
Due volti dell’IA israeliana: decifrare il cervello e orientare l’opinione pubblica americana
Una startup svela un modello fondazionale sul cervello umano mentre il governo di Tel Aviv finanzia una campagna di influenza digitale negli Stati Uniti.
Dopo oltre sei anni di lavoro lontano dai riflettori, la startup israeliana Hemispheric ha annunciato di aver raccolto 52 milioni di dollari in tre round di finanziamento per addestrare un modello di intelligenza artificiale capace di interpretare l’attività elettrica del cervello. Il modello, chiamato Descartes, è stato costruito a partire da oltre 250.000 ore di elettroencefalogrammi raccolti su più di 100.000 volontari in laboratori allestiti in Israele, negli Stati Uniti e nelle Filippine. L’obiettivo dichiarato è trasformare la diagnosi di disturbi come depressione, stress post-traumatico e Parkinson in un esame rapido e oggettivo, simile a un prelievo del sangue.
Il cuore tecnologico dell’operazione porta la firma di Gidi Littwin, co-inventore del Face ID di Apple e già fondatore di RealFace, acquisita dalla società di Cupertino nel 2017. Insieme al neurobiologo Hagai Lalazar, Littwin ha affrontato la scarsità di dati cerebrali strutturati, un limite che ha frenato per decenni l’uso clinico dell’EEG, uno strumento centenario ma di difficile interpretazione a causa dell’enorme variabilità individuale. Descartes è stato addestrato su sei miliardi di parametri e, secondo i primi test condotti su pazienti con PTSD, schizofrenia e depressione, mostra una capacità di lettura giudicata promettente dai ricercatori. Hemispheric prevede di presentare alla FDA statunitense una prima applicazione per il disturbo post-traumatico entro l’inizio del prossimo anno, con l’intenzione di portare il dispositivo negli studi medici entro la fine del 2027.
Parallelamente, un diverso impiego dell’intelligenza artificiale made in Israel sta attirando l’attenzione della stampa americana. Il Wall Street Journal ha rivelato che il governo israeliano ha stanziato oltre 45 milioni di dollari per una campagna di influenza digitale rivolta all’opinione pubblica degli Stati Uniti, affidata a una società legata a Brad Parscale, ex stratega della campagna di Donald Trump. L’operazione prevede l’invio massiccio di messaggi generati da IA tramite account fittizi, la creazione di siti web progettati per condizionare le risposte di chatbot come ChatGPT e Claude, e l’integrazione di narrazioni all’interno di network conservatori. Secondo analisti di Washington, l’iniziativa risponde a un calo di popolarità di Israele presso l’elettorato americano: un sondaggio Pew Research di marzo indicava che circa il 60% degli adulti statunitensi ha ormai un’opinione sfavorevole del paese, in particolare dopo la guerra a Gaza e le tensioni con l’Iran.
I due episodi disegnano un ecosistema israeliano dell’IA che si muove su binari molto distanti: da un lato la frontiera delle neuroscienze, con una promessa di ricadute cliniche globali che potrebbe interessare anche i sistemi sanitari europei, Italia compresa, qualora il dispositivo ottenesse le necessarie autorizzazioni regolatorie; dall’altro un uso geopolitico degli strumenti generativi, che solleva interrogativi sulla trasparenza delle campagne di influenza all’estero. Il prossimo passaggio concreto sarà la domanda di approvazione alla FDA per il dispositivo di Hemispheric, mentre sul fronte politico resta da verificare l’efficacia reale di una strategia che, per ammissione dello stesso Steve Bannon, tenta di «vendere qualcosa che non si può vendere».
| Stampa iraniana e affini | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa israeliana | −0.20 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.50 | aligned |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
Il regime sionista orchestra una campagna di manipolazione mediatica con l'IA per comprare il consenso americano.
Usando il termine 'complotto' e sottolineando la natura segreta e la grande somma di denaro, la narrazione crea un senso di minaccia e indignazione morale, posizionando Israele come attore ingannevole.
La cornice iraniana omette l'esistenza della startup israeliana Hemispheric e la sua legittima ricerca medica sull'IA, che fa parte della stessa storia, presentando così una visione unilaterale delle attività israeliane sull'IA.
Israele ammette il fallimento delle sue campagne di pubbliche relazioni, ma al contempo rivendica il successo della sua innovazione tecnologica nel campo delle neuroscienze.
Giustapponendo un rapporto critico sulla spesa governativa con una storia celebrativa di una startup, la stampa israeliana crea una narrazione equilibrata ma in ultima analisi auto-giustificativa: gli sforzi dello stato possono essere inefficaci, ma l'ingegno israeliano brilla ancora.
La cornice israeliana omette la connessione tra le due storie: il fatto che la stessa tecnologia IA utilizzata per la ricerca medica viene anche impiegata per operazioni di influenza, il che potrebbe sollevare questioni etiche.
La startup israeliana Hemispheric rivoluziona la diagnostica neurologica con un'IA in grado di decifrare l'attività cerebrale, promettendo diagnosi semplici come un esame del sangue.
Enfatizzando le credenziali dei fondatori (inventore di Face ID di Apple) e il grande finanziamento, la narrazione costruisce credibilità e inquadra la tecnologia come un legittimo progresso scientifico, evitando qualsiasi contesto politico.
La cornice atlantica omette l'altra metà della storia: la campagna di influenza guidata dall'IA del governo israeliano negli Stati Uniti, che fa anche parte del titolo. Questa omissione permette alla narrazione di rimanere puramente scientifica e apolitica.
Israele spende 731 miliardi di rupie per una campagna di influenza digitale negli Stati Uniti, utilizzando l'IA per inviare messaggi a milioni di americani.
Usando numeri precisi e descrivendo l'operazione in modo diretto, la narrazione raggiunge un'apparenza di obiettività, mentre implicitamente normalizza l'uso dell'IA per l'influenza politica.
La cornice del sud-est asiatico omette la storia della startup medica IA, presentando così le attività israeliane di IA esclusivamente come strumento di propaganda, senza il contrappeso dell'innovazione scientifica.
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