
Da Mumbai a Lipari: il box office globale tra kolossal, biopic e commedie
Mentre Ranveer Singh invita il Giappone a vedere il suo spy thriller, Nolan porta Omero in Sicilia e il biopic su Michael Jackson infrange ogni record.
Davanti a una telecamera, con un sorriso misurato e lo sguardo rivolto a un pubblico lontano, Ranveer Singh ha registrato un breve messaggio: «Un caloroso saluto a tutti in Giappone. Dhurandhar sta per uscire nei vostri cinema, portando con sé un’esperienza immersiva fatta di dramma, intensità ed emozione. Vi invito a venirla a vedere sul grande schermo». L’attore indiano, reduce da un incasso globale di oltre 1.300 crore di rupie (circa 1,3 miliardi di dollari) per il suo spy thriller, ha scelto così di accompagnare personalmente lo sbarco del film in uno dei mercati più ricettivi per il cinema indiano, quel Giappone dove pellicole come RRR hanno già superato i 2,4 miliardi di yen.
Quel gesto racchiude una stagione in cui le distanze tra i mercati sembrano accorciarsi. A Hollywood, intanto, si attende con il fiato sospeso il 16 luglio, quando uscirà in Italia Odissea, il tredicesimo film di Christopher Nolan. Con un budget superiore ai 250 milioni di dollari – il più alto mai gestito dal regista – e un cast che mescola Matt Damon, Zendaya, Tom Holland e Robert Pattinson, il kolossal ispirato al poema omerico è già considerato dagli analisti americani il titolo più atteso dell’anno. Universal stima un primo weekend da 100 milioni di dollari, forte di un richiamo che unisce la fama del testo fondativo della letteratura occidentale allo status di Nolan, reduce dai sette Oscar di Oppenheimer. E mentre il regista britannico promette una struttura narrativa non lineare, fedele tanto all’originale quanto al suo stile, un altro racconto biografico ha già riscritto i record: il film su Michael Jackson, diretto da Antoine Fuqua, ha superato proprio Oppenheimer diventando il biopic di maggior incasso di sempre, con 977 milioni di dollari nel mondo.
Il successo di Michael, accolto tiepidamente dalla critica – che lo ha definito una versione “edulcorata” della vita del cantante, priva di riferimenti alle accuse di abusi – ma osannato dai fan, rivela un pubblico disposto a ignorare le recensioni pur di celebrare il proprio idolo. Secondo i rilevamenti delle piattaforme di streaming, dopo l’uscita del film Jackson è diventato l’artista più ascoltato su YouTube nel Regno Unito e il più riprodotto su Spotify a livello globale, con Billie Jean in cima alle classifiche. Un fenomeno che ricorda da vicino quanto accade in India, dove le commedie corali e i drammi romantici continuano a trainare il box office domestico. Welcome to the Jungle, diretto da Ahmed Khan e interpretato da un ensemble di oltre trenta attori tra cui Akshay Kumar, Suniel Shetty e Paresh Rawal, ha chiuso la prima settimana superando i 90 crore di rupie netti in India, spinto da un passaparola positivo e da offerte promozionali come il “Blockbuster Tuesday” che ha fatto crescere gli incassi del martedì rispetto al lunedì. Cocktail 2, con Shahid Kapoor e Kriti Sanon, si avvicina intanto ai 900 milioni di rupie netti nel mercato interno, mentre il dato worldwide ha già oltrepassato 1,34 miliardi di rupie.
In questo crocevia di numeri e aspettative, l’industria indiana guarda con sempre maggiore interesse all’Asia orientale. L’uscita di Dhurandhar in Giappone, annunciata dallo stesso Ranveer Singh, segue la scia di un amore ormai consolidato: dopo RRR, anche Baahubali 2, 3 Idiots e English Vinglish hanno trovato un pubblico fedele nell’arcipelago, trasformando il Sol Levante in un territorio strategico per le produzioni d’azione e di intrattenimento popolare. Non è un caso che il sequel di Dhurandhar, uscito il 19 marzo, abbia già ampliato il franchise, consolidandolo come una delle proprietà più redditizie del cinema indiano contemporaneo.
Mentre il messaggio di Singh viaggia verso Tokyo, un’altra traversata mitica prende forma molto più vicino a noi. Sull’isola di Lipari, scelta da Nolan per ambientare l’incontro di Odisseo con le sirene, la troupe ha lavorato per settimane trasformando gli scogli mediterranei nel teatro di una delle prove più celebri del poema. È l’immagine di un cinema che non conosce confini: un eroe greco rivive in Sicilia per gli occhi del mondo, mentre una star di Mumbai parla al pubblico di Osaka. Storie che migrano, proprio come l’uomo che impiegò dieci anni per tornare a Itaca.
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