Accedi
Edizione delle 06:00 CETgiovedì 23 luglio 2026
311 testate · 17 lingue459 briefing oggi
Ultim'ora
Rubio e Lavrov a Manila: il dossier ucraino slitta, ma il canale diplomatico sopravviveOndata di caldo estremo in Giappone: 453 ricoveri in un giorno a Tokyo, almeno 14 morti in una settimanaIl governo Takaichi in affanno: crolla la popolarità, mentre il sonno della premier diventa un caso politicoDalle mani su una coperta rosa al piatto di frutta: cronache minime di maternità annunciateL’enigma dei tumori precoci: l’invecchiamento biologico accelera, le cellule si difendonoGli Stati Uniti accelerano il dispiegamento di forze in Medio Oriente: Trump valuta l’escalation contro l’IranMarocco accelera al 5,3%, Ghana sotto esame: le due velocità dei mercati emergentiTerremoti in Venezuela: oltre 5.300 morti, migliaia di dispersi e la corsa agli aiutiRubio e Lavrov a Manila: il dossier ucraino slitta, ma il canale diplomatico sopravviveOndata di caldo estremo in Giappone: 453 ricoveri in un giorno a Tokyo, almeno 14 morti in una settimanaIl governo Takaichi in affanno: crolla la popolarità, mentre il sonno della premier diventa un caso politicoDalle mani su una coperta rosa al piatto di frutta: cronache minime di maternità annunciateL’enigma dei tumori precoci: l’invecchiamento biologico accelera, le cellule si difendonoGli Stati Uniti accelerano il dispiegamento di forze in Medio Oriente: Trump valuta l’escalation contro l’IranMarocco accelera al 5,3%, Ghana sotto esame: le due velocità dei mercati emergentiTerremoti in Venezuela: oltre 5.300 morti, migliaia di dispersi e la corsa agli aiuti
Sportmercoledì 22 luglio 2026

Mondiale 2030, la spinta di Infantino per 64 squadre: sei paesi, tre continenti e un format inedito

Il presidente della Conmebol Dominguez rilancia l'idea di un torneo allargato per il centenario, mentre l'Europa frena e la Fifa valuta l'impatto su calendari e qualificazioni.

L’annuncio è arrivato via social, con un tweet del paraguaiano Alejandro Dominguez, vicepresidente della Fifa e numero uno della Conmebol: «Nel 2030 il Mondiale arriva in Uruguay, Argentina e Paraguay – una grande opportunità per celebrare il Centenario con una competizione a 64 squadre». Poche ore dopo, il presidente della Liga spagnola Javier Tebas ribatteva secco: «Aumentare le nazionali non ha senso, sarebbe la distruzione sostenibile dell’industria del calcio». È lo scontro che sta già infiammando il dopo-Mondiale 2026, appena concluso con il nuovo format a 48 partecipanti.

La proposta non è un fulmine a ciel sereno. Gianni Infantino, durante la rassegna nordamericana, aveva aperto alla possibilità, spiegando che «ogni paese dovrebbe poter sognare di partecipare» e che la questione sarà esaminata dai comitati competenti. L’espansione a 64 squadre – un raddoppio in appena otto anni rispetto alle 32 del 2022 – risponde a una doppia logica: da un lato, la retorica dell’inclusività che ha già premiato le confederazioni di Africa, Asia e Centro-Nord America con un sostanzioso aumento di posti; dall’altro, la necessità di dare sostanza sportiva a un’edizione del Centenario che, nel progetto originario, relegava i tre paesi sudamericani a una sola partita inaugurale ciascuno, prima di trasferire l’intero torneo in Spagna, Portogallo e Marocco.

Con 64 squadre, il quadro cambierebbe radicalmente. I calcoli di Forbes indicano che servirebbero 20-22 stadi, rendendo impossibile l’organizzazione a un singolo paese e consolidando il modello delle candidature congiunte. Il format diventerebbe più lineare: 16 gironi da quattro, con le prime due che avanzano ai sedicesimi, eliminando l’imbarazzante ripescaggio delle migliori terze visto nel 2026. Ma le partite salirebbero a 128, allungando ulteriormente un calendario già compresso tra giugno e luglio. Per il Sudamerica, si aprirebbe la concreta possibilità di ospitare un intero girone, anziché la passerella cerimoniale prevista oggi, mentre per l’Europa – secondo gli analisti del Vecchio Continente – l’aumento dei posti sarebbe minimo, forse fino a 20, confermando la marginalizzazione di Uefa in un’assemblea dove i voti di Asia, Africa e Americhe sono ormai determinanti.

L’opposizione europea non si limita a Tebas. Il presidente Uefa Aleksander Ceferin aveva già bollato l’idea come «una cattiva idea», e in molti vedono nella mossa di Infantino un calcolo elettorale in vista del rinnovo del mandato. La spaccatura è anche commerciale: un torneo così dilatato rischia di svalutare le qualificazioni, già poco competitive per le grandi nazionali, e di aumentare l’impronta climatica, mentre i ricavi – 9 miliardi di dollari per il 2026, il doppio del Qatar – continuerebbero a crescere, redistribuiti alle federazioni in cerca di consenso.

La Fifa non ha ancora ufficializzato alcuna decisione, ma il dibattito è ormai pubblico. L’eventuale via libera arriverebbe dopo un’analisi tecnica che dovrà tenere conto anche del Mondiale 2034, già assegnato all’Arabia Saudita, partner commerciale sempre più centrale. Intanto, il format attuale prevede che le gare inaugurali del Centenario si giochino l’8 e 9 giugno 2030 in Sudamerica, con il grosso del torneo in Europa e Africa dal 13 giugno, e la finale il 21 luglio. Se l’allargamento passasse, quel calendario andrebbe riscritto, e con esso gli equilibri geopolitici del pallone.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Espansione vs. Tradizione
53%Media
3 blocchi · posizioni da −0.60 a +0.70
Critici dell'espansioneSostenitori dell'espansione
ATLEURLAT
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera0.00neutral
Stampa europea continentale−0.60critical
Stampa latinoamericana+0.70aligned
Stampa atlantica / anglosfera0.00
Voce

La proposta è un'ipotesi; l'attenzione è sugli aspetti pratici di un torneo a 64 squadre in sei paesi.

Meccanismoneutralità descrittiva

Inquadrando l'espansione come una domanda ('come sarebbe?'), l'articolo evita di approvare o condannare, invitando invece il lettore a considerare le sfide logistiche.

Omissione

L'articolo omette la forte opposizione del presidente della Liga Javier Tebas e le preoccupazioni logistiche sollevate dai commentatori europei, presentando solo la prospettiva a favore dell'espansione del vicepresidente FIFA Dominguez.

DistaccoPragmatismo
Stampa europea continentale−0.60
Voce

L'espansione è un incubo logistico che mina il prestigio del Mondiale; la spinta di Infantino alla crescita è guidata dal potere, non dal calcio.

Meccanismoironia critica

Ripetendo l'espressione 'incubo logistico' e paragonando il torneo a un pallone gonfiato, il blocco crea un senso di assurdità e di inevitabile fallimento, rendendo la proposta irrealizzabile.

Omissione

Il blocco omette l'argomento della celebrazione del centenario e la prospettiva della CONMEBOL che vede l'espansione come un'opportunità storica, concentrandosi solo sugli aspetti negativi.

AllarmeIndignazioneScetticismo
Stampa latinoamericana+0.70
Voce

Il Mondiale 2030 con 64 squadre è un'opportunità storica per celebrare il centenario e allargare il sogno del calcio a tutte le nazioni.

Meccanismocelebrazione centenaria

Collegando l'espansione direttamente al centenario e alle origini del Mondiale in Sud America, il blocco crea una narrazione di giusto omaggio e progresso, facendo apparire l'opposizione come irrispettosa della storia.

Omissione

Il blocco omette le preoccupazioni logistiche e la forte opposizione delle autorità calcistiche europee, presentando l'espansione come universalmente accolta.

TrionfoPaternalismo

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Rubio e Lavrov a Manila: il dossier ucraino slitta, ma il canale diplomatico sopravvive·Ondata di caldo estremo in Giappone: 453 ricoveri in un giorno a Tokyo, almeno 14 morti in una settimana·Il governo Takaichi in affanno: crolla la popolarità, mentre il sonno della premier diventa un caso politico·Dalle mani su una coperta rosa al piatto di frutta: cronache minime di maternità annunciate·L’enigma dei tumori precoci: l’invecchiamento biologico accelera, le cellule si difendono·Gli Stati Uniti accelerano il dispiegamento di forze in Medio Oriente: Trump valuta l’escalation contro l’Iran·Marocco accelera al 5,3%, Ghana sotto esame: le due velocità dei mercati emergenti·Terremoti in Venezuela: oltre 5.300 morti, migliaia di dispersi e la corsa agli aiuti·Rubio e Lavrov a Manila: il dossier ucraino slitta, ma il canale diplomatico sopravvive·Ondata di caldo estremo in Giappone: 453 ricoveri in un giorno a Tokyo, almeno 14 morti in una settimana·Il governo Takaichi in affanno: crolla la popolarità, mentre il sonno della premier diventa un caso politico·Dalle mani su una coperta rosa al piatto di frutta: cronache minime di maternità annunciate·L’enigma dei tumori precoci: l’invecchiamento biologico accelera, le cellule si difendono·Gli Stati Uniti accelerano il dispiegamento di forze in Medio Oriente: Trump valuta l’escalation contro l’Iran·Marocco accelera al 5,3%, Ghana sotto esame: le due velocità dei mercati emergenti·Terremoti in Venezuela: oltre 5.300 morti, migliaia di dispersi e la corsa agli aiuti·
Agg. 11:085 lingue · 14 testate
14 testate|5 lingue|3 min lettura
mercoledì 22 luglio 2026

Mondiale 2030, la spinta di Infantino per 64 squadre: sei paesi, tre continenti e un format inedito

Il presidente della Conmebol Dominguez rilancia l'idea di un torneo allargato per il centenario, mentre l'Europa frena e la Fifa valuta l'impatto su calendari e qualificazioni.

L’annuncio è arrivato via social, con un tweet del paraguaiano Alejandro Dominguez, vicepresidente della Fifa e numero uno della Conmebol: «Nel 2030 il Mondiale arriva in Uruguay, Argentina e Paraguay – una grande opportunità per celebrare il Centenario con una competizione a 64 squadre». Poche ore dopo, il presidente della Liga spagnola Javier Tebas ribatteva secco: «Aumentare le nazionali non ha senso, sarebbe la distruzione sostenibile dell’industria del calcio». È lo scontro che sta già infiammando il dopo-Mondiale 2026, appena concluso con il nuovo format a 48 partecipanti.

La proposta non è un fulmine a ciel sereno. Gianni Infantino, durante la rassegna nordamericana, aveva aperto alla possibilità, spiegando che «ogni paese dovrebbe poter sognare di partecipare» e che la questione sarà esaminata dai comitati competenti. L’espansione a 64 squadre – un raddoppio in appena otto anni rispetto alle 32 del 2022 – risponde a una doppia logica: da un lato, la retorica dell’inclusività che ha già premiato le confederazioni di Africa, Asia e Centro-Nord America con un sostanzioso aumento di posti; dall’altro, la necessità di dare sostanza sportiva a un’edizione del Centenario che, nel progetto originario, relegava i tre paesi sudamericani a una sola partita inaugurale ciascuno, prima di trasferire l’intero torneo in Spagna, Portogallo e Marocco.

Con 64 squadre, il quadro cambierebbe radicalmente. I calcoli di Forbes indicano che servirebbero 20-22 stadi, rendendo impossibile l’organizzazione a un singolo paese e consolidando il modello delle candidature congiunte. Il format diventerebbe più lineare: 16 gironi da quattro, con le prime due che avanzano ai sedicesimi, eliminando l’imbarazzante ripescaggio delle migliori terze visto nel 2026. Ma le partite salirebbero a 128, allungando ulteriormente un calendario già compresso tra giugno e luglio. Per il Sudamerica, si aprirebbe la concreta possibilità di ospitare un intero girone, anziché la passerella cerimoniale prevista oggi, mentre per l’Europa – secondo gli analisti del Vecchio Continente – l’aumento dei posti sarebbe minimo, forse fino a 20, confermando la marginalizzazione di Uefa in un’assemblea dove i voti di Asia, Africa e Americhe sono ormai determinanti.

L’opposizione europea non si limita a Tebas. Il presidente Uefa Aleksander Ceferin aveva già bollato l’idea come «una cattiva idea», e in molti vedono nella mossa di Infantino un calcolo elettorale in vista del rinnovo del mandato. La spaccatura è anche commerciale: un torneo così dilatato rischia di svalutare le qualificazioni, già poco competitive per le grandi nazionali, e di aumentare l’impronta climatica, mentre i ricavi – 9 miliardi di dollari per il 2026, il doppio del Qatar – continuerebbero a crescere, redistribuiti alle federazioni in cerca di consenso.

La Fifa non ha ancora ufficializzato alcuna decisione, ma il dibattito è ormai pubblico. L’eventuale via libera arriverebbe dopo un’analisi tecnica che dovrà tenere conto anche del Mondiale 2034, già assegnato all’Arabia Saudita, partner commerciale sempre più centrale. Intanto, il format attuale prevede che le gare inaugurali del Centenario si giochino l’8 e 9 giugno 2030 in Sudamerica, con il grosso del torneo in Europa e Africa dal 13 giugno, e la finale il 21 luglio. Se l’allargamento passasse, quel calendario andrebbe riscritto, e con esso gli equilibri geopolitici del pallone.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Espansione vs. Tradizione
53%Media
3 blocchi · posizioni da −0.60 a +0.70
Critici dell'espansioneSostenitori dell'espansione
ATLEURLAT
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera0.00neutral
Stampa europea continentale−0.60critical
Stampa latinoamericana+0.70aligned
Stampa atlantica / anglosfera0.00
Voce

La proposta è un'ipotesi; l'attenzione è sugli aspetti pratici di un torneo a 64 squadre in sei paesi.

Meccanismoneutralità descrittiva

Inquadrando l'espansione come una domanda ('come sarebbe?'), l'articolo evita di approvare o condannare, invitando invece il lettore a considerare le sfide logistiche.

Omissione

L'articolo omette la forte opposizione del presidente della Liga Javier Tebas e le preoccupazioni logistiche sollevate dai commentatori europei, presentando solo la prospettiva a favore dell'espansione del vicepresidente FIFA Dominguez.

DistaccoPragmatismo
Stampa europea continentale−0.60
Voce

L'espansione è un incubo logistico che mina il prestigio del Mondiale; la spinta di Infantino alla crescita è guidata dal potere, non dal calcio.

Meccanismoironia critica

Ripetendo l'espressione 'incubo logistico' e paragonando il torneo a un pallone gonfiato, il blocco crea un senso di assurdità e di inevitabile fallimento, rendendo la proposta irrealizzabile.

Omissione

Il blocco omette l'argomento della celebrazione del centenario e la prospettiva della CONMEBOL che vede l'espansione come un'opportunità storica, concentrandosi solo sugli aspetti negativi.

AllarmeIndignazioneScetticismo
Stampa latinoamericana+0.70
Voce

Il Mondiale 2030 con 64 squadre è un'opportunità storica per celebrare il centenario e allargare il sogno del calcio a tutte le nazioni.

Meccanismocelebrazione centenaria

Collegando l'espansione direttamente al centenario e alle origini del Mondiale in Sud America, il blocco crea una narrazione di giusto omaggio e progresso, facendo apparire l'opposizione come irrispettosa della storia.

Omissione

Il blocco omette le preoccupazioni logistiche e la forte opposizione delle autorità calcistiche europee, presentando l'espansione come universalmente accolta.

TrionfoPaternalismo

Questa notizia è apparsa su

14 testate · 5 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Mamdani ammette l’impotenza legale: New York non può arrestare Netanyahu

6 lingue · 15 testate

Da Economy & Markets

Alphabet, ricavi record ma il cash flow diventa negativo: l’AI divora gli investimenti

7 lingue · 17 testate

Da Technology

L’IA di OpenAI evade la sandbox e attacca Hugging Face: un test di cybersicurezza diventa un caso politico globale

8 lingue · 33 testate

Leggi di più