
Pechino respinge le accuse di Trump: “Mai interferito nelle elezioni Usa”
La Cina bolla come “pure invenzioni” le affermazioni del presidente americano su una maxi-violazione dei dati elettorali del 2020, mentre resta in bilico la visita di Xi Jinping a settembre.
La Cina ha respinto con durezza le accuse di interferenza nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2020 formulate da Donald Trump, definendole “pure invenzioni e calunnie malevole” e avvertendo Washington di smettere di usare Pechino come arma nella disputa politica interna. La reazione, giunta a poche ore dal discorso televisivo in cui il presidente americano ha parlato di “la più grande violazione di dati elettorali della storia”, getta un’ombra sulla fragile tregua commerciale tra le due potenze e sulla visita che Xi Jinping dovrebbe compiere alla Casa Bianca a settembre.
Secondo la ricostruzione offerta da Trump, la Cina avrebbe perpetrato un attacco informatico su vasta scala, appropriandosi illecitamente dei registri di 220 milioni di elettori e attivando una specifica unità di sfruttamento dati. Il presidente ha inoltre accusato esponenti del cosiddetto “Stato profondo” di aver insabbiato le prove per proteggere l’establishment dell’intelligence. Pechino, per bocca del portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian, ha ribaltato l’accusa: “La comunità internazionale vede con chiarezza chi è che interferisce abitualmente negli affari interni di altri Paesi”, ha dichiarato, ribadendo il principio di non ingerenza e invitando gli Stati Uniti a “fare qualcosa di utile per le relazioni bilaterali”.
Le affermazioni di Trump si scontrano con una valutazione non classificata della comunità di intelligence americana pubblicata nel 2021, la quale concluse che nessuna potenza straniera aveva alterato “alcun aspetto tecnico” del voto, incluse le liste elettorali e lo scrutinio. Da Bruxelles, analisti osservano come il ripetuto ricorso a narrative di interferenza estera rischi di logorare i canali di dialogo con Pechino proprio mentre l’Unione Europea cerca un equilibrio tra la necessità di contenere le pratiche cibernetiche cinesi e la volontà di non restare schiacciata in uno scontro frontale tra Washington e Pechino. Per l’Italia, partner commerciale di entrambi i blocchi, un’escalation avrebbe ripercussioni dirette su filiere industriali e investimenti tecnologici.
Sul piano diplomatico, l’incontro tra Xi e Trump, già confermato informalmente dopo la visita del presidente americano a Pechino a maggio, resta al momento in calendario, ma il portavoce cinese ha evitato di confermare se la polemica possa condizionarlo. Trump ha annunciato la desecretazione di documenti che proverebbero le sue tesi, senza tuttavia fornire una tempistica. Il dossier rimane aperto, con Pechino attestata sulla linea della negazione totale e Washington divisa tra l’offensiva presidenziale e le conclusioni già raggiunte dai propri apparati di intelligence.
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.70 | critical |
La Cina respinge con fermezza le accuse infondate di Trump e ribalta l'accusa, chiedendo chi sia il vero interferente.
Riproiezione: attribuire all'accusatore le stesse colpe, invertendo il ruolo di vittima e aggressore.
Le specifiche accuse di hacking dei dati e fabbricazione di schede elettorali sono omesse, che altrimenti darebbero credibilità alle affermazioni di Trump.
La Cina definisce le accuse pure invenzioni, mentre il presidente USA sostiene una massiccia violazione dei dati. La stampa presenta entrambe le parti senza prendere posizione.
Equidistanza: presentare entrambe le versioni senza giudizio, lasciando al lettore la valutazione.
La contro-accusa cinese sull'interferenza USA in altri paesi è omessa, che avrebbe spostato la narrazione sull'ipocrisia americana.
La Cina denuncia le accuse come calunnie e ribadisce il suo principio di non interferenza, mentre gli USA vengono accusati di diffamazione.
Vittimizzazione: presentare la Cina come vittima di accuse infondate, rafforzando la sua posizione morale.
I dettagli specifici delle accuse di Trump sono omessi, facendo apparire le accuse del tutto infondate.
Allarga lo sguardo
Dazi USA al 25% sul Brasile: la Sezione 301 colpisce l’export, Lula prepara la ritorsione
2 lingue · 14 testate
Da TechnologyL’India lancia Vikram-1 ed entra nel club dei razzi orbitali privati
8 lingue · 23 testate
Da Science & HealthLattuga messicana e parassita: il focolaio di diarrea esplosiva che scuote gli Stati Uniti
6 lingue · 15 testate