
L’enigma tattico di Atlanta: l’Inghilterra di Tuchel sfida la sorpresa Congo
Ai sedicesimi del Mondiale 2026 i Tre Leoni, primi nel Gruppo L, affrontano la Repubblica Democratica del Congo, rivelazione africana che ha già imbrigliato il Portogallo e ora sogna un’altra impresa.
L’Atlanta Stadium si prepara a un duello che è molto più di un semplice ottavo di finale anticipato. Da una parte l’Inghilterra di Thomas Tuchel, squadra costruita per interrompere sessant’anni di digiuno, dall’altra la Repubblica Democratica del Congo, alla prima storica apparizione nella fase a eliminazione diretta di un Mondiale. Il tecnico tedesco lo ha detto senza giri di parole: «Siamo i favoriti, giochiamo contro le nostre stesse aspettative». Ma il percorso dei Leopardi, capaci di strappare un pareggio al Portogallo e di cedere di misura alla Colombia, suggerisce che la partita si deciderà sulla capacità inglese di scardinare un blocco basso che ha già fatto dannare Ghana e, in parte, Panama.
I Tre Leoni arrivano da primi del Gruppo L con sette punti, frutto del roboante 4-2 sulla Croazia, dello 0-0 con i ghanesi e del 2-0 sui panamensi. Tuchel ha progressivamente rimodellato la linea offensiva: dopo lo sterile possesso contro il 5-4-1 del Ghana, contro Panama ha arretrato Bellingham accanto a Rice, liberando Kane e inserendo Rashford, Rogers e Saka alle spalle del centravanti. La formula ha funzionato, con gol proprio di Bellingham e Kane. Ora, con Rice di nuovo in cabina di regia e Anderson a completare la mediana, l’Inghilterra si affida alla qualità dei suoi fuoriclasse per evitare la lotteria dei rigori, incubo che ha già eliminato Germania e Olanda. L’assenza per infortunio di Reece James e del suo vice Quansah costringe però a un riassetto difensivo che potrebbe offrire qualche spazio alle ripartenze avversarie.
Il Congo di Sébastien Desabre ha costruito la sua avventura su un’identità tattica precisa: contro le grandi, difesa a cinque e transizioni fulminee. Yoane Wissa, autore di tre dei quattro gol della squadra nella fase a gironi, e Cédric Bakambu sono le punte di diamante di un sistema che non si limita a difendere, ma cerca sempre di colpire in profondità. Secondo gli analisti africani, la presenza di giocatori abituati alla Premier League – Wan-Bissaka, lo stesso Wissa – fornisce al gruppo una conoscenza diretta del calcio inglese che potrebbe rivelarsi preziosa. Desabre ha ammesso che la sua squadra dovrà «prepararsi nel migliore dei modi per una partita molto grande», consapevole che l’esperienza internazionale dei Leopardi è ancora acerba, specie se il match dovesse prolungarsi oltre i novanta minuti.
Il contesto più ampio del torneo aggiunge tensione: le eliminazioni a sorpresa di Germania e Olanda ai rigori, e le vittorie sofferte di Brasile e Canada, hanno mostrato come i sedicesimi non perdonino distrazioni. In Europa si osserva con attenzione la tenuta mentale dell’Inghilterra, spesso capace di dominare le fasi a gironi per poi incepparsi nei momenti decisivi. Tuchel ha rivendicato serenità: «I margini sono stretti, e questo mi rende più calmo che nervoso». Parole che suonano come un invito alla pazienza, qualità indispensabile per scardinare la muraglia congolese.
La posta in palio è altissima: chi vince troverà la vincente di Messico-Ecuador negli ottavi di finale, in programma a Città del Messico il 5 luglio. Per l’Inghilterra sarebbe un passo verso la conferma di un progetto tecnico ambizioso; per il Congo, l’occasione di scrivere una pagina indelebile del calcio africano. L’appuntamento è per le 23:00 italiane di mercoledì primo luglio, con diretta televisiva affidata in chiaro alla TVRI e, per il pubblico internazionale, su diverse piattaforme streaming.
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