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Il tocco invisibile che ha eliminato la Croazia: la tecnologia nel pallone decide Portogallo-Croazia

Un sensore nel pallone ha rilevato un contatto impercettibile di Matanovic, annullando il gol del pareggio croato al 103' e consegnando al Portogallo il passaggio agli ottavi contro la Spagna.

Al 103' minuto di Portogallo-Croazia, quando il cronometro sembrava aver già esaurito ogni residuo di recupero, Josko Gvardiol ha infilato in rete il pallone del 2-2 scatenando l'esultanza croata. L'arbitro norvegese Espen Eskas, però, è stato richiamato al monitor dal VAR: dopo una revisione interminabile, il gol è stato annullato per fuorigioco. La Croazia, che aveva rimontato lo svantaggio iniziale con Perisic e poi subito la rimonta portoghese firmata da Cristiano Ronaldo su rigore e da Gonçalo Ramos al 94', è stata eliminata dal Mondiale 2026 in un finale che ha mescolato tecnologia, regolamento e polemica.

A decidere la sorte della nazionale balcanica è stato un tocco quasi invisibile: il centravanti Igor Matanovic, nel tentativo di colpire di testa un cross, ha sfiorato il pallone quel tanto che basta per modificare la valutazione del fuorigioco. A certificarlo non sono state le telecamere – le immagini televisive non mostravano deviazioni evidenti – ma il sensore IMU integrato nel pallone ufficiale Adidas Trionda. La tecnologia 'Connected Ball', già utilizzata in Qatar 2022 e in questo torneo, registra ogni contatto 500 volte al secondo e lo trasmette in tempo reale alla sala VAR, traducendolo in un grafico a 'battito cardiaco' visibile in sovrimpressione. La FIFA, con un comunicato diffuso dopo la partita, ha confermato che il sensore aveva rilevato il tocco di Matanovic, rendendo corretta la decisione arbitrale.

In Croazia la delusione ha assunto toni accesi. Il commissario tecnico Zlatko Dalic ha dichiarato che il VAR 'uccide le emozioni, uccide tutto dentro di te', pur riconoscendo che a volte può essere d'aiuto. La stampa croata ha ironizzato sulla dinamica: 'Se Matanovic fosse stato calvo, la Croazia avrebbe pareggiato', ha scritto un quotidiano di Zagabria, mentre altri hanno parlato di 'furto deliberato'. Lo stesso Matanovic, a mente fredda, ha ammesso: 'Sinceramente, ho sentito un leggero contatto, forse sui capelli. Non ero sicuro al cento per cento, ma l'arbitro mi ha detto che il chip nella palla lo aveva rilevato'. Da parte portoghese, il ct Roberto Martinez ha difeso la tecnologia: 'Non c'è opinione soggettiva: il chip mostra il tocco, e in quel momento Pasalic era in fuorigioco. È stato un momento chiaro'.

L'episodio non è isolato: già nella fase a gironi, in Svezia-Tunisia, la stessa tecnologia aveva ribaltato una decisione, convalidando un gol inizialmente annullato. In questa partita, ben quattro reti sono state cancellate tra fuorigioco e revisioni, a testimonianza di un calcio sempre più mediato dai dati. La Croazia esce così dal torneo, forse chiudendo l'era d'oro di Modric, mentre il Portogallo avanza agli ottavi, dove affronterà la Spagna in un derby iberico che promette scintille.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa atlantica / anglosferaStampa latinoamericana
Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
ScetticismoIndignazione

Un pareggio allo scadere è stato annullato da un chip nel pallone che ha rilevato un tocco impercettibile a occhio nudo, scatenando la rabbia dei tifosi croati che hanno lanciato bottiglie in campo. L'episodio riaccende il dibattito sull'opportunità di interventi tecnologici così microscopici.

Stampa latinoamericana/ Mercato
PragmatismoDistacco

I sensori IMU all'interno del pallone hanno rilevato un tocco minimo che ha modificato la linea del fuorigioco, portando alla corretta annullamento del gol. La FIFA ha diffuso un comunicato confermando che i dati tecnologici supportavano la decisione arbitrale, inquadrando l'esito come un trionfo della precisione.

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venerdì 3 luglio 2026

Il tocco invisibile che ha eliminato la Croazia: la tecnologia nel pallone decide Portogallo-Croazia

Un sensore nel pallone ha rilevato un contatto impercettibile di Matanovic, annullando il gol del pareggio croato al 103' e consegnando al Portogallo il passaggio agli ottavi contro la Spagna.

Al 103' minuto di Portogallo-Croazia, quando il cronometro sembrava aver già esaurito ogni residuo di recupero, Josko Gvardiol ha infilato in rete il pallone del 2-2 scatenando l'esultanza croata. L'arbitro norvegese Espen Eskas, però, è stato richiamato al monitor dal VAR: dopo una revisione interminabile, il gol è stato annullato per fuorigioco. La Croazia, che aveva rimontato lo svantaggio iniziale con Perisic e poi subito la rimonta portoghese firmata da Cristiano Ronaldo su rigore e da Gonçalo Ramos al 94', è stata eliminata dal Mondiale 2026 in un finale che ha mescolato tecnologia, regolamento e polemica.

A decidere la sorte della nazionale balcanica è stato un tocco quasi invisibile: il centravanti Igor Matanovic, nel tentativo di colpire di testa un cross, ha sfiorato il pallone quel tanto che basta per modificare la valutazione del fuorigioco. A certificarlo non sono state le telecamere – le immagini televisive non mostravano deviazioni evidenti – ma il sensore IMU integrato nel pallone ufficiale Adidas Trionda. La tecnologia 'Connected Ball', già utilizzata in Qatar 2022 e in questo torneo, registra ogni contatto 500 volte al secondo e lo trasmette in tempo reale alla sala VAR, traducendolo in un grafico a 'battito cardiaco' visibile in sovrimpressione. La FIFA, con un comunicato diffuso dopo la partita, ha confermato che il sensore aveva rilevato il tocco di Matanovic, rendendo corretta la decisione arbitrale.

In Croazia la delusione ha assunto toni accesi. Il commissario tecnico Zlatko Dalic ha dichiarato che il VAR 'uccide le emozioni, uccide tutto dentro di te', pur riconoscendo che a volte può essere d'aiuto. La stampa croata ha ironizzato sulla dinamica: 'Se Matanovic fosse stato calvo, la Croazia avrebbe pareggiato', ha scritto un quotidiano di Zagabria, mentre altri hanno parlato di 'furto deliberato'. Lo stesso Matanovic, a mente fredda, ha ammesso: 'Sinceramente, ho sentito un leggero contatto, forse sui capelli. Non ero sicuro al cento per cento, ma l'arbitro mi ha detto che il chip nella palla lo aveva rilevato'. Da parte portoghese, il ct Roberto Martinez ha difeso la tecnologia: 'Non c'è opinione soggettiva: il chip mostra il tocco, e in quel momento Pasalic era in fuorigioco. È stato un momento chiaro'.

L'episodio non è isolato: già nella fase a gironi, in Svezia-Tunisia, la stessa tecnologia aveva ribaltato una decisione, convalidando un gol inizialmente annullato. In questa partita, ben quattro reti sono state cancellate tra fuorigioco e revisioni, a testimonianza di un calcio sempre più mediato dai dati. La Croazia esce così dal torneo, forse chiudendo l'era d'oro di Modric, mentre il Portogallo avanza agli ottavi, dove affronterà la Spagna in un derby iberico che promette scintille.

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ScetticismoIndignazione

Un pareggio allo scadere è stato annullato da un chip nel pallone che ha rilevato un tocco impercettibile a occhio nudo, scatenando la rabbia dei tifosi croati che hanno lanciato bottiglie in campo. L'episodio riaccende il dibattito sull'opportunità di interventi tecnologici così microscopici.

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PragmatismoDistacco

I sensori IMU all'interno del pallone hanno rilevato un tocco minimo che ha modificato la linea del fuorigioco, portando alla corretta annullamento del gol. La FIFA ha diffuso un comunicato confermando che i dati tecnologici supportavano la decisione arbitrale, inquadrando l'esito come un trionfo della precisione.

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