
Appalto segreto da 500 milioni per la Casa Bianca: la deroga che aggira la concorrenza
L’amministrazione Trump ha affidato senza gara la costruzione di una nuova sala da ballo nell’ala Est, mentre un eliporto privato ridisegna il South Lawn.
L’amministrazione Trump ha assegnato in segreto un contratto senza gara fino a cinquecento milioni di dollari per la costruzione di una sala da ballo nell’ala Est della Casa Bianca, ricorrendo a un ufficio esentato dalle norme federali sulla concorrenza. Secondo documenti interni ottenuti dalla stampa statunitense, l’accordo con la Clark Construction è stato veicolato attraverso l’Executive Residence, un piccolo ufficio della presidenza normalmente competente per manutenzioni e spese di rappresentanza, ma non soggetto all’obbligo di appalti competitivi né alla divulgazione pubblica dei dettagli contrattuali. Il presidente Donald Trump, indicano le stesse carte, ha partecipato direttamente alla negoziazione di alcune voci di costo.
La vicenda si inserisce in un più ampio ridisegno dei luoghi simbolo della capitale federale, che comprende il restauro della Reflecting Pool, la doratura delle statue equestri presso il Lincoln Memorial e la creazione di un “Presidential Walk of Fame”. Parallelamente, è iniziata la costruzione di un eliporto sul South Lawn, finanziato con una donazione di cinque milioni di dollari da Lockheed Martin. La nuova pista risponde a un problema tecnico: i nuovi elicotteri VH-92A Patriot, prodotti da Sikorsky, hanno scarichi così bassi da bruciare il manto erboso. Amministrazioni precedenti avevano scartato l’idea di un eliporto pavimentato per non alterare l’immagine iconica del prato presidenziale.
Secondo esperti di procurement citati nell’inchiesta, l’affidamento diretto di un’opera di tali dimensioni e complessità contraddice le prassi consolidate, anche in presenza dell’esenzione formale di cui gode l’Executive Residence. I costi stimati sono quasi triplicati in pochi mesi, passando da circa duecento a seicento milioni di dollari, mentre un documento di marzo valuta in sessantacinque milioni la quota destinata a profitti, spese generali e personale della Clark Construction. La Casa Bianca aveva inizialmente assicurato che il progetto sarebbe stato coperto da donazioni private, salvo poi chiedere al Congresso un miliardo di dollari per adeguamenti di sicurezza, richiesta respinta dai repubblicani del Senato in vista delle elezioni di metà mandato.
Sul fronte giudiziario, un tribunale federale ha stabilito che l’autorità presidenziale di modificare il complesso della Casa Bianca non si estende alla demolizione dell’ala Est per far posto alla sala da ballo senza un’autorizzazione aggiuntiva. L’amministrazione ha presentato appello. Per gli osservatori europei, la vicenda assume rilievo in quanto mette alla prova i meccanismi di trasparenza e controllo della spesa pubblica in un contesto di forte personalizzazione del potere esecutivo, con possibili riflessi sulla credibilità delle istituzioni statunitensi presso gli alleati. Il cantiere dell’eliporto procede intanto dietro alte barriere, mentre il contenzioso sulla sala da ballo attende il prossimo grado di giudizio.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'amministrazione Trump ha assegnato segretamente un contratto da 500 milioni di dollari senza gara d'appalto per la costruzione di una sala da ballo nell'ala est della Casa Bianca. L'accordo, gestito attraverso l'Executive Residence, ha aggirato le norme federali che impongono trasparenza e concorrenza, sollevando dubbi sull'uso dei fondi pubblici.
La Casa Bianca di Trump ha assegnato un contratto senza gara da 500 milioni per la sala da ballo, l'ennesimo esempio di come l'amministrazione aggiri le procedure competitive. L'eliporto presidenziale, costruito con fondi privati, completa un quadro di spese opache e priorità discutibili.
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