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Geopolitica e Politicadomenica 5 luglio 2026

Finanziamenti occulti e donazioni milionarie: Farage sotto assedio, Reform UK vacilla

Le rivelazioni su benefici non dichiarati da un amico condannato e il dono milionario di un imprenditore cripto alimentano le inchieste, mentre il partito perde consensi e l’ipotesi delle dimissioni del leader si rafforza.

Il leader di Reform UK, Nigel Farage, si trova al centro di una doppia bufera politica e giudiziaria dopo che il Sunday Times ha rivelato una serie di benefici finanziari non dichiarati ricevuti da George Cottrell, giovane imprenditore delle criptovalute e amico personale, condannato nel 2017 negli Stati Uniti per frode telematica. Secondo l’inchiesta, Cottrell avrebbe pagato personale, sicurezza e alloggi per Farage – inclusa la disponibilità di una residenza nel centro di Londra – già prima della sua elezione a deputato nel 2024. La questione si aggiunge all’indagine già in corso da parte del commissario parlamentare per gli standard sulla mancata registrazione di una donazione di 5 milioni di sterline (circa 5,8 milioni di euro) da parte di Christopher Harborne, magnate thailandese delle criptovalute, che Farage ha liquidato come dono personale per la propria sicurezza.

Da Bruxelles a Westminster, la vicenda riaccende il dibattito sulla trasparenza dei finanziamenti alla politica. Negli ambienti laburisti e liberal-democratici si chiede un’inchiesta per violazione del codice di condotta, che impone ai nuovi eletti di dichiarare qualsiasi regalo superiore alle 300 sterline ricevuto nei dodici mesi precedenti, se riconducibile all’attività politica. La difesa di Reform UK, affidata al portavoce del Tesoro Robert Jenrick, insiste sul carattere personale dei benefici, erogati prima dell’ingresso in Parlamento, e parla di una «storia vecchia» montata dai media per screditare il partito. Ma fonti conservatrici, come l’ex ministro James Cleverly, suggeriscono che Farage stia diventando «una passività» e che presto i vertici del partito potrebbero voltargli le spalle.

La pressione mediatica e istituzionale coincide con un netto arretramento nei sondaggi: Reform UK, che a lungo veleggiava attorno al 35%, è ora data attorno al 25%. Lo stesso Farage ha diradato le apparizioni pubbliche, sospendendo le abituali conferenze stampa e circondandosi di consulenti per gestire una comunicazione più cauta. Le piattaforme di scommesse, seguite con attenzione dagli analisti politici londinesi, attribuiscono una probabilità crescente – tra il 16 e il 22% – a un suo ritiro anticipato. Parallelamente, il partito subisce la concorrenza sulla destra di Restore Britain, fondata da un ex alleato, e ha perso alcune elezioni suppletive, indebolendo la narrazione di un’ascesa inarrestabile.

Sul piano procedurale, il commissario parlamentare Daniel Greenberg ha il potere di sanzionare Farage e, in caso di violazione accertata, potrebbe scattare un ricorso che obbligherebbe il deputato di Clacton a un’elezione suppletiva. Il leader, attualmente negli Stati Uniti per le celebrazioni del 250° anniversario dell’indipendenza, ha incontrato il vicepresidente J.D. Vance e parteciperà a eventi con Donald Trump, mentre a Londra i suoi collaboratori respingono le accuse. Per gli osservatori europei, la vicenda mette alla prova la tenuta dei partiti sovranisti di fronte ai requisiti di trasparenza che essi stessi invocano contro le élite, in un momento in cui il sistema politico britannico si avvia verso le elezioni generali previste entro il 2029.

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domenica 5 luglio 2026

Finanziamenti occulti e donazioni milionarie: Farage sotto assedio, Reform UK vacilla

Le rivelazioni su benefici non dichiarati da un amico condannato e il dono milionario di un imprenditore cripto alimentano le inchieste, mentre il partito perde consensi e l’ipotesi delle dimissioni del leader si rafforza.

Il leader di Reform UK, Nigel Farage, si trova al centro di una doppia bufera politica e giudiziaria dopo che il Sunday Times ha rivelato una serie di benefici finanziari non dichiarati ricevuti da George Cottrell, giovane imprenditore delle criptovalute e amico personale, condannato nel 2017 negli Stati Uniti per frode telematica. Secondo l’inchiesta, Cottrell avrebbe pagato personale, sicurezza e alloggi per Farage – inclusa la disponibilità di una residenza nel centro di Londra – già prima della sua elezione a deputato nel 2024. La questione si aggiunge all’indagine già in corso da parte del commissario parlamentare per gli standard sulla mancata registrazione di una donazione di 5 milioni di sterline (circa 5,8 milioni di euro) da parte di Christopher Harborne, magnate thailandese delle criptovalute, che Farage ha liquidato come dono personale per la propria sicurezza.

Da Bruxelles a Westminster, la vicenda riaccende il dibattito sulla trasparenza dei finanziamenti alla politica. Negli ambienti laburisti e liberal-democratici si chiede un’inchiesta per violazione del codice di condotta, che impone ai nuovi eletti di dichiarare qualsiasi regalo superiore alle 300 sterline ricevuto nei dodici mesi precedenti, se riconducibile all’attività politica. La difesa di Reform UK, affidata al portavoce del Tesoro Robert Jenrick, insiste sul carattere personale dei benefici, erogati prima dell’ingresso in Parlamento, e parla di una «storia vecchia» montata dai media per screditare il partito. Ma fonti conservatrici, come l’ex ministro James Cleverly, suggeriscono che Farage stia diventando «una passività» e che presto i vertici del partito potrebbero voltargli le spalle.

La pressione mediatica e istituzionale coincide con un netto arretramento nei sondaggi: Reform UK, che a lungo veleggiava attorno al 35%, è ora data attorno al 25%. Lo stesso Farage ha diradato le apparizioni pubbliche, sospendendo le abituali conferenze stampa e circondandosi di consulenti per gestire una comunicazione più cauta. Le piattaforme di scommesse, seguite con attenzione dagli analisti politici londinesi, attribuiscono una probabilità crescente – tra il 16 e il 22% – a un suo ritiro anticipato. Parallelamente, il partito subisce la concorrenza sulla destra di Restore Britain, fondata da un ex alleato, e ha perso alcune elezioni suppletive, indebolendo la narrazione di un’ascesa inarrestabile.

Sul piano procedurale, il commissario parlamentare Daniel Greenberg ha il potere di sanzionare Farage e, in caso di violazione accertata, potrebbe scattare un ricorso che obbligherebbe il deputato di Clacton a un’elezione suppletiva. Il leader, attualmente negli Stati Uniti per le celebrazioni del 250° anniversario dell’indipendenza, ha incontrato il vicepresidente J.D. Vance e parteciperà a eventi con Donald Trump, mentre a Londra i suoi collaboratori respingono le accuse. Per gli osservatori europei, la vicenda mette alla prova la tenuta dei partiti sovranisti di fronte ai requisiti di trasparenza che essi stessi invocano contro le élite, in un momento in cui il sistema politico britannico si avvia verso le elezioni generali previste entro il 2029.

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