
Abusi su minori, un’ondata di casi tra Australia, Messico e Argentina
Dalle aule di tribunale australiane alle marce in Messico, si moltiplicano le accuse di violenza sessuale su bambini e adolescenti, mentre le istituzioni faticano a rispondere.
In Australia un operatore di asili nido è accusato di 329 capi di imputazione per abusi su 136 bambini in sedici anni; il caso, dopo la revoca di un ordine di segretezza, si è allargato a una remota comunità indigena del South Australia, dove l’uomo aveva lavorato come volontario. Secondo la polizia federale, le violenze si sarebbero concentrate in quattro centri di Sydney e in una struttura privata, ma le indagini hanno raggiunto anche un asilo statale in una località aborigena, mentre si cercano ancora ventidue vittime non identificate e un destinatario all’estero del materiale pedopornografico prodotto. Nello stesso Stato, un ex ministro della giustizia del Territorio della Capitale è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver adescato un adolescente e di averne sollecitato immagini sempre più spinte; il processo si aggiunge a quello, in corso nel Victoria, di un’insegnante elementare accusata di aver avuto rapporti sessuali con un alunno di dieci anni alla fine degli anni Novanta.
In Messico la mobilitazione popolare ha accompagnato il caso di Areli, una bambina di dieci anni aggredita fisicamente e sessualmente da un tredicenne nello Stato di Zacatecas. La legge nazionale impedisce di applicare misure privative della libertà ai minori tra i dodici e i tredici anni, e questo ha spinto centinaia di persone a scendere in piazza per chiedere una riforma che consenta il carcere per i reati più gravi. La procura ha precisato che l’adolescente è comunque sottoposto a procedimento penale e trattenuto in un centro specializzato, mentre la vittima resta ricoverata in condizioni critiche ma stabili. Sempre in Messico, due ragazze fuggite da un centro di accoglienza del DIF a Cancún hanno denunciato in un video percosse, discriminazioni ed estorsioni da parte del personale; le autorità hanno emesso un’allerta Amber per riportarle in struttura, suscitando critiche per il ritardo nella comunicazione pubblica e per l’assenza di chiarimenti sulle responsabilità interne.
In Argentina un adolescente di diciassette anni è stato arrestato nella provincia di Misiones con l’accusa di aver rapito e tentato di abusare di una bambina di sette anni; secondo fonti investigative, il giovane aveva già una denuncia per abuso sessuale senza accesso carnale risalente al 2024. La madre della vittima ha chiesto che l’età non diventi un attenuante per rimetterlo in libertà. A City Bell, nella provincia di Buenos Aires, una ragazza di vent’anni è stata invece aggredita e rapinata in strada da un uomo che l’ha colpita al volto e alla testa prima di rubarle lo zaino; la vittima è stata soccorsa per le lesioni e per lo stato di shock.
Sul fronte giudiziario australiano si accumulano altre vicende: un addetto alle pulizie di una scuola materna nel Victoria ha ammesso di aver installato una telecamera nascosta in un’abitazione privata e di aver prodotto oltre tremilacinquecento immagini di abusi, in parte modificate con l’intelligenza artificiale; una donna incinta di sette mesi, impiegata amministrativa in una scuola del Nuovo Galles del Sud, è stata arrestata per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e licenziata in tronco; un tribunale del Queensland ha infine riconosciuto che tre adolescenti trattenuti in una camera di sicurezza a Cairns hanno subito violazioni dei diritti umani a causa di celle sporche, assenza di luce naturale e mancanza di materiali educativi, ordinando allo Stato di porgere scuse formali.
Le indagini restano aperte in tutti i Paesi coinvolti. In Australia la polizia federale continua a esaminare i dispositivi sequestrati e a cercare le vittime non ancora identificate; in Messico la procura di Zacatecas ha due mesi per l’inchiesta complementare, mentre a Cancún la Fiscalía generale dovrà accertare le responsabilità delle operatrici del centro di accoglienza. In Argentina le autorità stanno ricostruendo i precedenti dell’aggressore minorenne e cercano il rapinatore di City Bell. Al momento non risultano condanne definitive in nessuno di questi procedimenti.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.80 | critical |
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