
Mosca annuncia lo sventamento di attentati 'senza precedenti' contro obiettivi militari
L'FSB russo ha dichiarato di aver impedito una serie di attacchi terroristici pianificati dai servizi ucraini con il supporto occidentale, arrestando due sospetti.
Le autorità russe hanno reso noto di aver sventato quella che definiscono una serie di attentati «senza precedenti per scala e grado di minaccia», diretti contro infrastrutture militari, un’importante azienda del complesso industriale-difensivo e alti ufficiali del ministero della Difesa. Secondo la versione fornita dall’FSB, i piani – che prevedevano l’impiego di droni e ordigni artigianali – sarebbero stati orchestrati dai servizi speciali ucraini con la partecipazione diretta di «curatori occidentali». Nell’ambito delle operazioni sono stati arrestati due cittadini russi: una donna di 25 anni a Mosca e un uomo di 47 anni a Krasnodar, entrambi accusati di preparazione di atti terroristici.
La ricostruzione degli inquirenti russi attribuisce alla giovane, reclutata nel 2024 tramite WhatsApp, il compito di affittare un appartamento nella capitale per sorvegliare con telecamere l’abitazione e l’auto di un ufficiale, trasmettendo le immagini in Ucraina. Il coordinatore, che secondo l’FSB simulava una relazione sentimentale, le avrebbe promesso di ricongiungersi a lei una volta portato a termine l’incarico. L’uomo fermato a Krasnodar, già condannato in passato per reati comuni, sarebbe stato invece cooptato dal SBU sotto minaccia di azioni penali contro la moglie; dopo un addestramento all’uso di armi ed esplosivi, avrebbe raggiunto la Russia via Moldavia e Armenia per colpire un alto ufficiale con un drone caricato con 600 grammi di esplosivo. Entrambi i fermati avrebbero reso dichiarazioni confessorie e sono stati posti in custodia cautelare con l’accusa di tentato terrorismo e, per la donna, anche di alto tradimento.
Da Kiev non sono giunte reazioni ufficiali immediate, mentre analisti della sicurezza occidentali sottolineano come simili annunci si inseriscano in una sequenza ormai ricorrente di comunicazioni dell’FSB su presunti sabotaggi ucraini in territorio russo. Nell’ottica di Mosca, le operazioni sventate confermerebbero una strategia di guerra ibrida condotta dall’Ucraina con l’appoggio di paesi NATO, che si estenderebbe al reclutamento di cittadini russi attraverso social network e messaggistica. La mancanza di riscontri indipendenti e la tempistica delle rivelazioni – spesso coincidenti con fasi di escalation del conflitto – alimentano tuttavia letture che inquadrano queste narrative come strumenti di controinformazione e di consolidamento del consenso interno.
Sul piano giudiziario, i procedimenti aperti configurano pene che possono arrivare all’ergastolo. Le indagini, condotte dagli uffici territoriali dell’FSB, proseguono per accertare l’eventuale coinvolgimento di altri complici e la reale portata dei piani. Al momento, al di là delle dichiarazioni ufficiali russe, non sono disponibili elementi di verifica esterna, e il dossier resta confinato alla comunicazione delle agenzie di sicurezza di Mosca.
| Stampa russa e CSI | +0.80 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.50 | critical |
La Russia proietta la minaccia ucraina come prova della necessità di una risposta ferma.
Utilizza le confessioni dei sospetti e la descrizione dettagliata del complotto per creare un senso di urgenza e legittimità, attribuendo ogni responsabilità a Kiev e all'Occidente.
Non menziona la possibilità che le confessioni siano state ottenute sotto coercizione o che la minaccia possa essere stata esagerata per fini politici interni.
L'Europa riporta le affermazioni russe con scetticismo, sottolineando la mancanza di prove indipendenti.
Utilizza virgolette e termini come 'presunto' e 'secondo quanto riferito' per segnalare che si tratta di una versione non verificata, mantenendo una distanza critica.
Non fornisce dettagli specifici del complotto, il che potrebbe indebolire la credibilità della narrazione russa.
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