
Zelensky valuta il siluramento del capo dell’esercito mentre le piazze chiedono il ritorno del ministro riformista
Dopo tre giorni di proteste innescate dalla rimozione del ministro della Difesa Fedorov, il presidente ucraino incontra i vertici militari e apre a un rimpasto ai danni del comandante Syrsky.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sta valutando la sostituzione del comandante in capo delle Forze armate, Oleksandr Syrsky, in quella che fonti vicine all’amministrazione di Kiev descrivono come una mossa per disinnescare la più grave crisi politica interna dall’inizio dell’invasione russa. La decisione, ancora non formalizzata, è maturata dopo tre giorni consecutivi di manifestazioni in diverse città ucraine, scatenate dal licenziamento del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, il trentacinquenne artefice della modernizzazione tecnologica dell’esercito e della massiccia adozione dei droni. Zelensky, che in un primo momento aveva escluso di dover scegliere tra il ministro e il capo militare, ha incontrato nel fine settimana i comandanti di brigata e ha dichiarato in un discorso serale che «le decisioni sull’esercito saranno elaborate», segnalando un’apertura alle richieste della piazza.
La frattura che ha portato alla rimozione di Fedorov affonda le radici in uno scontro frontale con Syrsky, sessantenne generale dalla visione più tradizionale, che secondo fonti dell’amministrazione ucraina avrebbe posto a Zelensky un ultimatum: «O lui o me». Dopo l’allontanamento, Fedorov ha accusato pubblicamente il comandante in capo di aver bloccato le riforme, di alimentare la corruzione e di mancare di flessibilità strategica, chiedendo la rimozione anche del capo di Stato maggiore Andriy Hnatov. I manifestanti, che a Kiev e Odessa hanno riempito le piazze scandendo slogan come «Vergogna» e «Ridateci Fedorov», hanno progressivamente allargato la protesta alla critica diretta del presidente, con cartelli che lo definiscono «liquidatore dell’Ucraina». Secondo analisti di Bruxelles, la popolarità del ministro uscente, considerato dai partner occidentali un interlocutore affidabile per la transizione dell’esercito verso gli standard NATO, ha trasformato una crisi di governo in un potenziale logoramento della leadership di Zelensky.
Sul piano militare, la crisi politica si innesta su un fronte che fonti dell’intelligence europea descrivono come relativamente stabilizzato, con le forze ucraine che hanno intensificato gli attacchi a lungo raggio contro la logistica e le raffinerie russe, mentre le capacità di Mosca mostrerebbero un progressivo degrado qualitativo delle truppe. Tuttavia, la prospettiva di un cambio al vertice delle Forze armate in piena guerra solleva interrogativi sulla tenuta della catena di comando lungo i milleduecento chilometri di linea del fronte. Da Mosca, i media statali hanno rilanciato la notizia di un presunto accesso dei servizi russi al telefono di Fedorov, diffondendo dati personali e insinuando legami con cittadini russi, in un’operazione che analisti di Kiev interpretano come un tentativo di amplificare le divisioni interne ucraine.
Zelensky si trova ora di fronte a un bivio che, secondo osservatori di Washington, potrebbe ridefinire gli equilibri di potere a Kiev in vista di un possibile appuntamento elettorale. Da un lato, la rimozione di Syrsky placherebbe la piazza e riaprirebbe la strada a un ruolo di coordinamento per Fedorov, al quale fonti diplomatiche occidentali attribuiscono la possibile nomina a «zar» delle tecnologie militari, con ampi poteri trasversali su droni, produzione bellica e rapporti tra Stato e industria della difesa. Dall’altro, un avvicendamento al vertice militare in una fase di guerra di logoramento comporterebbe rischi operativi che lo stesso Zelensky ha definito da valutare con estrema cautela. Il presidente ha annunciato che le consultazioni con i comandanti proseguiranno nei prossimi giorni, mentre le piazze restano mobilitate e il Parlamento attende di conoscere l’esito del rimpasto.
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
L'Ucraina è in piena crisi politica e militare; Zelensky tenta una mossa disperata per placare le proteste, ma il rischio è di indebolire ulteriormente il fronte.
Utilizza un linguaggio drammatico e sottolinea il conflitto interno per creare un senso di urgenza e crisi.
Il presidente ucraino sta valutando cambiamenti nell'esercito dopo le proteste; la situazione è gestita con calma e pragmatismo.
Riporta i fatti senza interpretazione, presentando la vicenda come normale amministrazione.
Omette il conflitto interno tra Syrsky e Fedorov, che è invece evidenziato dalla stampa europea.
Il presidente ucraino sta valutando cambiamenti nell'esercito dopo le proteste; la situazione è gestita con calma e pragmatismo.
Riporta i fatti senza interpretazione, presentando la vicenda come normale amministrazione.
Omette il conflitto interno tra Syrsky e Fedorov, che è invece evidenziato dalla stampa europea.
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