
Il governo Takaichi in affanno: crolla la popolarità, mentre il sonno della premier diventa un caso politico
Sondaggi in calo, la controversa riforma della successione imperiale e il post sulle poche ore di riposo infiammano il dibattito in un Giappone alle prese con inflazione e tensioni sociali.
La popolarità del governo guidato da Sanae Takaichi ha registrato a luglio 2026 il valore più basso dall’insediamento, avvenuto nell’ottobre precedente. Secondo i sondaggi condotti dall’agenzia Jiji Press e dal quotidiano Mainichi Shimbun, il tasso di approvazione è sceso rispettivamente al 49% e al 41%, con un calo di dieci punti percentuali in quest’ultima rilevazione. Fonti interne al Partito Liberal Democratico attribuiscono la flessione alla gestione autoritaria dei lavori parlamentari, alla riluttanza della premier a partecipare alle sedute delle commissioni bilancio e alla revisione della legge sulla Casa Imperiale, che consente l’adozione di discendenti maschi di rami collaterali senza aprire alla successione femminile, una soluzione invocata da un’ampia fascia dell’opinione pubblica. A pesare è anche il ritardo nell’adozione di misure contro l’inflazione, in particolare il taglio dell’imposta sui consumi per i beni alimentari, promesso in campagna elettorale e ora ridimensionato a un possibile abbassamento dal 10% all’1%, ipotesi che secondo un esponente del partito di maggioranza rischia di infliggere un ulteriore colpo all’esecutivo.
La tenuta del gabinetto è messa alla prova anche da un episodio dal forte impatto simbolico. In un post sul social network X, la premier ha rivelato di dormire abitualmente tra zero e tre ore per notte, descrivendo una routine domestica e lavorativa che inizia al termine degli impegni ufficiali e si protrae fino all’alba tra documenti, pulizie e faccende di casa. Il messaggio, pubblicato in un giorno festivo, ha superato i trenta milioni di visualizzazioni e ha scatenato reazioni politiche immediate. Esponenti dell’opposizione come Toru Kunishige hanno messo in guardia dal rischio che la privazione cronica di sonno comprometta le capacità di giudizio e la gestione delle crisi nazionali, mentre il parlamentare Hiroyuki Konishi è arrivato a evocare le dimissioni, sostenendo che il ruolo del premier dovrebbe limitarsi a definire gli indirizzi strategici. In difesa di Takaichi è intervenuta la viceministra degli Esteri Ayano Kunimitsu, appellandosi alla comprensione per le circostanze personali. La vicenda ha riacceso il dibattito sulla cultura giapponese delle ore di lavoro estreme, nota per il fenomeno del karōshi, la morte da superlavoro, e ha attirato l’attenzione di esperti internazionali: secondo Bruno van Swinderen, ricercatore dell’Università del Queensland, una simile deprivazione di sonno pregiudica la regolazione emotiva e la flessibilità cognitiva, qualità essenziali per chi guida un Paese.
Il quadro politico si inserisce in un contesto di crescenti tensioni sociali. Un sondaggio condotto a maggio dall’agenzia Jiji Press rivela che il sostegno all’accoglienza di ulteriori lavoratori stranieri è sceso al 58,2%, con un’opposizione salita al 33,2%, trainata soprattutto dalle fasce più giovani della popolazione. Le ragioni del dissenso, secondo gli intervistati, riguardano il timore di un aumento della criminalità legata ai soggiorni irregolari, la concorrenza sul mercato del lavoro e la difficoltà di integrazione linguistica e culturale. Parallelamente, l’Agenzia nazionale di polizia ha reso noto che nel primo semestre del 2026 sono stati disciplinati 155 tra agenti e funzionari, un dato in lieve aumento rispetto all’anno precedente, con i casi più numerosi registrati a Osaka, dove dodici sanzioni hanno riguardato aggressioni a persone sotto inchiesta, e a Kanagawa, teatro di uno scandalo per la falsificazione di verbali di infrazione stradale. Questi episodi, pur non direttamente collegati al dibattito politico nazionale, contribuiscono a delineare un clima di sfiducia diffusa verso le istituzioni.
Sul fronte economico, i dati dell’Agenzia del Turismo giapponese offrono un parziale contraltare. Nel trimestre aprile-giugno 2026 la spesa dei visitatori stranieri ha raggiunto i 2.509,6 miliardi di yen, con un incremento dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante il crollo del 48,8% della spesa dei turisti cinesi. A trainare la crescita sono stati i viaggiatori statunitensi, taiwanesi e, in termini di spesa pro capite, i britannici, che con una media di oltre 456.000 yen a persona hanno più che doppiato la media generale. Il dato riflette in parte la debolezza dello yen, sceso ai minimi da quarant’anni, che rende il Giappone una destinazione conveniente per i turisti occidentali, ma segnala anche la capacità del settore di riorientarsi verso nuovi mercati.
La prossima verifica per l’esecutivo Takaichi è attesa sul fronte parlamentare e fiscale. La premier dovrà sciogliere la riserva sul taglio dell’imposta sui consumi alimentari, mentre la maggioranza cerca di contenere i contraccolpi della riforma della Casa Imperiale, il cui iter legislativo si annuncia accidentato. Secondo gli analisti di Tokyo, la combinazione di calo di popolarità, malcontento per il carovita e fibrillazioni nella coalizione di governo potrebbe accelerare il logoramento di un gabinetto che aveva fatto dell’alto gradimento personale della premier il proprio principale capitale politico.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
| Stampa giapponese-coreana | −0.30 | critical |
L'agenda nazionalista della premier e la sua governance affaticata dal sonno minano la stabilità del Giappone.
Collegando le sue abitudini personali del sonno alle decisioni politiche, la narrazione suggerisce che la sua governance è insostenibile e guidata da fervore ideologico, tralasciando i dettagli politici specifici.
Il ruolo specifico della revisione della legge sulla Casa Imperiale e delle tattiche parlamentari nel calo del consenso viene minimizzato a favore di un focus sullo stile personale e sul nazionalismo.
Il calo del consenso del governo è dovuto a specifici errori politici e a eccessi procedurali, non solo a fallimenti personali.
Accostando il calo dei sondaggi alla polemica sul sonno, il resoconto li collega attraverso il tema comune della credibilità del governo, senza attribuirlo all'ideologia, normalizzando la questione come un normale ciclo politico.
Non viene menzionato l'uso strategico dell'eredità di Shinzo Abe per giustificare politiche nazionaliste, né la cornice geopolitica di lungo termine presente in altri blocchi.
Il faticoso ritmo della premier è una questione nazionale che richiede un equilibrio tra leadership e salute, ma il governo insiste che non sia un ostacolo.
Includendo sia il rimprovero del dirigente di partito che la difesa del portavoce, la narrazione presenta un quadro bilanciato dei dissensi interni, rafforzando l'immagine di un sistema politico funzionante e normalizzando il conflitto.
L'allineamento strategico con l'eredità nazionalista di Abe e il suo impatto sulla politica estera è assente, così come la prospettiva esterna sulle cause del calo del consenso.
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