
Hormuz sotto attacco: condanna Ue-Golfo, gli Usa stringono il blocco navale
Il comunicato congiunto di Bruxelles e del Consiglio di cooperazione del Golfo respinge ogni pretesa iraniana sullo stretto, mentre Washington dirotta navi e colpisce infrastrutture.
La crisi che infiamma il Golfo Persico ha trovato sabato una risposta diplomatica coordinata tra Unione Europea e Consiglio di cooperazione del Golfo, con un comunicato congiunto che condanna «con la massima fermezza» gli attacchi iraniani contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz e contro i territori di Bahrein, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman e Giordania. Il testo, diffuso al termine del forum di alto livello sulla sicurezza regionale tenutosi a Bruxelles il 13 luglio, bolla come «illegittima» qualsiasi rivendicazione di sovranità o controllo sullo stretto da parte di un singolo Stato e respinge l’imposizione di pedaggi, permessi o meccanismi unilaterali che condizionino la libertà di navigazione. Parallelamente, il ministero degli Esteri emiratino ha espresso «profonda preoccupazione» per l’escalation, chiedendo l’immediata cessazione delle ostilità e il ritorno al tavolo negoziale, mentre la marina statunitense ha confermato di aver dirottato cinque mercantili e di averne messo fuori uso uno nell’ambito del blocco navale in corso contro l’Iran.
Secondo fonti diplomatiche europee, la dichiarazione congiunta rappresenta un allineamento senza precedenti tra i Ventisette e le monarchie della Penisola Arabica sul principio della libertà di transito nelle vie d’acqua internazionali, sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Il passaggio sullo Stretto di Hormuz – «non può essere sospeso, ostacolato o sottoposto a condizioni da alcuno Stato» – è una replica diretta alla pretesa di Teheran di regolamentare il traffico navale attraverso un sistema di autorizzazioni e tariffe, avanzata nelle settimane successive alla firma dell’intesa bilaterale con Washington del 12 giugno scorso. Nell’ottica di Bruxelles e delle capitali del Golfo, tale pretesa configura una violazione del diritto internazionale e della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza, che impone il rispetto della navigazione nello stretto. L’Iran, che non ha ratificato la Convenzione di Montego Bay, respinge questa lettura e, attraverso i media statali, ha bollato il comunicato come «anti-iraniano», accusando l’Occidente di voler imporre un regime di transito che ignora la sovranità costiera.
Sul terreno, la situazione resta incandescente. Nelle ultime settimane, secondo i comandi militari americani, le forze di Teheran hanno colpito infrastrutture civili in diversi Stati del Golfo: una centrale elettrica e di desalinizzazione in Kuwait, impianti energetici in Bahrein e aree residenziali negli Emirati, mentre il vicegovernatore della provincia iraniana di Hormozgan ha denunciato danni a un dissalatore che ha lasciato senz’acqua venti villaggi a causa dei raid statunitensi. Gli Stati Uniti hanno registrato le prime perdite tra i propri soldati – due morti e un disperso in Giordania – e hanno esteso i bombardamenti a ponti e torri di sorveglianza costiera nel sud dell’Iran. L’intreccio di attacchi e rappresaglie ha già prodotto un impatto economico tangibile: i premi assicurativi per le rotte del Golfo sono schizzati, i costi del trasporto marittimo sono aumentati e i mercati energetici globali scontano un premio di rischio che, secondo analisti di Bruxelles, potrebbe tradursi in un rialzo duraturo del prezzo del greggio e del gas naturale liquefatto, con ripercussioni dirette sulle bollette europee e italiane.
Per l’Italia, che importa via Hormuz una quota significativa di idrocarburi, l’instabilità del corridoio marittimo rappresenta una minaccia alla sicurezza degli approvvigionamenti, già messa alla prova dalla volatilità dei mercati dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Fonti della Commissione europea sottolineano che la diversificazione delle forniture e il potenziamento degli stoccaggi strategici restano le uniche leve immediate, mentre la diplomazia comunitaria lavora per scongiurare una chiusura di fatto dello stretto. Il comunicato Ue-Golfo, nel ribadire «l’impegno costante per il dialogo e la diplomazia», lascia tuttavia aperta la porta a un coordinamento operativo con l’Organizzazione marittima internazionale per garantire la sicurezza della navigazione, senza escludere il ricorso a meccanismi di protezione navale già sperimentati nel Mar Rosso. Il dossier resta in mano ai ministri degli Esteri dei Ventisette, che lo affronteranno nel prossimo Consiglio Affari esteri in programma a fine mese, mentre il segretario generale della Nato ha convocato una riunione straordinaria del Consiglio atlantico per valutare le opzioni di deterrenza a tutela del traffico mercantile.
| Stampa del Golfo arabo | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa iraniana e affini | −0.70 | critical |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
Gli Emirati Arabi Uniti e il Consiglio di Cooperazione del Golfo, insieme all'Unione Europea, condannano fermamente le aggressioni iraniane e ribadiscono che la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è un diritto internazionale inviolabile, non soggetto a sovranità unilaterale.
Il blocco costruisce la propria posizione presentando la libertà di navigazione come un principio universale e vitale per l'economia globale, delegittimando così qualsiasi rivendicazione iraniana come violazione del diritto internazionale.
Il blocco omette di menzionare le ragioni addotte dall'Iran per le sue azioni, come le sanzioni o le provocazioni statunitensi, e non riporta la prospettiva iraniana sulla sovranità del Golfo.
L'Iran respinge la dichiarazione congiunta UE-CCG come un atto ostile e parziale, che nega i diritti sovrani dell'Iran sullo Stretto di Hormuz e tenta di imporre un regime di navigazione illegittimo.
Il blocco iraniano utilizza la tecnica del rovesciamento della colpa: presenta la condanna internazionale come un'aggressione politica, mentre le azioni iraniane vengono giustificate come difensive e legittime.
Il blocco omette di menzionare i dettagli degli attacchi iraniani contro navi commerciali e le violazioni del diritto internazionale citate nella dichiarazione congiunta.
La Russia riporta l'appello degli Emirati Arabi Uniti per la de-escalation e il ritorno ai negoziati, senza prendere posizione sulle accuse contro l'Iran, sottolineando l'importanza della stabilità regionale.
Il blocco russo adotta un tono distaccato e fattuale, riportando le dichiarazioni ufficiali senza aggiungere commenti o condanne, il che implicitamente evita di schierarsi con una delle parti.
Il blocco omette di riportare la condanna congiunta UE-CCG e le accuse specifiche contro l'Iran, concentrandosi solo sulla posizione emiratina.
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