
Il pennarello e la bandiera: piccoli oggetti, grandi storie lunari
All'asta da Sotheby's, un pennarello e una bandiera sovietica appartenuti a Buzz Aldrin hanno riportato alla luce i gesti minimi e i simboli diplomatici della missione Apollo 11.
La polvere lunare, finissima e tagliente come schegge di vetro, si era depositata ovunque all'interno del modulo Eagle. Buzz Aldrin la notò mentre si preparava a dormire, poche ore dopo la storica passeggiata del 20 luglio 1969. Fu allora che il suo sguardo cadde su un minuscolo interruttore automatico spezzato, caduto sul pavimento della cabina. Era il circuito di attivazione del motore di risalita, l'unico in grado di riportare lui e Neil Armstrong fuori dalla Luna. Con il centro di controllo di Houston che non offriva soluzioni alternative, Aldrin infilò nella sede rotta l'estremità in plastica di un pennarello Duro Pen che teneva nella tasca della tuta. Il circuito si attivò. Quel gesto, insieme alla fredda logica di un oggetto d'uso quotidiano, permise alla missione di concludersi senza tragedie.
A distanza di oltre mezzo secolo, quel pennarello è stato battuto all'asta da Sotheby's a New York per circa 750mila euro, insieme al pezzo rotto dell'interruttore. Nella stessa tornata, un'altra reliquia personale di Aldrin ha cambiato proprietario: una bandiera dell'Unione Sovietica di appena dieci per quindici centimetri, venduta per 102.400 dollari, ben oltre le stime iniziali. L'astronauta l'aveva portata con sé nel modulo di comando Columbia come gesto di buona volontà tra le due superpotenze, in un'epoca in cui la corsa allo spazio era anche terreno di scontro ideologico. «Portare questa bandiera – scrisse Aldrin in una lettera allegata al lotto – voleva dimostrare che l'Apollo 11 era un'impresa dell'umanità intera, al di là dei confini nazionali».
La missione dell'Apollo 11, partita il 16 luglio 1969 dal Kennedy Space Center in Florida, incollò davanti ai televisori un miliardo e novecento milioni di persone in tutto il pianeta. In Italia, le immagini sgranate dell'allunaggio tennero sveglie intere famiglie, mentre i giornali del giorno dopo titolavano a caratteri cubitali. La presenza di una bandiera sovietica a bordo, accanto a quelle statunitense, del Texas e del New Jersey, racconta una storia parallela fatta di piccoli gesti diplomatici: una tradizione della NASA che prevedeva di portare nello spazio i vessilli di molti Paesi, compresi quelli degli avversari geopolitici, come segno di cooperazione internazionale.
La stampa russa ha dato ampio risalto alla vendita, sottolineando proprio il valore simbolico di quel drappo rosso con falce e martello, letto come un omaggio alla distensione. In Spagna, i media hanno ripercorso le vite successive dei tre astronauti: Armstrong, schivo e ritiratosi presto dalla NASA per insegnare ingegneria aerospaziale; Collins, divenuto direttore del National Air and Space Museum; e Aldrin, oggi novantaseienne, ultimo sopravvissuto tra i dodici uomini che hanno camminato sulla Luna, ancora attivo nella divulgazione scientifica e da poco risposatosi per la quarta volta.
Oggetti all'apparenza comuni – un pennarello, una bandierina – si caricano così di una densità storica che il mercato collezionistico traduce in cifre vertiginose. Nel 2022, la giacca da volo indossata da Aldrin durante la stessa missione era stata venduta per 2,77 milioni di dollari. Resta, al di là delle quotazioni, l'immagine di un uomo che, in un silenzio irreale, risolve un problema da milioni di chilometri con l'oggetto più semplice che ha a portata di mano, e di un piccolo vessillo che viaggia verso la Luna per ricordare che, a volte, l'esplorazione può unire ciò che la politica divide.
| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | +0.70 | aligned |
| Stampa europea continentale | +0.30 | aligned |
| Stampa russa e CSI | +0.60 | aligned |
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