
Trump monetizza l'accesso ai propri post mentre un'inchiesta svela acquisti azionari coordinati
La società media del presidente lancia un feed a pagamento per i trader, mentre un'analisi delle dichiarazioni finanziarie mostra decine di acquisti di titoli seguiti da messaggi promozionali sulla piattaforma.
Il Trump Media & Technology Group ha annunciato il lancio di un flusso di dati a pagamento, denominato Truth API, che offrirà a banche e società di intermediazione un accesso «più rapido» ai post pubblicati dagli account più influenti di Truth Social, a partire da quello del presidente Donald Trump. L'iniziativa, prevista per il primo agosto, arriva mentre un'inchiesta condotta da organi di stampa statunitensi ha rivelato che Trump ha promosso sulla stessa piattaforma oltre venti società pochi giorni dopo che i suoi gestori finanziari ne avevano acquistato le azioni, sollevando un dibattito sul conflitto di interessi ai vertici dell'esecutivo.
Secondo quanto comunicato dalla società, il servizio è pensato per i soggetti «più colpiti dal costo del ritardo nell'informazione», come i fondi di trading algoritmico, e fornirà i messaggi in pochi millisecondi, includendo un archivio storico dal 2022. L'amministratore delegato ad interim Kevin McGurn ha dichiarato che l'API rappresenta una «fonte di ricavi significativa e ricorrente», in un momento in cui l'azienda fatica a competere con le grandi piattaforme social. La mossa commerciale si inserisce in un quadro in cui i post di Trump – dalle tariffe del «Liberation Day» alle restrizioni sulla Cina – hanno ripetutamente scosso i mercati globali, rendendo Truth Social una fonte cruciale per gli investitori. Per gli operatori europei, l'introduzione di un accesso privilegiato a pagamento introduce un elemento di asimmetria informativa che potrebbe influenzare le dinamiche di trading sui titoli sensibili alle dichiarazioni presidenziali.
L'inchiesta, basata sull'incrocio tra la dichiarazione finanziaria annuale di Trump e i suoi messaggi sulla piattaforma, ha individuato almeno 44 operazioni di acquisto di titoli di 21 emittenti – tra cui Nvidia, Tesla, Apple e American Eagle – concluse entro una settimana prima di post che elogiavano le aziende, i loro amministratori o i prodotti. In alcuni casi, Trump ha anche annunciato decisioni governative potenzialmente vantaggiose per le stesse società. La Casa Bianca ha respinto ogni accusa, precisando che gli asset sono gestiti in modo discrezionale da istituti finanziari indipendenti e che né il presidente né i familiari controllano le transazioni. Tuttavia, osservatori ed esperti di etica pubblica a Washington sottolineano che Trump, a differenza dei suoi predecessori, non ha collocato i propri beni in un blind trust, lasciando aperta la possibilità teorica che conosca la composizione del portafoglio. Non sono emerse prove che i post fossero finalizzati ad accrescere il valore degli investimenti, e la maggior parte delle operazioni non è stata accompagnata da messaggi, ma la sequenza temporale ha rafforzato le richieste di regole più stringenti.
Il caso si inserisce in un dibattito più ampio negli Stati Uniti sul trading di azioni da parte di titolari di cariche pubbliche. Un gruppo di deputati ha presentato nel 2025 un progetto di legge per vietare le operazioni ai membri del Congresso; Trump ha dichiarato di sostenere l'iniziativa, ma si è opposto a estendere il divieto al presidente. Per gli analisti europei, la vicenda mette in luce la commistione tra comunicazione politica e interessi finanziari in un'epoca in cui un singolo post può muovere miliardi di dollari. Il lancio della Truth API, con la sua promessa di offrire un vantaggio temporale a pagamento, rischia di amplificare queste distorsioni, mentre il Congresso valuta se e come intervenire sulla condotta patrimoniale dell'esecutivo.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.90 | critical |
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
Trump Media commercializza l'accesso ai post come un servizio finanziario di routine, enfatizzando l'efficienza del mercato e ignorando le questioni etiche.
La focalizzazione esclusiva sulla logica commerciale e sul fatto che i mercati già si muovono sui post di Truth Social normalizza la pratica e devia l'attenzione dal conflitto di interessi.
Il blocco omette l'inchiesta della CNN sulle compravendite di azioni di Trump, che rivelerebbe un conflitto di interessi.
La Russia denuncia Trump per aver usato Truth Social per arricchirsi personalmente, definendo la situazione una catastrofe etica e un conflitto di interessi.
Enfatizzando il numero di casi (44) e la mancanza di un blind trust, il blocco costruisce una narrazione di corruzione sistemica, rendendo l'atto di Trump non un errore ma una violazione intenzionale.
L'America Latina segnala sia l'opportunità commerciale della Truth API sia lo scandalo delle azioni, ma dà più risalto all'inchiesta della CNN, suggerendo un conflitto di interessi.
Presentando entrambi gli aspetti senza un giudizio esplicito, il blocco lascia al lettore la conclusione, ma la scelta di titoli e ordine di presentazione orienta verso una lettura critica.
Il blocco omette la difesa della Casa Bianca secondo cui le azioni sono acquistate da gestori indipendenti, che attenuerebbe l'accusa di conflitto di interessi.
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