
México spezza l'incantesimo: Ecuador battuto 2-0, ottavi dopo 40 anni
Con i gol di Quiñones e Jiménez, la Tri interrompe una striscia di sette eliminazioni consecutive e vola agli ottavi, dove affronterà Inghilterra o RD Congo.
Ci sono voluti quarant’anni, un temporale e due lampi nel primo tempo perché l’Estadio Azteca potesse riassaporare una vittoria a eliminazione diretta in Coppa del Mondo. Il Messico ha sconfitto l’Ecuador 2-0 nel match valido per i sedicesimi di finale, centrando il primo successo in una partita a eliminazione diretta dal 1986, quando da padrone di casa superò la Bulgaria. Julián Quiñones al 22’ e Raúl Jiménez al 31’ hanno firmato i gol che hanno scatenato l’entusiasmo degli oltre ottantamila spettatori, dopo che l’inizio dell’incontro era stato posticipato di un’ora a causa di un violento nubifragio.
La cronaca del match racconta di un dominio messicano costruito su un’aggressività immediata. Quiñones, lanciato da un preciso passaggio di Roberto Alvarado, ha resistito alla carica di Willian Pacho e ha esploso un destro imparabile sotto l’incrocio. Nove minuti più tardi, un recupero alto di Jiménez ha innescato un uno-due con lo stesso Quiñones, concluso dal centravanti del Fulham con un tiro all’angolino. L’Ecuador, apparso frastornato, aveva sfiorato il pareggio con un palo colpito da John Yeboah, ma nella ripresa non è mai riuscito a scalfire la retroguardia di Javier Aguirre, che ha conservato la quarta porta inviolata in altrettante gare del torneo. In pieno recupero, il difensore Piero Hincapié è stato espulso per essersi coperto la bocca mentre parlava con un avversario, applicazione di una delle nuove direttive arbitrali introdotte dalla FIFA.
Secondo gli analisti latinoamericani, il successo assume un valore che va oltre il semplice passaggio del turno. Il Messico era reduce da sette eliminazioni consecutive agli ottavi di finale tra il 1994 e il 2018, e dall’uscita nella fase a gironi in Qatar. L’Azteca, teatro delle finali del 1970 e del 1986, ha restituito alla Tri un’imbattibilità che in gare iridate dura da dieci incontri. Gli osservatori europei sottolineano la solidità tattica della squadra di Aguirre, capace di vincere tutte e quattro le partite disputate finora senza subire reti, un ruolino di marcia che in questa edizione condividono solo con la Francia e, potenzialmente, con l’Argentina.
Il Messico attende ora la vincente di Inghilterra-Repubblica Democratica del Congo, in programma domenica 5 luglio sempre all’Azteca, in quello che sarà l’ultimo atto del Mondiale in terra messicana prima del trasferimento definitivo negli Stati Uniti. Per l’Ecuador, che aveva raggiunto la fase a eliminazione diretta come una delle migliori terze, si chiude un percorso segnato dalla vittoria a sorpresa contro la Germania ma anche da una preoccupante sterilità offensiva. Il commissario tecnico Sebastián Beccacece ha annunciato le proprie dimissioni al termine della gara. La notte di Città del Messico ha infine regalato un record generazionale: a 17 anni e 259 giorni, il centrocampista Gilberto Mora è diventato il secondo giocatore più giovane di sempre a partire titolare in una sfida a eliminazione diretta, alle spalle soltanto di Pelé nel 1958.
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Il Messico ha spezzato una maledizione lunga quarant'anni, eliminando l'Ecuador per 2-0 in un Azteca in delirio. I gol di Quiñones e Jiménez hanno scatenato l'euforia e riacceso il sogno di un cammino profondo nel Mondiale casalingo. La vittoria è vissuta come una redenzione storica per l'El Tri, che torna a vincere un incontro a eliminazione diretta dopo il 1986.
Il Messico padrone di casa ha battuto l'Ecuador 2-0 e si è qualificato agli ottavi di finale. Nel finale, il difensore ecuadoriano Hincapie è stato espulso. La squadra messicana affronterà ora la vincente tra Inghilterra e RD Congo.
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