
Ucciso l’ingegnere capo di Zaporizhzhia: Mosca accusa Kiev, l’AIEA condanna senza attribuire colpe
L’attacco con drone che ha ucciso Alexander Yakovlev riaccende i timori per la sicurezza nucleare in Europa, mentre Russia e Ucraina si scambiano accuse e l’agenzia atomica chiede la fine delle ostilità intorno all’impianto.
Il 15 luglio un drone ha colpito un’auto di servizio nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, uccidendo l’ingegnere capo Alexander Yakovlev e l’autista. L’impianto, il più grande d’Europa, è sotto controllo russo dal marzo 2022. La notizia, diffusa dall’agenzia atomica russa Rosatom, ha immediatamente innescato una nuova ondata di accuse tra Mosca e Kiev, mentre l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha condannato l’episodio come «inaccettabile» senza indicare responsabili.
Secondo le autorità russe, il drone era di fabbricazione ucraina e l’attacco costituisce un atto di «terrorismo nucleare». Il portavoce del Cremlino ha denunciato un’escalation di azioni ostili contro le infrastrutture civili legate alla centrale. Da Kiev, il ministero degli Esteri ha respinto ogni addebito, sottolineando l’assenza di prove indipendenti e ricordando che «la causa primaria di tutte le minacce resta l’occupazione illegale e la militarizzazione del sito da parte della Federazione Russa». L’AIEA, attraverso il suo direttore generale Rafael Grossi, ha definito l’attacco «una minaccia grave alla sicurezza nucleare» e ha chiesto l’immediata cessazione di tutte le azioni militari in prossimità degli impianti, senza però attribuire la responsabilità dell’accaduto.
L’episodio si inserisce in una lunga scia di incidenti che hanno messo a repentaglio la sicurezza della centrale. Secondo i dati forniti da Rosatom, dall’inizio dell’anno si contano almeno due dipendenti uccisi e decine di feriti; negli ultimi mesi, l’impianto avrebbe subito oltre 460 attacchi con droni e 16 bombardamenti di artiglieria. La presenza permanente di ispettori AIEA dal settembre 2022 non ha impedito il ripetersi di azioni militari nell’area, che si trova lungo la linea del fronte sul fiume Dnepr. Per gli analisti europei, il rischio di un incidente nucleare con conseguenze transfrontaliere rimane elevato, e l’incapacità di stabilire una zona demilitarizzata intorno alla centrale rappresenta un fallimento diplomatico con potenziali ricadute su tutto il continente, Italia compresa.
La procura russa ha aperto un’inchiesta per terrorismo, mentre Rosatom ha annunciato che Yakovlev sarà insignito di un’onorificenza statale postuma. L’AIEA, dal canto suo, ha ribadito l’appello alla moderazione, ma la sua posizione di neutralità — dettata dallo statuto dell’agenzia — continua a scontentare Mosca, che chiede una condanna esplicita di Kiev. Al momento, non si registrano passi concreti verso un accordo per la messa in sicurezza del sito, e il dossier resta uno dei nodi più delicati del conflitto, con possibili ripercussioni sulla tenuta del sistema di non proliferazione nucleare.
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.90 | critical |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
L'Ucraina nega ogni coinvolgimento e chiede prove indipendenti, mentre l'AIEA condanna l'attacco senza designare un responsabile.
Giustapponendo l'accusa russa, la smentita ucraina e la non attribuzione dell'AIEA, la narrazione crea un'impressione di incertezza e invita a un'indagine indipendente.
La Russia accusa l'Ucraina di terrorismo e chiede giustizia internazionale.
Aprendo un procedimento penale e conferendo un'onorificenza di stato, la narrazione legalizza e moralizza l'incidente, inquadrandolo come un crimine inequivocabile che richiede una risposta.
La smentita ucraina e il rifiuto dell'AIEA di attribuire colpe vengono omessi, elementi che metterebbero in discussione la narrazione di una chiara colpa ucraina.
L'AIEA condanna l'attacco ma non attribuisce responsabilità; la Russia accusa.
Concentrandosi esclusivamente sulla dichiarazione dell'AIEA e sull'accusa russa senza includere la smentita ucraina, la narrazione presenta una versione semplificata che omette la controversia.
La smentita ucraina e il contesto dell'occupazione vengono omessi, elementi che fornirebbero un contrappunto all'accusa russa.
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