
Stati Uniti-Bosnia, il bivio dei padroni di casa: vincere per accendere un Paese
Davanti a trenta milioni di telespettatori, la nazionale a stelle e strisce affronta la sorpresa balcanica che ha eliminato l'Italia, in un ottavo di finale che vale molto più di un passaggio del turno.
Mai come questa notte a San Francisco il calcio americano si è trovato di fronte a un bivio così netto. Gli Stati Uniti, padroni di casa di un Mondiale che sta riscrivendo le gerarchie del torneo, scendono in campo contro la Bosnia-Erzegovina sapendo che una prestazione qualunque chiuderebbe la loro corsa. Non è soltanto un ottavo di finale: è il primo vero esame a eliminazione diretta per una generazione che, secondo gli osservatori nordamericani, ha già cominciato a modificare il rapporto del Paese con il soccer. Le cifre televisive raccontano di venticinque milioni di spettatori per l'esordio contro il Paraguay e di una proiezione di trenta milioni per la sfida di questa notte, numeri che negli Stati Uniti superano le finali del baseball e del basket e si avvicinano ai picchi del football NFL.
La squadra di Mauricio Pochettino ha attraversato la fase a gironi con l'autorevolezza che ci si attendeva: vittorie nette contro Paraguay e Australia, primo posto nel Gruppo D blindato prima della sconfitta indolore con la Turchia, in cui il tecnico argentino ha potuto risparmiare diversi titolari. Christian Pulisic, recuperato da un fastidio al polpaccio, guida un undici che mescola talento offensivo e fisicità, con Folarin Balogun, Weston McKennie e Tyler Adams a formare l'ossatura di una squadra che non vince una partita a eliminazione diretta dai tempi del 2-0 al Messico nel 2002. Da allora, il digiuno contro avversarie europee è diventato una maledizione: dieci sconfitte consecutive in cinque anni, un dato che Pochettino liquida come «pura coincidenza» e che la sua squadra proverà a sfatare proprio contro l'unica nazionale europea battuta in quel periodo, in un'amichevole del 2021.
La Bosnia-Erzegovina arriva all'appuntamento con la leggerezza di chi ha già compiuto un'impresa. L'eliminazione dell'Italia negli spareggi di qualificazione, un trauma che nell'ottica europea ha assunto i contorni del fallimento generazionale, ha spalancato le porte del Mondiale a una selezione che in molti consideravano la cenerentola del torneo. Invece la squadra di Sergej Barbarez, aggrappata al quarantenne Edin Džeko e a una difesa che concede il possesso per colpire in contropiede, ha superato il girone come una delle migliori terze, battendo il Qatar e mettendo in difficoltà la Svizzera. È una formazione che, secondo gli analisti balcanici, si esalta negli spazi stretti e nelle partite a basso punteggio, l'esatto opposto del calcio aggressivo e ad alto ritmo predicato da Pochettino.
L'attenzione mediatica intorno alla partita ha pochi precedenti. I giocatori americani sono stati ospiti di talk show sportivi che tradizionalmente ignorano il calcio, e il capitano Tim Ream ha raccontato di bambini che per la prima volta portano un pallone al ristorante o in giardino dopo aver visto la nazionale. «Il Paese si sta svegliando, comincia ad amare e sentire la passione per il calcio», ha dichiarato Pochettino, mentre Gio Reyna ha ammesso che il gruppo è consapevole di cosa potrebbe significare un cammino profondo per lo sviluppo dello sport negli Stati Uniti. Anche per questo, la squadra ha dedicato parte degli ultimi allenamenti ai calci di rigore, scenario che le eliminazioni di Germania e Olanda hanno reso improvvisamente concreto.
L'arbitro designato è il brasiliano Raphael Claus, già visto all'opera nel 4-0 della Spagna all'Arabia Saudita. Chi vincerà questa notte troverà negli ottavi di finale la vincente di Belgio-Senegal, un incrocio che per gli Stati Uniti potrebbe aprire scenari inediti. Ma prima c'è la Bosnia, una squadra che non ha mai giocato un ottavo di finale mondiale e che, proprio per questo, non ha nulla da perdere.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa latinoamericana presenta l'incontro come un bivio per gli Stati Uniti, favoriti ma sotto pressione, contro una Bosnia che punta sulla difesa. L'attenzione è sui dettagli tecnici: formazioni, orari e come seguire la partita in diretta. Il tono è descrittivo, senza schieramenti.
I media del Sud-est asiatico dipingono la partita come un momento di massima visibilità per il calcio americano, con milioni di spettatori attesi. Citano le stelle statunitensi che vedono l'occasione per accendere la passione nel paese, mentre l'allenatore minimizza la maledizione europea. C'è un misto di ottimismo e urgenza.
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