
Australia-Egitto, la notte dei record: Salah in bilico, l’Asia spera nei Socceroos
A Dallas va in scena un ottavo di finale inedito: da una parte l’unica asiatica superstite, dall’altra i Faraoni mai così lontani, con il fuoriclasse del Liverpool tra fisioterapia e panchina.
L’AT&T Stadium di Arlington, casa dei Dallas Cowboys, si prepara a un duello che profuma di storia. Australia ed Egitto non hanno mai vinto una partita a eliminazione diretta in un Mondiale, e per una delle due la maledizione è destinata a infrangersi. I Socceroos, ultimo vessillo asiatico dopo il naufragio di Giappone e Corea del Sud, si aggrappano a una difesa di ferro – appena 0,06 expected goals contro per tiro subito nella fase a gironi, secondo dato migliore del torneo – e alla disciplina tattica di Tony Popovic, che in due anni non ha mai schierato la stessa formazione. Di fronte, un Egitto che ha già riscritto i propri limiti: prima vittoria mondiale (3-1 alla Nuova Zelanda), primo passaggio del turno, e ora la concreta possibilità di sfidare l’Argentina di Scaloni in un ipotetico ottavo di finale.
La grande incognita ha un nome e un bicipite femorale sinistro. Mohamed Salah, uscito al 57’ contro l’Iran con un impacco di ghiaccio sulla coscia, si è allenato in forma ridotta e il ct Hossam Hassan non scioglie la riserva: «Non correrò rischi, deve essere al cento per cento». La stampa africana e araba trattiene il fiato, consapevole che il capitano ha partecipato a tre dei cinque gol egiziani nel torneo, ma anche che forzarlo potrebbe significare perderlo per il resto della competizione. In alternativa, gli osservatori europei puntano l’attenzione su Omar Marmoush, ancora a secco, e su Trezeguet, già decisivo contro i neozelandesi.
Dall’altra parte del pianeta, gli analisti asiatici leggono la partita come un riscatto collettivo. L’Australia è approdata ai knock-out con quattro punti, frutto del 2-0 alla Turchia, del ko con gli Stati Uniti e dello 0-0 col Paraguay in cui ha mostrato un possesso palla insolitamente alto (56%). Nestory Irankunda, autore del primo gol contro i turchi, incarna la velocità in contropiede su cui Popovic punta per sorprendere una difesa egiziana che, pur imbattuta, ha concesso occasioni. Il ct australiano, secondo i resoconti della vigilia, studia un piano per limitare Salah senza snaturare la propria identità: «Dobbiamo restare attenti ogni istante, perché possono creare dal nulla», ha avvertito il difensore Alessandro Circati.
Il contesto regala ulteriori strati di significato. Entrambe le squadre sono state eliminate in passato da future campionesse del mondo: l’Australia dall’Italia nel 2006 e dall’Argentina nel 2022, l’Egitto mai oltre i gironi prima di questa edizione. Ora, con l’Argentina di nuovo all’orizzonte, il match di Dallas assume i contorni di un bivio generazionale. I Socceroos schierano la rosa più giovane della fase a gruppi (24,6 anni di media), mentre i Faraoni mescolano l’esperienza di Salah a una generazione che ha rotto un digiuno di vittorie lungo novantadue anni.
Si gioca venerdì alle 21:00 della Mecca, le 4 del mattino di sabato a Sydney. L’arbitro uruguaiano Gustavo Tejera dirigerà una sfida che, al di là della retorica, consegnerà al vincitore un posto negli ottavi e, con ogni probabilità, la prospettiva di alzare ulteriormente l’asticella contro i campioni in carica. Per il calcio asiatico e per quello africano, è molto più di una partita.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La partita è inquadrata come uno spettacolo incentrato sul carisma di Mohamed Salah, con raduni di tifosi e orari prolungati dei pub a sottolineare l'attrattiva culturale dell'evento. L'Australia è dipinta come la sfavorita resiliente che spera di rovinare la festa all'Egitto, mentre la condizione fisica di Salah resta il punto interrogativo decisivo.
L'Egitto arriva all'incontro forte di una campagna mondiale storica, avendo già infranto molteplici barriere, e ora punta alla prima vittoria in una fase a eliminazione diretta. Il possibile rientro di Mohamed Salah è trattato come un imperativo nazionale, con l'intero mondo arabo che osserva per vedere se i Faraoni potranno prolungare il loro sogno.
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