
India, NEET-UG ripetuto tra controlli serrati e nuovi sospetti di frode
Oltre 20 milioni di aspiranti medici hanno sostenuto il riesame, mentre a Delhi i manifestanti del Cockroach Janta Party chiedono le dimissioni del ministro dell'Istruzione e in Bihar si indaga su un giro di impersonificazioni.
Più di venti milioni di candidati hanno affrontato domenica 21 giugno la ripetizione del test nazionale di ammissione alle facoltà di medicina (NEET-UG), annullato a maggio dopo una fuga di domande. Mentre l’esame si svolgeva in 5.440 centri in India e 14 all’estero sotto un imponente dispositivo di sicurezza, a Nuova Delhi alcune centinaia di manifestanti del Cockroach Janta Party (CJP) proseguivano per il terzo giorno un sit-in a Jantar Mantar, chiedendo le dimissioni del ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan e giustizia per gli studenti che si sono tolti la vita nelle settimane successive allo scandalo.
L’Agenzia nazionale per i test (NTA) ha definito la prova "priva di errori e impeccabile". Il direttore generale Abhishek Singh ha rivendicato l’uso di autenticazione biometrica, riconoscimento facciale, videosorveglianza e jammer, oltre al temporaneo blocco di Telegram – disposto dal governo dal 16 al 22 giugno – per impedire la diffusione di false percezioni di fughe di notizie e le truffe ai danni dei candidati. Tuttavia, nel distretto di Lakhisarai, in Bihar, la polizia ha fermato nove persone sospettate di aver sostenuto l’esame al posto dei candidati registrati; alcune fonti locali parlano di trenta arresti, mentre sette dipendenti di un’agenzia privata incaricata delle rilevazioni biometriche sono stati interrogati. A Indore, uno studente di giurisprudenza è stato arrestato per aver venduto via Instagram un falso questionario generato con l’intelligenza artificiale.
Fuori dai cancelli, diversi episodi hanno riacceso il dibattito sulla rigidità delle regole d’ingresso. A Vidisha, nel Madhya Pradesh, una candidata è arrivata due minuti dopo la chiusura dei varchi a causa della pioggia e di una foratura; il padre è crollato a terra in lacrime, e il video è diventato virale. A Bengaluru, il traffico legato a un comizio del Congresso ha impedito ad almeno tre studenti di entrare in tempo, scatenando uno scontro politico. In Telangana, genitori hanno supplicato gli agenti inginocchiandosi. Parallelamente, il Vishva Hindu Parishad (VHP) ha denunciato una presunta discriminazione confessionale: in diversi centri, secondo l’organizzazione, ai candidati indù sarebbe stato impedito di indossare il kalava o semplici collane, mentre le candidate musulmane avrebbero potuto tenere hijab e burqa. L’NTA è stata sollecitata a fornire chiarimenti.
La protesta del CJP, nata come mobilitazione online dopo che il presidente della Corte suprema aveva paragonato i giovani a scarafaggi, è diventata un movimento di piazza che raccoglie la frustrazione di una generazione alle prese con la precarietà degli esami e del lavoro. Il fondatore Abhijeet Dipke, rientrato dagli Stati Uniti, ha annunciato che la presenza a Jantar Mantar continuerà fino alle dimissioni del ministro; nel frattempo, l’attivista climatico Sonam Wangchuk ha minacciato uno sciopero della fame a partire dal 27 giugno. Le indagini sulle irregolarità in Bihar sono in corso, e l’NTA prevede di pubblicare la chiave di risposta provvisoria entro metà luglio. Il governo, dal canto suo, ha descritto l’operazione come uno sforzo corale dell’"intera India" per ripristinare la credibilità del test.
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.50 | critical |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
Gli studenti indiani denunciano l'ingiustizia e chiedono responsabilità alle autorità che hanno permesso il caos.
Lo stato indiano viene personificato come negligente e incapace, trasformando un problema organizzativo in un fallimento morale dell'intero sistema.
Viene omesso il ruolo delle lobby delle scuole private e delle accademie di preparazione, che spesso influenzano le modalità d'esame.
Le famiglie di espatriati chiedono trasparenza e soluzioni per i loro figli, senza entrare nel merito delle responsabilità indiane.
La questione viene universalizzata come un problema di equità negli esami standardizzati, applicabile a qualsiasi contesto, attenuando le specificità indiane.
Viene omesso il contesto politico indiano e le proteste studentesche locali, riducendo la vicenda a un mero inconveniente logistico.
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