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Giustizia e Dirittosabato 25 luglio 2026

Il caso D4vd: messaggi svelano aborto e minacce, la Procura di Los Angeles punta all’ergastolo

Nell’udienza preliminare emergono chat e fotografie che ritraggono la relazione tra il rapper e la 14enne uccisa; la difesa contesta le prove, mentre il giudizio si avvicina.

La quarta giornata di udienza preliminare davanti alla Corte superiore di Los Angeles ha portato alla luce decine di messaggi tra il cantante D4vd e Celeste Rivas Hernández, la quattordicenne di cui è accusato di omicidio, smembramento e abuso sessuale continuato. Secondo quanto emerso dalle comunicazioni mostrate dall’accusa, la ragazza – all’epoca dei fatti tredicenne – sarebbe rimasta incinta e si sarebbe sottoposta a un aborto nei primi mesi del 2024. In una conversazione, l’artista le chiede conferma della paternità: «È mio, vero?», e lei risponde: «Certo che è tuo, David». Per gli inquirenti, quegli scambi costituiscono la prova di un rapporto che Burke avrebbe cercato di tenere nascosto per non compromettere la carriera, nata nel 2022 quando il brano “Romantic Homicide” diventò virale su TikTok.

La ricostruzione della Procura della Contea di Los Angeles punta a dimostrare che il rapper – il cui vero nome è David Anthony Burke – uccise la giovane nell’aprile 2025, dopo che lei aveva minacciato di rendere pubblica la relazione illegittima. Nelle stesse ore, sono state proiettate in aula decine di fotografie che ritraggono i due in atteggiamenti intimi e sono state dettagliate le acquisizioni compiute dagli investigatori: tra il materiale sequestrato figurano tre motoseghe, una piscina gonfiabile, una sacca per cadaveri acquistata online con uno pseudonimo ma pagata con carta di credito dell’imputato, e tracce ematiche rinvenute nel garage dell’abitazione di Hollywood Hills – circostanza che, secondo il detective Corey Farrell, corrispondono al profilo genetico di Celeste. A questi elementi si aggiungono le chat in cui i due discutevano di un piano per convivere, denominato “Operazione Impressionante”, e il tatuaggio con il nome “Celeste” sul dito di Burke, identico a un disegno inciso sulla pelle della vittima.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Marilyn Bednarski, ha contestato la tenuta di parte delle evidenze, insinuando che la catena di custodia di alcuni reperti possa essere stata compromessa. Nel corso dell’esame del patologo forense Grant Ho, il legale ha chiesto se fosse possibile che la giovane si fosse procurata da sola le ferite mortali, ipotesi che il medico ha giudicato improbabile, precisando di non aver rilevato i tipici “segni di esitazione” associati a suicidi o atti autolesivi. Bednarski ha inoltre sottolineato che lo stato di decomposizione avanzata dei resti – trovati a settembre 2025 nel bagagliaio di una Tesla intestata a Burke – rende difficile datare con esattezza il decesso, gettando così ombre sulla cronologia sostenuta dall’accusa.

La giudice Charlaine Olmedo, al termine dell’udienza che dovrebbe concludersi lunedì, dovrà decidere se gli elementi raccolti siano sufficienti per rinviare a giudizio l’imputato. In caso di processo, Burke rischia l’ergastolo o la pena di morte – ipotesi su cui la Procura di Los Angeles si è detta in fase di valutazione. Dalla sponda europea, inclusa l’Italia, il caso ha già generato un dibattito sull’uso delle piattaforme digitali da parte di minori e sulla responsabilità degli influencer, mentre le autorità statunitensi affrontano un procedimento che tocca nervi scoperti come il consenso, l’età del consenso e l’abuso di potere nelle relazioni asimmetriche tra artisti e fans.

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sabato 25 luglio 2026

Il caso D4vd: messaggi svelano aborto e minacce, la Procura di Los Angeles punta all’ergastolo

Nell’udienza preliminare emergono chat e fotografie che ritraggono la relazione tra il rapper e la 14enne uccisa; la difesa contesta le prove, mentre il giudizio si avvicina.

La quarta giornata di udienza preliminare davanti alla Corte superiore di Los Angeles ha portato alla luce decine di messaggi tra il cantante D4vd e Celeste Rivas Hernández, la quattordicenne di cui è accusato di omicidio, smembramento e abuso sessuale continuato. Secondo quanto emerso dalle comunicazioni mostrate dall’accusa, la ragazza – all’epoca dei fatti tredicenne – sarebbe rimasta incinta e si sarebbe sottoposta a un aborto nei primi mesi del 2024. In una conversazione, l’artista le chiede conferma della paternità: «È mio, vero?», e lei risponde: «Certo che è tuo, David». Per gli inquirenti, quegli scambi costituiscono la prova di un rapporto che Burke avrebbe cercato di tenere nascosto per non compromettere la carriera, nata nel 2022 quando il brano “Romantic Homicide” diventò virale su TikTok.

La ricostruzione della Procura della Contea di Los Angeles punta a dimostrare che il rapper – il cui vero nome è David Anthony Burke – uccise la giovane nell’aprile 2025, dopo che lei aveva minacciato di rendere pubblica la relazione illegittima. Nelle stesse ore, sono state proiettate in aula decine di fotografie che ritraggono i due in atteggiamenti intimi e sono state dettagliate le acquisizioni compiute dagli investigatori: tra il materiale sequestrato figurano tre motoseghe, una piscina gonfiabile, una sacca per cadaveri acquistata online con uno pseudonimo ma pagata con carta di credito dell’imputato, e tracce ematiche rinvenute nel garage dell’abitazione di Hollywood Hills – circostanza che, secondo il detective Corey Farrell, corrispondono al profilo genetico di Celeste. A questi elementi si aggiungono le chat in cui i due discutevano di un piano per convivere, denominato “Operazione Impressionante”, e il tatuaggio con il nome “Celeste” sul dito di Burke, identico a un disegno inciso sulla pelle della vittima.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Marilyn Bednarski, ha contestato la tenuta di parte delle evidenze, insinuando che la catena di custodia di alcuni reperti possa essere stata compromessa. Nel corso dell’esame del patologo forense Grant Ho, il legale ha chiesto se fosse possibile che la giovane si fosse procurata da sola le ferite mortali, ipotesi che il medico ha giudicato improbabile, precisando di non aver rilevato i tipici “segni di esitazione” associati a suicidi o atti autolesivi. Bednarski ha inoltre sottolineato che lo stato di decomposizione avanzata dei resti – trovati a settembre 2025 nel bagagliaio di una Tesla intestata a Burke – rende difficile datare con esattezza il decesso, gettando così ombre sulla cronologia sostenuta dall’accusa.

La giudice Charlaine Olmedo, al termine dell’udienza che dovrebbe concludersi lunedì, dovrà decidere se gli elementi raccolti siano sufficienti per rinviare a giudizio l’imputato. In caso di processo, Burke rischia l’ergastolo o la pena di morte – ipotesi su cui la Procura di Los Angeles si è detta in fase di valutazione. Dalla sponda europea, inclusa l’Italia, il caso ha già generato un dibattito sull’uso delle piattaforme digitali da parte di minori e sulla responsabilità degli influencer, mentre le autorità statunitensi affrontano un procedimento che tocca nervi scoperti come il consenso, l’età del consenso e l’abuso di potere nelle relazioni asimmetriche tra artisti e fans.

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