si prepara a varare un nuovo pacchetto di dazi che toccherà circa sessanta partner commerciali, proprio mentre scade il prelievo temporaneo del 10% imposto dal presidente Donald Trump dopo la bocciatura della Corte Suprema. L’annuncio, atteso nei prossimi giorni, è stato anticipato dal rappresentante per il Commercio Jamieson Greer, che ha indicato nel contrasto al lavoro forzoso il fondamento giuridico delle nuove misure. Secondo la proposta elaborata dall’Ufficio del rappresentante commerciale, i beni provenienti da economie prive di divieti efficaci contro il lavoro forzoso – tra cui Cina, India e Giappone – saranno colpiti da un’aliquota del 12,5%, mentre per i paesi che hanno adottato normative ma le applicano in modo ritenuto insufficiente, come Canada, Unione Europea, Messico e Regno Unito, si applicherà un dazio ridotto del 10%.
La transizione dal regime temporaneo a uno permanente poggia su basi legali distinte. Il dazio globale del 10%, introdotto in febbraio facendo leva sulla Sezione 122 della legge sul commercio, era limitato a 150 giorni e scade il 24 luglio. Le nuove tariffe verranno invece giustificate attraverso la Sezione 301, la stessa utilizzata per i dazi settoriali su acciaio, alluminio e automotive, rimasti in vigore nonostante la sentenza della Corte Suprema. Parallelamente, Washington ha attivato la Sezione 338 del Tariff Act del 1930 – una disposizione mai testata prima – per imporre un prelievo aggiuntivo del 50% su molti prodotti canadesi, in risposta a quelle che definisce ritorsioni commerciali di Ottawa. L’entrata in vigore è prevista tra trenta giorni, mentre Greer si recherà in Messico per discutere la revisione congiunta dell’accordo USMCA.
Le reazioni internazionali delineano un quadro di crescente frizione. Da Bruxelles, l’Unione Europea ha già definito “ingiustificati” i dazi legati al lavoro forzoso. Il primo ministro canadese Mark Carney ha dichiarato di valutare “tutte le opzioni” e ha concordato con Trump di intensificare i negoziati nelle prossime settimane, senza però confermare una visita a Washington. Sul fronte latinoamericano, il Brasile ha reagito con durezza al dazio del 25% su una serie di prodotti – in vigore da mercoledì – che secondo la Cámara de Comercio Estadounidense per Brasil colpisce oltre undici miliardi di dollari di export, pur esentando carne, caffè e componenti aeronautici. L’Argentina, secondo indiscrezioni di stampa, figurerebbe tra i paesi raggiunti dal nuovo schema, sebbene non sia stata ancora precisata l’aliquota applicabile.
Per l’Italia e l’Europa, l’imposizione di un dazio del 10% sui beni esportati negli Stati Uniti rischia di comprimere i margini di settori ad alta integrazione transatlantica, dalla meccanica all’agroalimentare, in un contesto già segnato dall’incertezza normativa. Il prossimo snodo fattuale è la scadenza di venerdì: se le nuove tariffe non entreranno in vigore prima di quella data, si aprirebbe una finestra senza prelievi aggiuntivi, scenario che la Casa Bianca intende scongiurare. L’evoluzione dei colloqui con il Canada e l’esito della missione di Greer in Messico forniranno indicazioni sulla capacità dell’amministrazione Trump di consolidare la propria agenda commerciale senza innescare una spirale di ritorsioni.
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
L'Argentina e altri paesi latinoamericani subiscono le conseguenze delle nuove tariffe statunitensi, mentre Washington cerca di rilanciare la sua agenda commerciale dopo le sconfitte legali.
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Washington usa il pretesto del lavoro forzato per imporre nuovi dazi, mentre gli analisti mettono in dubbio la sincerità della mossa.
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Il rappresentante commerciale statunitense annuncia nuovi dazi per lavoro forzato, mentre la tariffa globale scade.
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