
Kiev raddoppia i colpi in profondità e firma con la Svezia l’acquisto dei Gripen E
Mentre droni ucraini colpiscono per la seconda volta il centro satellitare di Dubna, Volodymyr Zelensky suggella il contratto per 16 caccia multiruolo che ridisegneranno la difesa aerea del Paese.
L’Ucraina ha rivendicato martedì un nuovo attacco con droni contro il centro di comunicazioni satellitari di Dubna, a nord di Mosca, il secondo nel giro di una settimana. Secondo fonti militari di Kiev, l’infrastruttura – situata a oltre cinquecento chilometri dal confine – è impiegata dallo stato maggiore russo per la raccolta di intelligence e il coordinamento delle forze impegnate in Ucraina. Il governatore della regione di Mosca, Andrej Vorobjov, ha confermato l’impatto di un velivolo senza pilota su un edificio amministrativo della città, senza vittime in quel punto, ma ha denunciato la morte di un neonato di sei mesi a Egor’evsk e di una donna nella regione di Tver’, entrambe causate da detriti di droni abbattuti. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato o distrutto 419 droni nella notte, mentre il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha accusato Kiev di colpire deliberatamente i civili.
Sul fronte diplomatico e industriale, lo stesso giorno il presidente ucraino ha formalizzato con Stoccolma un contratto dal valore di 24,6 miliardi di corone svedesi (circa 2,5 miliardi di dollari) per la fornitura di 16 caccia Saab Gripen nella versione E, la più moderna. L’intesa, che include equipaggiamenti, parti di ricambio e assistenza tecnica, prevede consegne tra il 2029 e il 2030 e si affianca alla donazione già annunciata di 16 Gripen C/D, che entreranno in servizio all’inizio del 2027. Secondo gli analisti della difesa europei, il Gripen E – dotato di radar AESA, capacità di decollo e atterraggio su piste corte e un’architettura software aggiornabile – risponde alla necessità ucraina di operare da basi disperse, riducendo la vulnerabilità agli attacchi missilistici russi, e segna il passaggio da una forza aerea composita, alimentata da donazioni eterogenee, a una flotta standardizzata su piattaforme NATO.
La duplice offensiva – militare e negoziale – si inserisce in una fase di pressione crescente sul Cremlino. Fonti dell’intelligence ucraina spiegano che i raid su Mosca e San Pietroburgo sono resi possibili dalla distruzione sistematica dei radar di sorveglianza aerea nella regione di Brjansk, che ha aperto un “corridoio” nel sistema di difesa antiaerea russo. Parallelamente, Kiev ha intensificato gli attacchi con missili a lungo raggio di produzione nazionale, come i modelli Flamingo e Neptune, estendendo le allerte aeree a zone dove risiede oltre il 70 per cento della popolazione russa. L’operazione, che il presidente Zelensky ha definito una campagna di quaranta giorni per “costringere” la Russia a porre fine alla guerra, è accompagnata da un significativo sostegno finanziario dell’Unione Europea: Bruxelles ha appena erogato la prima tranche da 3,9 miliardi di euro del prestito di sostegno da 90 miliardi, destinata in parte all’acquisto di droni.
L’accelerazione sul Gripen ridisegna anche gli equilibri industriali del conflitto. Per la Saab, che nella stessa settimana ha incassato commesse per oltre 70 miliardi di corone includendo la vendita di sottomarini alla Polonia, il contratto ucraino consolida un rapporto strategico che potrebbe portare, nell’arco di dieci-quindici anni, all’acquisizione di un massimo di 150 velivoli. Le prime esercitazioni di piloti ucraini sui Gripen risalgono all’agosto del 2023, e la prospettiva di una flotta comune con la Svezia apre la strada a una cooperazione logistica e addestrativa di lungo periodo. Mentre la Russia denuncia vittime civili e accusa Kiev di terrorismo, il dossier militare ucraino si avvia dunque a combinare capacità di attacco in profondità con una modernizzazione strutturale dell’aeronautica, in attesa che i primi Gripen donati prendano il volo all’inizio del 2027.
| Stampa russa e CSI | −0.50 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.70 | critical |
La Russia respinge l'aggressione ucraina con un attacco massiccio, difendendo la propria sovranità.
Presentando gli attacchi ucraini come una minaccia diretta e la risposta russa come una difesa necessaria, si crea una simmetria morale che legittima l'azione militare.
Il blocco russo omette il contesto della necessità di difesa dell'Ucraina dall'invasione russa e il fatto che il contratto Gripen sia una misura difensiva. Omette anche le vittime civili dei bombardamenti russi.
L'Europa difende la propria sicurezza informativa bloccando la propaganda russa attraverso strumenti legali.
Trasformando una questione geopolitica in una sentenza giudiziaria, la decisione acquisisce autorità imparziale, rendendola difficile da contestare.
Il blocco europeo omette l'argomento che il divieto limita la libertà di espressione e che RT è una fonte di notizie legittima. Omette anche che il divieto fa parte di una più ampia guerra informativa.
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