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Allerte in Sud America: neve sulle Ande, temporali in Brasile e l’ombra di El Niño

Mentre San Paolo affronta una settimana di tempo secco e freddo, il rafforzamento del fenomeno climatico minaccia piogge record e raffiche di vento in Argentina e nel Rio Grande do Sul.

Allerte rosse e arancioni per nevicate, vento e temporali sono state diramate in vaste aree dell’Argentina e del Brasile meridionale, mentre la capitale paulista si prepara a giornate di cielo terso, umidità ai minimi e madrugadas gelide. Secondo i servizi meteorologici nazionali, la combinazione di una massa d’aria polare in ritirata e l’avanzata di correnti umide dal bacino amazzonico sta creando le condizioni per un fine settimana di forte instabilità, con precipitazioni che in alcune province potrebbero superare i 300 millimetri in poche ore.

In Argentina, l’allerta arancione per nevicate intense interessa l’ovest e il nord-ovest del Neuquén, dove sono attesi accumuli fino a 60 centimetri e possibili episodi di vento bianco. Le province andine di Mendoza, San Juan, La Rioja e Catamarca sono invece sotto osservazione per raffiche di vento Zonda che potrebbero toccare i 100 chilometri orari, con un repentino aumento delle temperature e un crollo dell’umidità. A Buenos Aires, il termometro segnerà un rialzo graduale fino a 21 gradi venerdì, quando sono previste le prime piogge e temporali isolati, per poi ridiscendere nel weekend.

In Brasile, il quadro è speculare: San Paolo vive sotto un blocco atmosferico di alta pressione che inibisce la formazione di nubi cariche e mantiene l’umidità relativa ben al di sotto della soglia di attenzione indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le autorità municipali raccomandano idratazione costante e l’uso di umidificatori. Al contrario, il Rio Grande do Sul si appresta a un periodo prolungato di instabilità a partire da giovedì, con il rischio di temporali, grandine e microesplosioni, alimentati da un corridoio di vapore che dall’Amazzonia si dirige verso il Cono Sur.

L’elemento comune a questi scenari è il progressivo consolidamento di El Niño, la fase calda del ciclo climatico del Pacifico equatoriale. I centri di previsione statunitensi hanno elevato all’81% la probabilità di un episodio “molto forte” tra ottobre e dicembre, con una persistenza quasi certa fino all’autunno 2027. Sebbene gli effetti siano ancora parziali – come sottolineano i meteorologi brasiliani, l’accoppiamento oceano-atmosfera non è ancora pienamente realizzato – il fenomeno sta già alterando la circolazione atmosferica, favorendo piogge più frequenti e persistenti nel Sud del Brasile e nel Nord-Est argentino, e al contempo riducendo le precipitazioni nelle regioni settentrionali del subcontinente.

Le autorità locali mantengono un monitoraggio costante, in particolare nelle aree vulnerabili a inondazioni e frane. L’incertezza maggiore riguarda l’intensità e la distribuzione esatta delle precipitazioni nei prossimi giorni, con modelli che oscillano tra accumuli localizzati e fenomeni diffusi. Resta confermata, al momento, la necessità di precauzione per la popolazione e di piani di emergenza già attivati in diverse province.

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mercoledì 15 luglio 2026

Allerte in Sud America: neve sulle Ande, temporali in Brasile e l’ombra di El Niño

Mentre San Paolo affronta una settimana di tempo secco e freddo, il rafforzamento del fenomeno climatico minaccia piogge record e raffiche di vento in Argentina e nel Rio Grande do Sul.

Allerte rosse e arancioni per nevicate, vento e temporali sono state diramate in vaste aree dell’Argentina e del Brasile meridionale, mentre la capitale paulista si prepara a giornate di cielo terso, umidità ai minimi e madrugadas gelide. Secondo i servizi meteorologici nazionali, la combinazione di una massa d’aria polare in ritirata e l’avanzata di correnti umide dal bacino amazzonico sta creando le condizioni per un fine settimana di forte instabilità, con precipitazioni che in alcune province potrebbero superare i 300 millimetri in poche ore.

In Argentina, l’allerta arancione per nevicate intense interessa l’ovest e il nord-ovest del Neuquén, dove sono attesi accumuli fino a 60 centimetri e possibili episodi di vento bianco. Le province andine di Mendoza, San Juan, La Rioja e Catamarca sono invece sotto osservazione per raffiche di vento Zonda che potrebbero toccare i 100 chilometri orari, con un repentino aumento delle temperature e un crollo dell’umidità. A Buenos Aires, il termometro segnerà un rialzo graduale fino a 21 gradi venerdì, quando sono previste le prime piogge e temporali isolati, per poi ridiscendere nel weekend.

In Brasile, il quadro è speculare: San Paolo vive sotto un blocco atmosferico di alta pressione che inibisce la formazione di nubi cariche e mantiene l’umidità relativa ben al di sotto della soglia di attenzione indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le autorità municipali raccomandano idratazione costante e l’uso di umidificatori. Al contrario, il Rio Grande do Sul si appresta a un periodo prolungato di instabilità a partire da giovedì, con il rischio di temporali, grandine e microesplosioni, alimentati da un corridoio di vapore che dall’Amazzonia si dirige verso il Cono Sur.

L’elemento comune a questi scenari è il progressivo consolidamento di El Niño, la fase calda del ciclo climatico del Pacifico equatoriale. I centri di previsione statunitensi hanno elevato all’81% la probabilità di un episodio “molto forte” tra ottobre e dicembre, con una persistenza quasi certa fino all’autunno 2027. Sebbene gli effetti siano ancora parziali – come sottolineano i meteorologi brasiliani, l’accoppiamento oceano-atmosfera non è ancora pienamente realizzato – il fenomeno sta già alterando la circolazione atmosferica, favorendo piogge più frequenti e persistenti nel Sud del Brasile e nel Nord-Est argentino, e al contempo riducendo le precipitazioni nelle regioni settentrionali del subcontinente.

Le autorità locali mantengono un monitoraggio costante, in particolare nelle aree vulnerabili a inondazioni e frane. L’incertezza maggiore riguarda l’intensità e la distribuzione esatta delle precipitazioni nei prossimi giorni, con modelli che oscillano tra accumuli localizzati e fenomeni diffusi. Resta confermata, al momento, la necessità di precauzione per la popolazione e di piani di emergenza già attivati in diverse province.

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