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Scienza e Salutemercoledì 24 giugno 2026

Ebola nel Congo, la OMS testerà due farmaci contro il ceppo raro Bundibugyo

Partirà la prossima settimana in Ituri un trial clinico su MBP134 e remdesivir, mentre il contagio supera i mille casi e raggiunge la Francia con un medico rimpatriato.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato l’avvio imminente, nella Repubblica Democratica del Congo, di un trial clinico su due trattamenti contro il virus Ebola ceppo Bundibugyo, per il quale non esistono vaccini né terapie approvate. La sperimentazione, che prenderà il via la prossima settimana nella provincia nord-orientale dell’Ituri, epicentro dell’epidemia, valuterà l’anticorpo monoclonale MBP134 e l’antivirale remdesivir – donati dagli Stati Uniti e da Gilead Sciences – somministrati da soli o in combinazione. L’obiettivo è verificare se possano ridurre la mortalità in un focolaio che ha già superato i 1.094 casi confermati e causato 277 decessi, con una letalità del 25 per cento.

Il ceppo Bundibugyo, rilevato tardivamente dopo mesi di circolazione silenziosa, sta mettendo a dura prova i sistemi di risposta. La capacità di testing è cresciuta da 30 a oltre 2.000 test al giorno, e i posti letto dedicati sono passati da 10 a più di 500 in cinque settimane. Tuttavia, secondo l’OMS il contagio «continua a superare la risposta». Il tracciamento dei contatti resta al di sotto dell’obiettivo del 95 per cento, complicato dalla natura mineraria della zona, che attrae lavoratori mobili difficili da seguire, e dall’assenza di un vaccino da offrire a chi si espone, il che riduce l’incentivo a dichiararsi.

Il contesto operativo è segnato da una profonda sfiducia delle comunità locali verso le autorità e gli operatori esterni, in una regione segnata da decenni di conflitti armati. L’OMS ha registrato sette attacchi diretti contro il personale sanitario, esposto anche a minacce di sequestro. La diffidenza si nutre anche delle restrizioni imposte ai riti funebri tradizionali per contenere la trasmissione del virus. La dimensione transfrontaliera del focolaio è emersa con chiarezza: l’Uganda conta 20 casi e due morti, mentre la Francia ha confermato il primo contagio sul proprio territorio, un medico dell’ong Alima rientrato da Kinshasa con carica virale molto debole. Le autorità sanitarie francesi e l’OMS considerano basso il rischio per la popolazione generale, ma il caso riporta l’attenzione europea sulla vulnerabilità degli operatori di prima linea.

Il trial sarà condotto da un consorzio che include l’Istituto nazionale di ricerca biomedica della RDC, Alima, l’Università di Oxford e l’OMS stessa, con un arruolamento previsto tra 500 e mille partecipanti, modulato in base all’efficacia osservata. I preparativi sono completati e le comunità vengono coinvolte per garantire l’accesso ai farmaci qualora si dimostrino sicuri ed efficaci. Sul fronte finanziario, l’OMS e l’agenzia sanitaria dell’Unione Africana hanno presentato un piano congiunto da 518 milioni di dollari. La prossima settimana, con l’inizio della somministrazione dei primi trattamenti sperimentali, si aprirà una fase cruciale per contenere un’epidemia che resta, per ammissione dello stesso direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, ancora fuori controllo.

Divergenza — chi la racconta come
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CriticoFavorevole
LATAFR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.20neutral
Stampa africana subsahariana0.00neutral
Stampa latinoamericana−0.20

L'epidemia di Ebola in Congo avanza rapidamente, mettendo a rischio il personale sanitario. La prossima settimana l'OMS avvierà una sperimentazione clinica su due antivirali, uno donato dagli Stati Uniti, offrendo una speranza concreta per arginare la malattia.

AllarmePragmatismo
Stampa africana subsahariana0.00

La prossima settimana nella Repubblica Democratica del Congo inizieranno le sperimentazioni cliniche per due trattamenti contro l'Ebola. Finora sono stati registrati oltre mille casi e 277 decessi, con gli operatori sanitari che operano in condizioni difficili.

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mercoledì 24 giugno 2026

Ebola nel Congo, la OMS testerà due farmaci contro il ceppo raro Bundibugyo

Partirà la prossima settimana in Ituri un trial clinico su MBP134 e remdesivir, mentre il contagio supera i mille casi e raggiunge la Francia con un medico rimpatriato.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato l’avvio imminente, nella Repubblica Democratica del Congo, di un trial clinico su due trattamenti contro il virus Ebola ceppo Bundibugyo, per il quale non esistono vaccini né terapie approvate. La sperimentazione, che prenderà il via la prossima settimana nella provincia nord-orientale dell’Ituri, epicentro dell’epidemia, valuterà l’anticorpo monoclonale MBP134 e l’antivirale remdesivir – donati dagli Stati Uniti e da Gilead Sciences – somministrati da soli o in combinazione. L’obiettivo è verificare se possano ridurre la mortalità in un focolaio che ha già superato i 1.094 casi confermati e causato 277 decessi, con una letalità del 25 per cento.

Il ceppo Bundibugyo, rilevato tardivamente dopo mesi di circolazione silenziosa, sta mettendo a dura prova i sistemi di risposta. La capacità di testing è cresciuta da 30 a oltre 2.000 test al giorno, e i posti letto dedicati sono passati da 10 a più di 500 in cinque settimane. Tuttavia, secondo l’OMS il contagio «continua a superare la risposta». Il tracciamento dei contatti resta al di sotto dell’obiettivo del 95 per cento, complicato dalla natura mineraria della zona, che attrae lavoratori mobili difficili da seguire, e dall’assenza di un vaccino da offrire a chi si espone, il che riduce l’incentivo a dichiararsi.

Il contesto operativo è segnato da una profonda sfiducia delle comunità locali verso le autorità e gli operatori esterni, in una regione segnata da decenni di conflitti armati. L’OMS ha registrato sette attacchi diretti contro il personale sanitario, esposto anche a minacce di sequestro. La diffidenza si nutre anche delle restrizioni imposte ai riti funebri tradizionali per contenere la trasmissione del virus. La dimensione transfrontaliera del focolaio è emersa con chiarezza: l’Uganda conta 20 casi e due morti, mentre la Francia ha confermato il primo contagio sul proprio territorio, un medico dell’ong Alima rientrato da Kinshasa con carica virale molto debole. Le autorità sanitarie francesi e l’OMS considerano basso il rischio per la popolazione generale, ma il caso riporta l’attenzione europea sulla vulnerabilità degli operatori di prima linea.

Il trial sarà condotto da un consorzio che include l’Istituto nazionale di ricerca biomedica della RDC, Alima, l’Università di Oxford e l’OMS stessa, con un arruolamento previsto tra 500 e mille partecipanti, modulato in base all’efficacia osservata. I preparativi sono completati e le comunità vengono coinvolte per garantire l’accesso ai farmaci qualora si dimostrino sicuri ed efficaci. Sul fronte finanziario, l’OMS e l’agenzia sanitaria dell’Unione Africana hanno presentato un piano congiunto da 518 milioni di dollari. La prossima settimana, con l’inizio della somministrazione dei primi trattamenti sperimentali, si aprirà una fase cruciale per contenere un’epidemia che resta, per ammissione dello stesso direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, ancora fuori controllo.

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L'epidemia di Ebola in Congo avanza rapidamente, mettendo a rischio il personale sanitario. La prossima settimana l'OMS avvierà una sperimentazione clinica su due antivirali, uno donato dagli Stati Uniti, offrendo una speranza concreta per arginare la malattia.

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Stampa africana subsahariana0.00

La prossima settimana nella Repubblica Democratica del Congo inizieranno le sperimentazioni cliniche per due trattamenti contro l'Ebola. Finora sono stati registrati oltre mille casi e 277 decessi, con gli operatori sanitari che operano in condizioni difficili.

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