
Baci rubati, figli delusi, confessioni pubbliche: il tradimento come copione universale
Dalle puntate della telenovela peruviana 'Al fondo hay sitio' ai memoir di attrici australiane e comiche statunitensi, la vita reale e la finzione si intrecciano in un unico racconto di passione, colpa e spettacolarizzazione del dolore.
C’è un ragazzo, Oto, che spinge la porta dell’ufficio del padre e lo trova avvinghiato a un’altra donna. Non urla, non sbatte la porta: se ne va in silenzio, con lo sguardo di chi ha appena visto crollare un mondo. È una scena che appartiene alla puntata più recente di 'Al fondo hay sitio', la telenovela peruviana che da anni tiene incollati milioni di spettatori in tutto il continente latinoamericano, ma potrebbe essere uscita da un qualsiasi dramma familiare andato in onda a Lima come a Napoli. Miguel Ignacio, il padre colto in fallo, correrà dietro al figlio implorandolo di non raccontare nulla alla madre, Gladys, che nel frattempo scopre da sola i referti di una malattia senza cura. Il cerchio del segreto e della menzogna si stringe in un intreccio che mescola tradimento, malattia e il tentativo disperato di tenere insieme i pezzi di una famiglia.
Non è solo il Perù a specchiarsi in queste storie. A Sydney, l’attrice Natalie Bassingthwaighte, ex star della soap 'Neighbours', ha scelto di raccontare nel suo memoir 'Love Like This' la relazione che a diciannove anni ebbe con un uomo sposato di trent’anni più grande, una vicenda che i fan australiani hanno immediatamente paragonato al personaggio di Izzy Hoyland, la seduttrice che nella fiction le diede la fama proprio portandosi a letto il dottor Karl Kennedy, marito della integerrima Susan. «La parte più difficile è stata lei, la moglie», ha confessato Bassingthwaighte in un podcast, «quando è venuta da me è stato il giorno peggiore della mia vita». Parole che in Perù potrebbero uscire dalla bocca di Silvana, l’amante di Miguel Ignacio, o di Macarena, che in un’altra linea narrativa della stessa telenovela respinge l’ex marito Mike dichiarando il proprio amore per il defunto Joel.
La geografia del tradimento si allarga. Negli Stati Uniti, la comica Laura Clery ha pubblicato 'What Doesn’t Kill You Makes You Hotter', un memoir in cui ripercorre la fine del suo matrimonio con Stephen Hilton, tra presunti tradimenti in centri massaggi, ricadute nella droga e una battaglia legale che l’ha lasciata al verde in una casa da tre milioni di dollari con l’acqua staccata. In Argentina, l’influencer Nati Jota ha raccontato in diretta radiofonica di essere stata baciata da un ragazzo in un locale di Buenos Aires mentre un amico di lui la riprendeva di nascosto: la confessione di uno sconosciuto («stai attenta, ti stanno filmando») ha trasformato un flirt in un incubo, e il successivo messaggio del giovane – «chiederò al mio amico se è vero» – ha chiuso ogni possibilità di recupero. In tutti questi casi, il confine tra scena madre da copione e confessione intima si assottiglia fino a scomparire.
Secondo gli analisti dei media latinoamericani, la telenovela resta il genere che meglio sa trasformare i dilemmi privati in catarsi collettiva, e 'Al fondo hay sitio' ne è la prova: ogni tradimento, ogni figlio che scopre la verità, ogni malattia nascosta diventa un rito di riconoscimento per un pubblico che vi proietta le proprie ansie familiari. Ma la stessa dinamica è rintracciabile nel successo dei memoir confessionali nel mondo anglosassone, dove il racconto del trauma personale si è imposto come genere letterario e mediatico di massa, e persino nel costume italiano, da sempre affezionato al feuilleton sentimentale e oggi sempre più esposto alla narrazione pubblica del privato attraverso social e podcast.
C’è un’immagine, nell’ultima puntata della telenovela peruviana, che sembra cucire insieme tutti questi fili: una donna vestita di nero, con il volto nascosto, segue silenziosamente due bambini usciti da un cinema. Potrebbe essere la madre di una di loro, scomparsa e forse tornata dall’ombra, oppure un’estranea che veglia su di loro. Non lo sappiamo ancora. Ma in quel controluce che non svela identità, c’è tutta la materia di cui sono fatti i segreti che amiamo raccontare e ascoltare, da qualunque parte del mondo provengano.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.60 | critical |
Il dramma della telenovela si srotola episodio dopo episodio: un bacio, una confessione, un tradimento. La storia parla da sé, coinvolgendo il pubblico nel percorso emotivo dei personaggi.
Presentando la trama come narrazione continua senza commento morale, il blocco rende gli eventi fittizi naturali e autosufficienti, come se fossero reali.
Omette qualsiasi riferimento ai paralleli reali o alle implicazioni morali, trattando la finzione come separata dalla realtà.
Le confessioni delle celebrità vengono condannate come moralmente riprovevoli, e il passato viene giudicato severamente. La narrazione prende posizione contro l'infedeltà e l'inganno.
Inquadrando le confessioni come scandalose e paragonandole a trame da soap opera, il blocco amplifica l'indignazione morale e si pone come guardiano delle norme sociali.
Omette il contesto fittizio della telenovela che fa da parallelo alle storie reali, perdendo l'occasione di esplorare la sfocatura tra finzione e realtà.
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