
La supplica in francese e la suora prefetta: i primi passi di Leone XIV
Mentre scriveva una lettera accorata per scongiurare uno scisma lefebvriano, il Papa nominava suor Alessandra Smerilli alla guida del dicastero per lo Sviluppo umano, terza donna in Curia.
«Je vous en supplie, revenez en arrière!». La frase, scritta in francese su carta intestata vaticana, portava la data del 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo. Papa Leone XIV la indirizzava a don Davide Pagliarani, superiore della Fraternità Sacerdotale San Pio X, a poche ore dalle annunciate consacrazioni episcopali senza mandato pontificio a Écône, in Svizzera. Un gesto estremo, quasi un grido, per evitare un nuovo atto scismatico che avrebbe lacerato la tunica di Cristo – come scriveva lo stesso Pontefice – con un peccato «di estrema gravità».
L’indomani, martedì 30 giugno, la Sala Stampa vaticana diffondeva un altro atto, di segno opposto ma altrettanto eloquente: la nomina di suor Alessandra Smerilli a prefetta del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. La religiosa salesiana, cinquantun anni, economista e docente all’Auxilium di Milano, diventa così la terza donna nella storia a guidare un ‘ministero’ della Curia romana, dopo suor Simona Brambilla e la laica María Montserrat Alvarado. Per il mondo cattolico italiano, la scelta di una figura cresciuta nelle aule universitarie lombarde e già segretaria dello stesso dicastero, rappresenta un riconoscimento del protagonismo femminile che, da Francesco in poi, ha iniziato a incrinare il soffitto di cristallo delle congregazioni.
La nomina, tuttavia, rivela anche i limiti teologici che ancora segnano il governo vaticano. Accanto a suor Smerilli, Leone XIV ha infatti nominato un pro-prefetto, il cardinale Fabio Baggio, incaricato di quegli atti che richiedono l’ordine sacro. Una dualità già sperimentata con suor Brambilla, e che secondo analisti del Nord Europa evidenzia la tensione tra la spinta riformatrice e la dottrina che riserva il sacerdozio agli uomini. Eppure, la continuità con il magistero di Francesco è esplicita: fu proprio il Papa argentino a volere Smerilli nel 2021 come prima donna segretaria di un dicastero, e Leone XIV, nell’intervista a Crux del 2025, aveva confermato di voler «continuare sulle orme di Francesco».
La lettera a Écône, invece, riporta la Chiesa a una ferita mai rimarginata. La Fraternità San Pio X, fondata da monsignor Marcel Lefebvre in opposizione alle riforme del Concilio Vaticano II, nel 1988 subì la scomunica per la consacrazione di quattro vescovi senza il consenso papale. Oggi, con due vescovi, oltre settecento sacerdoti e una presenza radicata in Francia, Svizzera e Germania, il movimento tradizionalista rappresenta una chiesa parallela che rischia di allontanarsi definitivamente da Roma. La supplica di Leone XIV – «vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate indietro!» – non è solo un appello canonico, ma il tentativo di un pastore di non perdere un gregge che ama la liturgia antica e la formazione sacerdotale, come lo stesso Papa riconosce.
Due gesti, in fondo, che disegnano il profilo di un pontificato agli inizi: da un lato la mano tesa al dialogo con i tradizionalisti, dall’altro la spinta a includere le donne nei gangli del potere curiale. Suor Smerilli assumerà l’incarico il primo settembre; la lettera a Pagliarani, intanto, resta sospesa come una preghiera in attesa di risposta, mentre le campane di Écône tacciono o suonano a stormo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Papa Leone XIV ha nominato suor Alessandra Smerilli prefetto del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, rendendola la terza donna a ricoprire un simile incarico in Vaticano. La nomina si inserisce nel solco tracciato da Francesco, che aveva già promosso donne a ruoli di vertice nella Curia. L'economista salesiana, già segretaria del dicastero, guiderà l'ufficio per migranti, ambiente e sviluppo.
In una mossa storica, Papa Leone XIV ha nominato per la prima volta una donna a un alto incarico nella Santa Sede, promuovendo suor Alessandra Smerilli a capo dell'ufficio per migranti, ambiente e sviluppo. La decisione estende l'eredità di Francesco, che aveva fatto della promozione femminile un pilastro del suo pontificato. L'economista italiana diventa così un simbolo del nuovo corso vaticano.
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