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L’ultimo squillo del rame: la Finlandia spegne la rete fissa, le Filippine guardano ai satelliti

Mentre Helsinki archivia quasi 150 anni di telefonia analogica, Manila inaugura il primo servizio commerciale Starlink Direct-to-Cell del Sud-est asiatico, ridisegnando la geografia della connettività globale.

Con una telefonata simbolica tra Helsinki e Londra, la Finlandia ha dismesso martedì la propria rete telefonica fissa nazionale, gestita dall’operatore Elisa. Il gesto, suggellato da un colloquio tra il direttore dell’agenzia dei trasporti e delle comunicazioni Jarkko Saarimäki e l’amministratore delegato di Elisa Topi Manner, chiude un’infrastruttura attiva dagli anni Ottanta dell’Ottocento. All’inizio del 2026 Elisa contava ormai solo poche migliaia di abbonati esclusivamente su rame e da anni non commercializzava nuove linee. I concorrenti Telia e DNA avevano già ritirato i propri servizi analogici, rispettivamente nel 2019 e all’inizio di quest’anno, lasciando il campo a una manciata di operatori locali che continueranno a offrire collegamenti limitati per le chiamate urbane.

Il percorso finlandese non è isolato. Estonia, Paesi Bassi, Norvegia e Spagna hanno già spento le reti pubbliche commutate in favore di dorsali in fibra ottica, capaci di veicolare voce e dati. La parabola scandinava è stata accelerata dalla diffusione dei telefoni cellulari e dal ruolo di Nokia, che proprio in Finlandia ha contribuito a rendere il mobile lo standard di massa già dai primi anni Duemila. Secondo gli analisti del Nord Europa, la dismissione del rame risponde a una logica industriale: mantenere doppie infrastrutture per una domanda marginale non è più sostenibile, mentre la fibra consente di integrare servizi voce, internet e televisione su un’unica architettura.

Mentre l’Europa settentrionale archivia il cavo di rame, il Sud-est asiatico sperimenta un salto tecnologico di segno opposto. Le Filippine sono diventate il primo paese della regione a lanciare commercialmente Starlink Direct-to-Cell, il servizio che collega direttamente gli smartphone ai satelliti in orbita bassa senza passare per le torri cellulari terrestri. L’operatore Globe Telecom, dopo il via libera della Commissione nazionale per le telecomunicazioni, punta a raggiungere quel 4% di filippini che vivono al di fuori della copertura delle reti mobili tradizionali. L’arcipelago, con oltre settemila isole e un’elevata esposizione a tifoni e terremoti, aveva già testato la tecnologia durante il sisma di magnitudo 7.8 che ha colpito Mindanao a giugno, offrendo connettività d’emergenza a più di 150.000 utenti.

Le due traiettorie – lo spegnimento del rame in Europa e l’adozione diretta del satellite in Asia – disegnano un panorama in cui la connettività si polarizza tra infrastrutture terrestri ultraveloci e copertura extraterritoriale. Per l’Italia, dove il piano di switch-off della rete in rame è in corso sotto la regia di TIM e con l’impulso del PNRR, il caso finlandese offre un modello di transizione già compiuto, mentre l’esperimento filippino segnala come il direct-to-cell possa diventare uno strumento complementare per le aree a fallimento di mercato. Il prossimo passaggio da osservare sarà l’evoluzione del quadro regolatorio europeo sullo spegnimento del rame, atteso per il secondo semestre dell’anno, e l’eventuale estensione del servizio Starlink Direct-to-Cell ad altri mercati asiatici dopo il debutto filippino.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa latinoamericanaStampa russa e CSI
Stampa latinoamericana/ Mercato
DistaccoPragmatismo

La Finlandia dice addio alla telefonia fissa dopo oltre un secolo di servizio, con un'ultima chiamata simbolica da un museo. Il gesto segna la fine di un'epoca tecnologica, senza allarmismi ma con un velo di nostalgia.

Stampa russa e CSI/ Statale
PragmatismoDistacco

La Finlandia dismette la rete fissa dopo 140 anni, un passo atteso e pragmatico verso il digitale. L'evento è riportato come un dato di fatto, senza enfasi emotiva.

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Agg. 20:264 lingue · 5 testate
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martedì 30 giugno 2026

L’ultimo squillo del rame: la Finlandia spegne la rete fissa, le Filippine guardano ai satelliti

Mentre Helsinki archivia quasi 150 anni di telefonia analogica, Manila inaugura il primo servizio commerciale Starlink Direct-to-Cell del Sud-est asiatico, ridisegnando la geografia della connettività globale.

Con una telefonata simbolica tra Helsinki e Londra, la Finlandia ha dismesso martedì la propria rete telefonica fissa nazionale, gestita dall’operatore Elisa. Il gesto, suggellato da un colloquio tra il direttore dell’agenzia dei trasporti e delle comunicazioni Jarkko Saarimäki e l’amministratore delegato di Elisa Topi Manner, chiude un’infrastruttura attiva dagli anni Ottanta dell’Ottocento. All’inizio del 2026 Elisa contava ormai solo poche migliaia di abbonati esclusivamente su rame e da anni non commercializzava nuove linee. I concorrenti Telia e DNA avevano già ritirato i propri servizi analogici, rispettivamente nel 2019 e all’inizio di quest’anno, lasciando il campo a una manciata di operatori locali che continueranno a offrire collegamenti limitati per le chiamate urbane.

Il percorso finlandese non è isolato. Estonia, Paesi Bassi, Norvegia e Spagna hanno già spento le reti pubbliche commutate in favore di dorsali in fibra ottica, capaci di veicolare voce e dati. La parabola scandinava è stata accelerata dalla diffusione dei telefoni cellulari e dal ruolo di Nokia, che proprio in Finlandia ha contribuito a rendere il mobile lo standard di massa già dai primi anni Duemila. Secondo gli analisti del Nord Europa, la dismissione del rame risponde a una logica industriale: mantenere doppie infrastrutture per una domanda marginale non è più sostenibile, mentre la fibra consente di integrare servizi voce, internet e televisione su un’unica architettura.

Mentre l’Europa settentrionale archivia il cavo di rame, il Sud-est asiatico sperimenta un salto tecnologico di segno opposto. Le Filippine sono diventate il primo paese della regione a lanciare commercialmente Starlink Direct-to-Cell, il servizio che collega direttamente gli smartphone ai satelliti in orbita bassa senza passare per le torri cellulari terrestri. L’operatore Globe Telecom, dopo il via libera della Commissione nazionale per le telecomunicazioni, punta a raggiungere quel 4% di filippini che vivono al di fuori della copertura delle reti mobili tradizionali. L’arcipelago, con oltre settemila isole e un’elevata esposizione a tifoni e terremoti, aveva già testato la tecnologia durante il sisma di magnitudo 7.8 che ha colpito Mindanao a giugno, offrendo connettività d’emergenza a più di 150.000 utenti.

Le due traiettorie – lo spegnimento del rame in Europa e l’adozione diretta del satellite in Asia – disegnano un panorama in cui la connettività si polarizza tra infrastrutture terrestri ultraveloci e copertura extraterritoriale. Per l’Italia, dove il piano di switch-off della rete in rame è in corso sotto la regia di TIM e con l’impulso del PNRR, il caso finlandese offre un modello di transizione già compiuto, mentre l’esperimento filippino segnala come il direct-to-cell possa diventare uno strumento complementare per le aree a fallimento di mercato. Il prossimo passaggio da osservare sarà l’evoluzione del quadro regolatorio europeo sullo spegnimento del rame, atteso per il secondo semestre dell’anno, e l’eventuale estensione del servizio Starlink Direct-to-Cell ad altri mercati asiatici dopo il debutto filippino.

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DistaccoPragmatismo

La Finlandia dice addio alla telefonia fissa dopo oltre un secolo di servizio, con un'ultima chiamata simbolica da un museo. Il gesto segna la fine di un'epoca tecnologica, senza allarmismi ma con un velo di nostalgia.

Stampa russa e CSI/ Statale
PragmatismoDistacco

La Finlandia dismette la rete fissa dopo 140 anni, un passo atteso e pragmatico verso il digitale. L'evento è riportato come un dato di fatto, senza enfasi emotiva.

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