
Netanyahu rinvia il viaggio a Washington: tra funerali, Iran e l’ombra di un incontro con Aoun
Il premier israeliano posticipa la partenza per i funerali del senatore Graham, mentre fonti libanesi smentiscono ipotesi di un faccia a faccia con il presidente Aoun.
Benjamin Netanyahu ha posticipato la partenza per Washington, prevista per sabato, a causa dello slittamento dei funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham, scomparso improvvisamente a 71 anni. Lo ha comunicato l’ufficio del primo ministro israeliano, precisando che la cerimonia funebre è stata riprogrammata per la fine del mese. Il viaggio avrebbe dovuto includere un incontro con il presidente Donald Trump, il primo faccia a faccia dalla guerra con l’Iran dello scorso febbraio.
Secondo fonti israeliane, la visita era attesa con urgenza da Netanyahu per ricucire un rapporto di fiducia incrinato dalle divergenze sulla gestione del conflitto iraniano. Ambienti vicini all’amministrazione Trump avevano lasciato filtrare critiche alle valutazioni del premier israeliano, alimentando la necessità di un chiarimento diretto. Analisti israeliani non escludono che il rinvio nasconda anche calcoli di politica interna: Netanyahu è alle prese con la battaglia per le nomine nel Likud e con il dibattito sulla legge sul servizio militare, dossier che potrebbero aver sconsigliato un’assenza prolungata.
La coincidenza con la visita a Washington del presidente libanese Joseph Aoun, invitato dalla Casa Bianca, ha innescato speculazioni su un possibile incontro con Netanyahu. Il quotidiano libanese Al-Akhbar ha riferito di un tentativo, da parte di un uomo d’affari libanese, di convincere Aoun a partecipare ai funerali di Graham, descritto come «amico del Libano». Fonti ufficiali libanesi hanno tuttavia smentito qualsiasi intenzione di prendere parte a eventi che possano includere rappresentanti israeliani, ribadendo che le circostanze attuali non consentono un simile passo. Alcuni ambienti politici libanesi non escludono però pressioni da parte di Trump per facilitare un avvicinamento.
La vicenda si inserisce in una fase delicata per gli equilibri mediorientali. Da un lato, Washington ha segnalato aperture a un rinnovato dialogo con Teheran sul nucleare; dall’altro, Israele cerca garanzie sulla postura americana dopo le operazioni militari contro l’Iran. Analisti mediorientali osservano che un eventuale disgelo tra Stati Uniti e Iran ridurrebbe il margine di manovra di Netanyahu, mentre un riavvicinamento libanese-israeliano, seppur informale, rappresenterebbe un segnale di mutamento degli assi regionali. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, impegnata nella missione UNIFIL in Libano, ogni evoluzione dei rapporti tra Beirut e Gerusalemme avrebbe ricadute dirette sulla stabilità dell’area.
Al momento, l’ufficio di Netanyahu non ha indicato una nuova data per la trasferta, che resta legata alla celebrazione delle esequie di Graham. La visita di Aoun a Washington è confermata, ma senza incontri ufficiali con la controparte israeliana. Il dossier resta aperto, con la possibilità che la finestra diplomatica si riapra nelle prossime settimane, quando i funerali del senatore repubblicano potrebbero offrire un palcoscenico imprevisto per contatti informali.
| Stampa israeliana | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.50 | critical |
| Stampa iraniana e affini | −0.70 | critical |
Il governo israeliano spiega che il rinvio è puramente logistico, legato al funerale di Graham.
Presentando la decisione come una semplice questione di agenda, si evita qualsiasi discussione su possibili motivazioni politiche o pressioni.
Non menziona la possibilità di un incontro con il presidente libanese Aoun, né alcuna speculazione su altre ragioni del rinvio.
Il Libano rischia un incontro umiliante con Netanyahu a Washington, mentre si parla di pressioni per la normalizzazione.
Sollevando la possibilità di un incontro Aoun-Netanyahu, si crea un'aspettativa di umiliazione e si mette in guardia contro la normalizzazione, utilizzando una fonte anonima per legittimare lo scenario.
Non riporta la spiegazione ufficiale del rinvio del funerale come motivo principale, concentrandosi invece sullo scenario speculativo dell'incontro.
Il regime sionista è in difficoltà: la cancellazione del viaggio di Netanyahu rivela contraddizioni e instabilità.
Enfatizzando la discrepanza tra gli annunci precedenti e la cancellazione, si insinua che il regime israeliano non sia affidabile e che la ragione ufficiale sia una copertura.
Non considera la possibilità di un incontro con Aoun e minimizza la spiegazione del funerale, presentandola come pretesto.
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