
Casinò affollati e terme piene: la nuova geografia del tempo libero nel 2026
Mentre il turismo interno russo cala, i casinò registrano il tutto esaurito e le spa vedono impennare gli ingressi. In Brasile i servizi arretrano, a Tokyo i turisti spendono di più.
Nella hall del casinò Krasnaya Polyana a Soči, tra il fruscio delle fiches e il luccichio delle slot machine, 466.300 visitatori hanno varcato la soglia nei primi sei mesi del 2026. Un fiume di persone che, secondo i dati dell’Associazione degli operatori dell’industria dell’intrattenimento e del turismo eventi (AIRIS), ha fatto segnare un incremento del 5,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non è un caso isolato: a Kaliningrad, il casinò Sobranie ha accolto 249.500 avventori, con un balzo del 29,8%, mentre nella zona di Primorje, lo Shambala ha raggiunto quota 235.400 ingressi. In tutto il Paese, oltre un milione di persone ha frequentato le case da gioco, generando un gettito fiscale di 1,7 miliardi di rubli, in crescita dell’11,8%.
Eppure, questo fervore convive con un dato apparentemente contraddittorio: il turismo interno russo, nel primo semestre, è calato del 3% rispetto all’anno precedente, fermandosi a 40,1 milioni di viaggi. Lo riferiscono gli analisti dell’Associazione degli operatori turistici russi, che attribuiscono la frenata alle difficoltà di approvvigionamento di carburante in Crimea, ai voli cancellati e a una diffusa propensione al risparmio indotta dagli alti tassi di interesse. Ma mentre le grandi tratte si svuotano, i russi riscoprono il piacere a portata di mano: i centri termali e le spa della regione di Mosca hanno visto crescere il numero di ingressi del 19%, con uno scontrino medio salito a 4.019 rubli, il 13% in più su base annua. Anche i parchi per famiglie e i centri sportivi registrano incrementi a due cifre, segno di una riconversione della spesa verso il benessere e l’intrattenimento di prossimità.
Dall’altra parte del mondo, il Brasile mostra un volto diverso della stessa medaglia. A maggio, il volume dei servizi ha ceduto lo 0,4% rispetto ad aprile, deludendo le attese degli economisti che scommettevano su un timido rialzo. L’Istituto brasiliano di geografia e statistica (IBGE) segnala che a pesare sono stati i trasporti (-1%) e i servizi alle imprese (-1,9%), mentre l’indice delle attività turistiche è arretrato dello 0,4%, dopo il balzo del 4,1% di aprile. Il termometro del turismo resta comunque quasi l’11% sopra i livelli pre-pandemia, ma si allontana del 2,5% dal picco toccato a dicembre 2024. Le differenze regionali sono marcate: San Paolo e Santa Catarina arretrano, mentre Minas Gerais e Rio de Janeiro tengono. Su base annua, il turismo brasiliano ha registrato la terza contrazione consecutiva, con Pernambuco e Ceará in calo a due cifre, segno di una domanda interna che fatica a carburare in un contesto di tassi di interesse ancora elevati.
A Tokyo, invece, il termometro del turismo internazionale segna una febbre diversa. Secondo un sondaggio del governo metropolitano condotto negli aeroporti di Haneda e Narita, nel 2025 la spesa media per visitatore straniero ha raggiunto 199.874 yen (circa 1.250 euro), in aumento del 9,6% rispetto all’anno precedente. I turisti cinesi restano i più generosi, con una media di 267.757 yen a testa, sebbene in calo dell’8,8%, mentre gli spagnoli si confermano i più parsimoniosi. La voce più pesante è l’alloggio, seguito da souvenir e ristorazione. Oltre l’83% dei visitatori arriva per vacanza, e la permanenza media si attesta sulle sette notti. Un’istantanea che racconta di un Giappone ancora capace di attrarre e far spendere, anche quando altre latitudini iniziano a tirare il freno.
In questo mosaico di numeri e latitudini, l’immagine che resta è quella di un vapore che sale lento dalle piscine termali della periferia moscovita, dove famiglie e coppie hanno sostituito il viaggio lontano con un weekend di coccole a chilometro zero. Una scelta che parla di adattamento, di desideri ridisegnati dai vincoli economici e logistici, ma anche di una ricerca di piacere che non si arrende, cambiando semplicemente indirizzo.
| Stampa russa e CSI | +0.70 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa giapponese-coreana | −0.20 | neutral |
La Russia riproietta il successo del turismo interno in casinò, spa e destinazioni vicine come prova della resilienza e adattabilità del settore.
Evidenziando solo i segmenti in crescita (casinò, spa, Tagikistan) e omettendo il calo complessivo, la narrazione crea un'impressione di successo generalizzato.
Il calo complessivo del 3% del turismo interno e il crollo del 31% dei tour organizzati vengono omessi, elementi che smentirebbero il quadro positivo.
Il calo dei visitatori stranieri in Giappone è un dato neutro spiegato da fattori geopolitici, non un riflesso delle scelte turistiche russe.
Attribuendo il calo alle relazioni con la Cina e alle tensioni in Medio Oriente, la narrazione normalizza la flessione come fenomeno globale, non come fallimento interno.
L'articolo non menziona specificamente i turisti russi, né collega il calo all'aumento del turismo interno russo, che potrebbe essere un fattore contribuente.
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