
Mosca sotto attacco: droni ucraini chiudono gli aeroporti, cresce la campagna a lungo raggio
L’ondata di velivoli senza pilota su Mosca e le infrastrutture russe si inserisce in una strategia di logoramento che tocca anche la Crimea e il Mar Nero, con ripercussioni sulla sicurezza energetica europea.
Nella notte tra domenica e lunedì, un massiccio attacco di droni ucraini ha preso di mira Mosca e la regione circostante, costringendo le autorità russe a sospendere temporaneamente i voli negli aeroporti di Sheremetyevo, Domodedovo, Vnukovo e Zhukovsky. Secondo il sindaco Sergei Sobyanin, i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto tra 59 e 84 velivoli senza pilota in avvicinamento alla capitale; il ministero della Difesa russo ha riferito di aver neutralizzato in totale 301 droni su tutto il territorio nazionale e in Crimea. Non sono stati segnalati danni ingenti o vittime a Mosca, ma i servizi di emergenza sono intervenuti in diverse zone di caduta dei detriti.
Dal punto di vista di Kiev, l’operazione si inquadra in una campagna di attacchi a lungo raggio che, secondo fonti militari ucraine, ha colpito anche un centro di comunicazioni satellitari a Dubna, nella regione di Mosca, e infrastrutture energetiche in Crimea. Il presidente Volodymyr Zelensky ha rivendicato la serie di raid come risposta ai bombardamenti russi su obiettivi civili e culturali ucraini, citando esplicitamente il recente attacco al monastero delle Grotte di Kiev. Sul fronte opposto, il Cremlino, per bocca del ministro degli Esteri Sergei Lavrov, ha promesso ritorsioni “su larga scala”, mentre le autorità locali russe hanno imposto restrizioni alla vendita di carburante in Crimea e cancellato eventi pubblici a Sebastopoli, segnalando una crescente pressione sulle reti logistiche della penisola annessa.
Parallelamente, i raid russi in Ucraina hanno provocato almeno sei vittime civili, tra cui un ragazzo di tredici anni, suo padre e sua nonna nella regione di Sumy, colpiti da un drone nella notte. Un missile balistico Iskander ha distrutto un impianto agricolo nella regione di Odessa, incendiando veicoli e serbatoi di carburante. Nel Mar Nero, un drone russo ha centrato la nave cargo Victress, battente bandiera panamense e gestita da operatori turchi, uccidendo un cuoco egiziano e costringendo l’equipaggio internazionale ad abbandonare l’imbarcazione su una zattera di salvataggio. Secondo il vicepremier ucraino Oleksiy Kuleba, altre due navi mercantili sono state attaccate senza feriti, ma l’episodio riaccende i timori per la sicurezza delle rotte commerciali che dall’Ucraina portano grano e materie prime verso i mercati mediterranei ed europei.
Secondo analisti della difesa occidentali, l’intensificazione degli attacchi ucraini in profondità – che nell’ultimo anno hanno più che raddoppiato, colpendo regioni distanti oltre mille chilometri dal fronte – sta erodendo la capacità russa di proteggere le proprie infrastrutture energetiche e militari. Raffinerie come quella di Kapotnya, a sud-est di Mosca, sono state colpite ripetutamente, con conseguenze visibili sulla produzione di carburante e, in alcuni casi, con ricadute ambientali denunciate dai residenti. Per l’Italia e l’Europa, l’instabilità del Mar Nero e i danni alle reti logistiche russe si traducono in un potenziale aumento della volatilità dei prezzi energetici e in un aggravamento dei rischi per la navigazione mercantile. Al momento non sono in vista iniziative diplomatiche capaci di contenere l’escalation: il dossier resta aperto, con entrambe le parti determinate a colpire le vulnerabilità dell’avversario.
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La Russia subisce un attacco senza precedenti che colpisce il cuore del paese, dimostrando che la guerra non è più solo in Ucraina.
L'uso di un linguaggio diretto e di cifre precise (60+ obiettivi) crea un senso di immediatezza e gravità, senza speculazioni sulle cause.
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Il blocco non riporta l'attacco con droni su Mosca, a differenza del blocco europea_continentale che lo tratta come notizia di rottura.
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