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Energia e Climamercoledì 1 luglio 2026

Oceani da record a giugno: temperature mai viste, El Niño spinge il clima verso l’ignoto

La temperatura superficiale media globale ha superato ogni precedente per il mese, con il Mediterraneo che tocca i 24,3 °C. Il fenomeno El Niño, appena iniziato, farà crescere ancora il termometro.

Il 21 giugno la temperatura media globale della superficie marina ha raggiunto 20,86 °C secondo il Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus (C3S) e 21,0 °C secondo il Servizio marino, superando i record del 2023 e del 2024. La media di giugno si è attestata a 20,98 °C, un nuovo massimo per il mese. Il primo semestre del 2026 è il secondo più caldo mai registrato per gli oceani, appena dietro al 2024.

All’origine del primato c’è la combinazione tra il riscaldamento globale di origine antropica – gli oceani assorbono circa il 90% del calore in eccesso – e l’inizio di un nuovo El Niño, annunciato a giugno dall’Organizzazione meteorologica mondiale e dalla NOAA. A differenza del 2024, quando il fenomeno era in via di esaurimento, ora è solo agli inizi. «Le condizioni attuali potrebbero indicare l’inizio di una nuova fase, che ci condurrà in un territorio inesplorato», ha detto Carlo Buontempo, direttore del C3S, prevedendo nuovi record nei prossimi mesi. L’oceanografo Simon van Gennip colloca il 2026 tra gli anni più caldi di sempre.

Le ripercussioni sono già estese. Nel primo semestre, l’82% degli oceani ha sperimentato ondate di calore marino, quasi la metà di forte intensità. Il Mediterraneo è stato colpito in modo particolare: il 98% della sua superficie ha vissuto anomalie termiche e la temperatura media di giugno ha toccato i 24,34 °C, un record. Lunedì scorso, l’ondata di calore nel Mediterraneo nord-occidentale ha raggiunto un’intensità record, con 5,2 °C sopra la norma, secondo l’Istituto di Scienze del Mare di Barcellona, anche a causa della canicola che ha investito l’Europa. Per l’Italia, un mare così caldo amplifica le ondate di calore estive, aumenta il rischio di piogge estreme e mette sotto pressione gli ecosistemi marini.

Le previsioni stagionali di Copernicus indicano che El Niño potrebbe intensificarsi fino a livelli che non si vedevano da decenni, trasferendo ulteriore calore all’atmosfera. I prossimi bollettini mensili e i rapporti dell’Organizzazione meteorologica mondiale saranno il banco di prova di una fase che molti climatologi descrivono come un passaggio verso un clima sconosciuto.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa europea continentaleStampa latinoamericana
Stampa europea continentale/ Mediterranea
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Il Mediterraneo ribolle, con temperature superficiali fino a sei gradi sopra la media storica. L'arrivo di El Niño aggraverà la situazione, rendendo indispensabile un adattamento immediato per evitare danni irreversibili agli ecosistemi marini.

Stampa latinoamericana/ Mercato
DistaccoPragmatismo

La temperatura media globale degli oceani ha raggiunto a giugno un nuovo record, superando i livelli del 2023 e del 2024. L'osservatorio europeo Copernicus attribuisce il fenomeno alla combinazione di El Niño e riscaldamento globale, prevedendo ulteriori aumenti nei prossimi mesi.

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Oceani da record a giugno: temperature mai viste, El Niño spinge il clima verso l’ignoto

La temperatura superficiale media globale ha superato ogni precedente per il mese, con il Mediterraneo che tocca i 24,3 °C. Il fenomeno El Niño, appena iniziato, farà crescere ancora il termometro.

Il 21 giugno la temperatura media globale della superficie marina ha raggiunto 20,86 °C secondo il Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus (C3S) e 21,0 °C secondo il Servizio marino, superando i record del 2023 e del 2024. La media di giugno si è attestata a 20,98 °C, un nuovo massimo per il mese. Il primo semestre del 2026 è il secondo più caldo mai registrato per gli oceani, appena dietro al 2024.

All’origine del primato c’è la combinazione tra il riscaldamento globale di origine antropica – gli oceani assorbono circa il 90% del calore in eccesso – e l’inizio di un nuovo El Niño, annunciato a giugno dall’Organizzazione meteorologica mondiale e dalla NOAA. A differenza del 2024, quando il fenomeno era in via di esaurimento, ora è solo agli inizi. «Le condizioni attuali potrebbero indicare l’inizio di una nuova fase, che ci condurrà in un territorio inesplorato», ha detto Carlo Buontempo, direttore del C3S, prevedendo nuovi record nei prossimi mesi. L’oceanografo Simon van Gennip colloca il 2026 tra gli anni più caldi di sempre.

Le ripercussioni sono già estese. Nel primo semestre, l’82% degli oceani ha sperimentato ondate di calore marino, quasi la metà di forte intensità. Il Mediterraneo è stato colpito in modo particolare: il 98% della sua superficie ha vissuto anomalie termiche e la temperatura media di giugno ha toccato i 24,34 °C, un record. Lunedì scorso, l’ondata di calore nel Mediterraneo nord-occidentale ha raggiunto un’intensità record, con 5,2 °C sopra la norma, secondo l’Istituto di Scienze del Mare di Barcellona, anche a causa della canicola che ha investito l’Europa. Per l’Italia, un mare così caldo amplifica le ondate di calore estive, aumenta il rischio di piogge estreme e mette sotto pressione gli ecosistemi marini.

Le previsioni stagionali di Copernicus indicano che El Niño potrebbe intensificarsi fino a livelli che non si vedevano da decenni, trasferendo ulteriore calore all’atmosfera. I prossimi bollettini mensili e i rapporti dell’Organizzazione meteorologica mondiale saranno il banco di prova di una fase che molti climatologi descrivono come un passaggio verso un clima sconosciuto.

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Il Mediterraneo ribolle, con temperature superficiali fino a sei gradi sopra la media storica. L'arrivo di El Niño aggraverà la situazione, rendendo indispensabile un adattamento immediato per evitare danni irreversibili agli ecosistemi marini.

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La temperatura media globale degli oceani ha raggiunto a giugno un nuovo record, superando i livelli del 2023 e del 2024. L'osservatorio europeo Copernicus attribuisce il fenomeno alla combinazione di El Niño e riscaldamento globale, prevedendo ulteriori aumenti nei prossimi mesi.

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