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Il vino, lo streaming e lo scisma: l’ultima sfida dei lefebvriani a Roma

A Écône si vendono cofanetti di vino commemorativo e si paga con braccialetti cashless, mentre la Fraternità San Pio X ordina quattro vescovi senza mandato pontificio, ignorando l’appello di Leone XIV.

Nel prato davanti al seminario di Écône, in Svizzera, i pellegrini possono acquistare per 75 franchi una Cuvée Écône 2026: quattro bottiglie — Pinot Noir, Syrah, Petit Arvine e Fendant — con etichette che riproducono una mitria, un anello, una croce e un bastone pastorale. I parcheggi si prenotano online, i punti di ristoro accettano solo braccialetti cashless e codici QR, e la cerimonia del 1° luglio viene trasmessa in diretta streaming in sei lingue. La modernità, qui, è bandita soltanto dall’altare.

Quella stessa mattina, il superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, don Davide Pagliarani, procederà alla consacrazione di quattro nuovi vescovi senza il mandato pontificio, nonostante l’ultimo, drammatico appello di Papa Leone XIV. «Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi», ha scritto il Pontefice in una lettera datata 29 giugno, diffusa il giorno dopo, in cui definisce l’atto «un peccato di estrema gravità» che priverebbe i fedeli della ricezione lecita e, in alcuni casi, persino valida dei sacramenti. La risposta della Fraternità è arrivata in serata: «Paradossalmente, nel contesto odierno, ci sembra proprio di dover fare tutto il possibile per cucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con un autentico spirito cattolico. Lungi da noi l’idea di separarci dalla Chiesa romana; al contrario desideriamo servirla in modo straordinario». E hanno chiesto, semplicemente, la benedizione del Papa.

La Fraternità, fondata nel 1970 da monsignor Marcel Lefebvre per preservare la liturgia tradizionale e la formazione sacerdotale preconciliare, conta oggi circa 700 sacerdoti, oltre 200 seminaristi e quasi mezzo milione di fedeli in tutto il mondo. Il nodo non è soltanto la messa in latino: i lefebvriani rifiutano le riforme del Concilio Vaticano II in materia di ecumenismo, libertà religiosa e dialogo interreligioso, considerandole derive neomoderniste. Già nel 1988 Lefebvre consacrò quattro vescovi senza l’assenso di Giovanni Paolo II, subendo la scomunica latae sententiae; Benedetto XVI revocò quella scomunica nel 2009, ma la piena comunione non è mai stata ristabilita. Oggi, con la morte di due di quei primi vescovi, la Fraternità rivendica la necessità di garantire la successione episcopale, mentre il Vaticano ribadisce che si tratta di un atto scismatico.

La vicenda riaccende il dibattito sull’uso del rito antico. In Asia, durante il recente concistoro, un cardinale ha osservato che senza le restrizioni imposte dal motu proprio Traditionis custodes sarebbe più facile attrarre i fedeli in uscita dalla Fraternità. In America Latina, il Brasile resta uno dei poli di maggiore sviluppo del movimento, grazie anche all’eredità del vescovo Antônio de Castro Mayer, che nel 1988 affiancò Lefebvre nelle consacrazioni. In Europa, il cuore storico rimane la Francia, ma comunità significative esistono in Germania, Italia, Spagna e Regno Unito. La prospettiva di uno scisma formale, tuttavia, potrebbe spingere i settori più moderati a cercare una riconciliazione con Roma, come auspicato da alcuni porporati che invocano una nuova commissione Ecclesia Dei per l’accoglienza di clero e fedeli legati alla tradizione.

Mentre il sole sale sul Vallese, le telecamere inquadrano i paramenti antichi e i gesti immutati del rito tridentino, rimbalzati sugli schermi di tutto il mondo attraverso una regia impeccabile. Le bottiglie della Cuvée Écône, con le loro insegne episcopali, restano in vendita come souvenir di un giorno che, qualunque esito abbia, è già entrato nella storia della Chiesa come il primo scisma trasmesso in streaming.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

33%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa latinoamericana
Stampa europea continentale/ Mediterranea
AllarmeUrgenzaPaternalismo

A poche ore dalle ordinazioni illecite, il Papa rivolge un appello straziante ai lefebvriani, supplicandoli di tornare indietro per evitare uno scisma di estrema gravità. La Fraternità San Pio X, nata dal rifiuto del Concilio Vaticano II, rischia di consumare una rottura definitiva, privando i fedeli dei sacramenti. La Chiesa si dice ancora disponibile al dialogo, ma l'atto sarebbe un peccato gravissimo contro l'unità.

Stampa latinoamericana
AllarmeDistacco

Il Papa lancia un duro avvertimento ai lefebvriani per il rischio imminente di scisma a causa dell'ordinazione di vescovi senza il permesso del Vaticano. La consacrazione prevista in Svizzera innescherebbe una rottura automatica con la Chiesa. Il Pontefice esorta a considerare il bene spirituale dei fedeli e a fermare l'atto.

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3 testate|2 lingue|3 min lettura
martedì 30 giugno 2026

Il vino, lo streaming e lo scisma: l’ultima sfida dei lefebvriani a Roma

A Écône si vendono cofanetti di vino commemorativo e si paga con braccialetti cashless, mentre la Fraternità San Pio X ordina quattro vescovi senza mandato pontificio, ignorando l’appello di Leone XIV.

Nel prato davanti al seminario di Écône, in Svizzera, i pellegrini possono acquistare per 75 franchi una Cuvée Écône 2026: quattro bottiglie — Pinot Noir, Syrah, Petit Arvine e Fendant — con etichette che riproducono una mitria, un anello, una croce e un bastone pastorale. I parcheggi si prenotano online, i punti di ristoro accettano solo braccialetti cashless e codici QR, e la cerimonia del 1° luglio viene trasmessa in diretta streaming in sei lingue. La modernità, qui, è bandita soltanto dall’altare.

Quella stessa mattina, il superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, don Davide Pagliarani, procederà alla consacrazione di quattro nuovi vescovi senza il mandato pontificio, nonostante l’ultimo, drammatico appello di Papa Leone XIV. «Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi», ha scritto il Pontefice in una lettera datata 29 giugno, diffusa il giorno dopo, in cui definisce l’atto «un peccato di estrema gravità» che priverebbe i fedeli della ricezione lecita e, in alcuni casi, persino valida dei sacramenti. La risposta della Fraternità è arrivata in serata: «Paradossalmente, nel contesto odierno, ci sembra proprio di dover fare tutto il possibile per cucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con un autentico spirito cattolico. Lungi da noi l’idea di separarci dalla Chiesa romana; al contrario desideriamo servirla in modo straordinario». E hanno chiesto, semplicemente, la benedizione del Papa.

La Fraternità, fondata nel 1970 da monsignor Marcel Lefebvre per preservare la liturgia tradizionale e la formazione sacerdotale preconciliare, conta oggi circa 700 sacerdoti, oltre 200 seminaristi e quasi mezzo milione di fedeli in tutto il mondo. Il nodo non è soltanto la messa in latino: i lefebvriani rifiutano le riforme del Concilio Vaticano II in materia di ecumenismo, libertà religiosa e dialogo interreligioso, considerandole derive neomoderniste. Già nel 1988 Lefebvre consacrò quattro vescovi senza l’assenso di Giovanni Paolo II, subendo la scomunica latae sententiae; Benedetto XVI revocò quella scomunica nel 2009, ma la piena comunione non è mai stata ristabilita. Oggi, con la morte di due di quei primi vescovi, la Fraternità rivendica la necessità di garantire la successione episcopale, mentre il Vaticano ribadisce che si tratta di un atto scismatico.

La vicenda riaccende il dibattito sull’uso del rito antico. In Asia, durante il recente concistoro, un cardinale ha osservato che senza le restrizioni imposte dal motu proprio Traditionis custodes sarebbe più facile attrarre i fedeli in uscita dalla Fraternità. In America Latina, il Brasile resta uno dei poli di maggiore sviluppo del movimento, grazie anche all’eredità del vescovo Antônio de Castro Mayer, che nel 1988 affiancò Lefebvre nelle consacrazioni. In Europa, il cuore storico rimane la Francia, ma comunità significative esistono in Germania, Italia, Spagna e Regno Unito. La prospettiva di uno scisma formale, tuttavia, potrebbe spingere i settori più moderati a cercare una riconciliazione con Roma, come auspicato da alcuni porporati che invocano una nuova commissione Ecclesia Dei per l’accoglienza di clero e fedeli legati alla tradizione.

Mentre il sole sale sul Vallese, le telecamere inquadrano i paramenti antichi e i gesti immutati del rito tridentino, rimbalzati sugli schermi di tutto il mondo attraverso una regia impeccabile. Le bottiglie della Cuvée Écône, con le loro insegne episcopali, restano in vendita come souvenir di un giorno che, qualunque esito abbia, è già entrato nella storia della Chiesa come il primo scisma trasmesso in streaming.

Divergenza delle fonti

Società e Cultura · 3 testate · 2 lingue

33%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale21%
Critico79%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa latinoamericana
Stampa europea continentale/ Mediterranea
AllarmeUrgenzaPaternalismo

A poche ore dalle ordinazioni illecite, il Papa rivolge un appello straziante ai lefebvriani, supplicandoli di tornare indietro per evitare uno scisma di estrema gravità. La Fraternità San Pio X, nata dal rifiuto del Concilio Vaticano II, rischia di consumare una rottura definitiva, privando i fedeli dei sacramenti. La Chiesa si dice ancora disponibile al dialogo, ma l'atto sarebbe un peccato gravissimo contro l'unità.

Stampa latinoamericana
AllarmeDistacco

Il Papa lancia un duro avvertimento ai lefebvriani per il rischio imminente di scisma a causa dell'ordinazione di vescovi senza il permesso del Vaticano. La consacrazione prevista in Svizzera innescherebbe una rottura automatica con la Chiesa. Il Pontefice esorta a considerare il bene spirituale dei fedeli e a fermare l'atto.

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