
La Cina accelera sui chip: CXMT e DeepSeek preparano maxi-Ipo a Shanghai
Il produttore di memorie DRAM punta a raccogliere fino a 9,8 miliardi di dollari, mentre la startup dell’IA avvia un nuovo round da 50 miliardi di yuan e studia lo sbarco in Borsa.
La corsa tecnologica cinese segna un punto di svolta finanziario. ChangXin Memory Technologies (CXMT), quarto produttore mondiale di chip di memoria DRAM con una quota di mercato vicina all’8 per cento, ha annunciato un’offerta pubblica iniziale sulla piazza di Shanghai che potrebbe raggiungere i 66,6 miliardi di yuan, equivalenti a circa 9,8 miliardi di dollari, qualora venisse esercitata l’opzione di overallotment. Si tratterebbe della maggiore Ipo nella Cina continentale dal 2010 e della più grande mai realizzata da una società tecnologica cinese su una borsa domestica, superando i 53,2 miliardi di yuan raccolti da SMIC nel 2020. Il prezzo è stato fissato a 8,66 yuan per azione, con una valorizzazione implicita della società che tocca gli 85 miliardi di dollari.
La mossa di CXMT si inserisce in un contesto di domanda globale esplosiva per le memorie avanzate, componenti essenziali per i server dedicati all’intelligenza artificiale. La scarsità di chip DRAM, utilizzati anche in laptop e smartphone, ha spinto Apple a testare i prodotti dell’azienda di Hefei, secondo quanto riportato da più fonti. CXMT è inserita nella lista del Pentagono delle imprese con presunti legami militari, circostanza che tuttavia non vieta alle aziende statunitensi di intrattenere rapporti commerciali con essa. Nell’ottica di Pechino, l’operazione rappresenta un tassello della strategia per ridurre la dipendenza dai fornitori esteri di hardware, in particolare da Samsung, SK hynix e Micron, che insieme controllano circa il 90 per cento del mercato.
Parallelamente, la startup DeepSeek – che nel 2025 ha scosso i mercati globali con modelli di IA a basso costo – sta preparando un nuovo round di finanziamento da circa 50 miliardi di yuan e ha avviato discussioni preliminari per una quotazione sullo STAR Market di Shanghai, con l’obiettivo interno di presentare la domanda entro la fine dell’anno. La società, che a giugno aveva già raccolto 7,4 miliardi di dollari con una valutazione post-money di circa 450 miliardi di yuan, punta ora a una valorizzazione di almeno 480 miliardi di yuan. Secondo analisti vicini al mercato cinese, la necessità di capitali riflette i costi crescenti della competizione nell’IA: DeepSeek intende sviluppare un proprio chip per l’inferenza e raddoppiare l’organico in settori come i data center e gli agenti autonomi.
La concomitanza delle due operazioni segnala, secondo gli osservatori di Bruxelles, un’accelerazione del tentativo cinese di costruire campioni nazionali in settori strategici, con ricadute potenziali sulle catene di fornitura globali e sulla concorrenza per le imprese europee del comparto. La partecipazione del fondo nazionale cinese per l’IA al round di DeepSeek e il forte sostegno statale indiretto a CXMT indicano una regia pubblica che affianca gli investitori privati. Per l’Italia, che importa la quasi totalità dei semiconduttori, il rafforzamento di player alternativi potrebbe nel medio periodo modificare gli equilibri di prezzo e disponibilità, pur restando lontana una reale autonomia produttiva europea.
Le sottoscrizioni per l’Ipo di CXMT partono giovedì, mentre DeepSeek non ha ancora fissato una data per il debutto. Il prossimo indicatore concreto sarà l’esito della raccolta e l’eventuale esercizio dell’opzione di overallotment, che misurerà l’appetito degli investitori istituzionali cinesi per un campione nazionale dei chip.
| Stampa cinese | +0.80 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
La Cina celebra il proprio campione nazionale dei chip, che con un'IPO da record dimostra la capacità di competere a livello globale e di ridurre la dipendenza tecnologica dall'Occidente.
Il meccanismo è l'orgoglio nazionale: la narrazione enfatizza il successo e la grandezza dell'impresa, presentando l'IPO come una vittoria collettiva e un passo verso l'autosufficienza tecnologica.
Viene omesso il contesto di competizione geopolitica e le preoccupazioni occidentali sul controllo dell'IA, che invece emergono nella stampa atlantica.
L'Occidente osserva con cautela la mossa cinese, interpretandola come un tentativo di conquistare la leadership nell'IA e di sfidare il dominio tecnologico americano.
Il meccanismo è la 'corsa agli armamenti' tecnologica: la narrazione inquadra l'IPO come una mossa strategica in una competizione globale, creando un senso di minaccia e urgenza.
Viene omesso l'aspetto di orgoglio nazionale e di sviluppo interno che domina la stampa cinese, così come i dettagli tecnici sulla capacità produttiva.
La Russia riporta i fatti con distacco, citando fonti occidentali e presentando l'IPO come un evento finanziario di rilievo, senza prendere posizione nella competizione tecnologica.
Il meccanismo è la neutralità informativa: la narrazione si basa su fonti esterne e si limita a descrivere i numeri, evitando interpretazioni politiche.
Viene omesso il tono celebrativo della stampa cinese e la cornice di competizione strategica della stampa atlantica.
L'America Latina guarda a DeepSeek come a un caso di successo tecnologico, concentrandosi sulle sue prospettive di crescita e sulla valutazione, senza entrare nel contesto geopolitico.
Il meccanismo è la focalizzazione selettiva: la narrazione isola un singolo attore (DeepSeek) e lo presenta come un'opportunità di investimento, tralasciando il quadro più ampio della competizione sui chip.
Viene omessa completamente la notizia dell'IPO di CXMT, che è l'evento principale della storia, e il contesto di rivalità con Micron e Samsung.
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