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Geopolitica e Politicagiovedì 9 luglio 2026

Abbas indice le elezioni, Hamas scioglie il governo: la nuova architettura per Gaza

Il presidente palestinese convoca le legislative per il 28 novembre, mentre il movimento islamista cede l’amministrazione a un comitato tecnico sostenuto dagli Stati Uniti.

Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas, ha firmato un decreto che convoca le elezioni legislative per il 28 novembre, le prime in quasi vent’anni. La mossa giunge a pochi giorni dall’annuncio di Hamas di aver sciolto il proprio comitato governativo di emergenza nella Striscia di Gaza, aprendo la strada all’insediamento del Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (NCAG), un organismo tecnocratico promosso dal Consiglio di Pace statunitense nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco. I due passaggi, pur distinti, disegnano i contorni di un riassetto istituzionale fortemente caldeggiato dai donatori internazionali, che da mesi legano gli aiuti alla realizzazione di riforme di governance.

Secondo fonti diplomatiche europee, la decisione di Abbas risponde a una pressione crescente da parte dell’Unione e di diversi Stati membri, tra cui l’Italia, che hanno subordinato il sostegno finanziario alla ripresa di un processo democratico credibile. Al tempo stesso, la dissoluzione del governo di Hamas viene interpretata negli ambienti della diplomazia mediorientale come un tentativo del movimento islamista di alleggerire il peso amministrativo della ricostruzione, conservando intatto il proprio apparato militare e la propria influenza sociale. Analisti del Cairo e di Ramallah osservano che il NCAG, guidato dall’ex viceministro dell’AP Ali Shaath, dovrebbe in teoria esercitare il monopolio della forza, ma il disarmo delle fazioni resta il nodo irrisolto. Israele, da parte sua, ha bollato l’iniziativa come una “manovra politica”, mentre il Consiglio di Pace americano insiste sul principio “un’unica autorità, un’unica legge, un’unica arma”.

L’appuntamento elettorale di novembre si inserisce in un quadro giuridico e umanitario estremamente fragile. Le ultime legislative, nel 2006, videro la vittoria a sorpresa di Hamas e innescarono la frattura tra Cisgiordania e Gaza, con il Consiglio Legislativo Palestinese di fatto inattivo dal 2007. Abbas, novantenne, governa per decreto dalla scadenza del suo mandato presidenziale nel 2009, e un precedente tentativo di voto nel 2021 fu annullato per il mancato via libera israeliano alle urne a Gerusalemme Est. Sul terreno, la Commissione d’inchiesta indipendente dell’ONU ha denunciato la detenzione arbitraria e le torture subite dal direttore dell’ospedale Kamal Adwan, Hussam Abu Safiya, e ha qualificato gli attacchi sistematici al sistema sanitario di Gaza come possibili crimini di guerra e atti di genocidio.

Per l’Europa, e in particolare per l’Italia che ha sempre sostenuto la soluzione a due Stati, la partita si gioca sulla capacità di accompagnare la transizione con garanzie reali di accesso umanitario e di rispetto del diritto internazionale. La tenuta del cessate il fuoco e il passaggio alla seconda fase dell’accordo – che prevede il ritiro israeliano e il dispiegamento di una forza internazionale – restano incerti. Le elezioni sono fissate al 28 novembre, ma la loro effettiva celebrazione dipenderà dalle condizioni di sicurezza e dalla possibilità di voto a Gerusalemme Est, un passaggio che già in passato ha bloccato ogni percorso elettorale.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Support vs. Condemnation of Hamas
48%Media
3 blocchi · posizioni da −0.70 a +0.40
Condemnation of HamasSupport for Hamas
IRNINDLAT
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa iraniana e affini+0.20neutral
Stampa indiana e sudasiatica+0.40aligned
Stampa latinoamericana−0.70critical
Stampa iraniana e affini+0.20
Voce

Hamas gestisce con pragmatismo la transizione, non si arrende.

Meccanismoriproiezione

Si enfatizza la continuità del ruolo di Hamas nei negoziati, minimizzando la portata dello scioglimento come mera riorganizzazione amministrativa.

Omissione

Si omette la convocazione delle elezioni da parte dell'Autorità Palestinese, che minerebbe la narrazione di controllo di Hamas.

ScetticismoPragmatismo
Stampa indiana e sudasiatica+0.40
Voce

Hamas si riposiziona strategicamente, non si arrende.

Meccanismoriposizionamento strategico

Si spiega la mossa come una transizione graduale e controllata, sottolineando la continuità del ruolo di Hamas nei negoziati e la sua capacità di adattamento.

Omissione

Si omette la convocazione delle elezioni da parte dell'AP e il fatto che lo scioglimento potrebbe essere visto come una concessione.

ScetticismoPragmatismo
Stampa latinoamericana−0.70
Voce

L'Autorità Palestinese riprende il controllo legittimo, Hamas è un ostacolo terroristico.

Meccanismolegittimazione selettiva

Si utilizza il termine 'terrorista' per delegittimare Hamas e si presenta la convocazione delle elezioni come un atto di normalizzazione democratica, contrapponendo la legalità dell'AP all'illegalità di Hamas.

Omissione

Si omette la motivazione strategica di Hamas e il suo coinvolgimento nei negoziati di cessate il fuoco, presentando la dissoluzione come una semplice resa.

IndignazionePaternalismo

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Abbas indice le elezioni, Hamas scioglie il governo: la nuova architettura per Gaza

Il presidente palestinese convoca le legislative per il 28 novembre, mentre il movimento islamista cede l’amministrazione a un comitato tecnico sostenuto dagli Stati Uniti.

Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas, ha firmato un decreto che convoca le elezioni legislative per il 28 novembre, le prime in quasi vent’anni. La mossa giunge a pochi giorni dall’annuncio di Hamas di aver sciolto il proprio comitato governativo di emergenza nella Striscia di Gaza, aprendo la strada all’insediamento del Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (NCAG), un organismo tecnocratico promosso dal Consiglio di Pace statunitense nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco. I due passaggi, pur distinti, disegnano i contorni di un riassetto istituzionale fortemente caldeggiato dai donatori internazionali, che da mesi legano gli aiuti alla realizzazione di riforme di governance.

Secondo fonti diplomatiche europee, la decisione di Abbas risponde a una pressione crescente da parte dell’Unione e di diversi Stati membri, tra cui l’Italia, che hanno subordinato il sostegno finanziario alla ripresa di un processo democratico credibile. Al tempo stesso, la dissoluzione del governo di Hamas viene interpretata negli ambienti della diplomazia mediorientale come un tentativo del movimento islamista di alleggerire il peso amministrativo della ricostruzione, conservando intatto il proprio apparato militare e la propria influenza sociale. Analisti del Cairo e di Ramallah osservano che il NCAG, guidato dall’ex viceministro dell’AP Ali Shaath, dovrebbe in teoria esercitare il monopolio della forza, ma il disarmo delle fazioni resta il nodo irrisolto. Israele, da parte sua, ha bollato l’iniziativa come una “manovra politica”, mentre il Consiglio di Pace americano insiste sul principio “un’unica autorità, un’unica legge, un’unica arma”.

L’appuntamento elettorale di novembre si inserisce in un quadro giuridico e umanitario estremamente fragile. Le ultime legislative, nel 2006, videro la vittoria a sorpresa di Hamas e innescarono la frattura tra Cisgiordania e Gaza, con il Consiglio Legislativo Palestinese di fatto inattivo dal 2007. Abbas, novantenne, governa per decreto dalla scadenza del suo mandato presidenziale nel 2009, e un precedente tentativo di voto nel 2021 fu annullato per il mancato via libera israeliano alle urne a Gerusalemme Est. Sul terreno, la Commissione d’inchiesta indipendente dell’ONU ha denunciato la detenzione arbitraria e le torture subite dal direttore dell’ospedale Kamal Adwan, Hussam Abu Safiya, e ha qualificato gli attacchi sistematici al sistema sanitario di Gaza come possibili crimini di guerra e atti di genocidio.

Per l’Europa, e in particolare per l’Italia che ha sempre sostenuto la soluzione a due Stati, la partita si gioca sulla capacità di accompagnare la transizione con garanzie reali di accesso umanitario e di rispetto del diritto internazionale. La tenuta del cessate il fuoco e il passaggio alla seconda fase dell’accordo – che prevede il ritiro israeliano e il dispiegamento di una forza internazionale – restano incerti. Le elezioni sono fissate al 28 novembre, ma la loro effettiva celebrazione dipenderà dalle condizioni di sicurezza e dalla possibilità di voto a Gerusalemme Est, un passaggio che già in passato ha bloccato ogni percorso elettorale.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Support vs. Condemnation of Hamas
48%Media
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Condemnation of HamasSupport for Hamas
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Stampa iraniana e affini+0.20neutral
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Hamas gestisce con pragmatismo la transizione, non si arrende.

Meccanismoriproiezione

Si enfatizza la continuità del ruolo di Hamas nei negoziati, minimizzando la portata dello scioglimento come mera riorganizzazione amministrativa.

Omissione

Si omette la convocazione delle elezioni da parte dell'Autorità Palestinese, che minerebbe la narrazione di controllo di Hamas.

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Hamas si riposiziona strategicamente, non si arrende.

Meccanismoriposizionamento strategico

Si spiega la mossa come una transizione graduale e controllata, sottolineando la continuità del ruolo di Hamas nei negoziati e la sua capacità di adattamento.

Omissione

Si omette la convocazione delle elezioni da parte dell'AP e il fatto che lo scioglimento potrebbe essere visto come una concessione.

ScetticismoPragmatismo
Stampa latinoamericana−0.70
Voce

L'Autorità Palestinese riprende il controllo legittimo, Hamas è un ostacolo terroristico.

Meccanismolegittimazione selettiva

Si utilizza il termine 'terrorista' per delegittimare Hamas e si presenta la convocazione delle elezioni come un atto di normalizzazione democratica, contrapponendo la legalità dell'AP all'illegalità di Hamas.

Omissione

Si omette la motivazione strategica di Hamas e il suo coinvolgimento nei negoziati di cessate il fuoco, presentando la dissoluzione come una semplice resa.

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