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Geopolitica e Politicagiovedì 16 luglio 2026

De la Espriella riallaccia i rapporti con Israele e sposta l’ambasciata a Gerusalemme

Il presidente eletto della Colombia inverte la rotta di Petro: pieno ripristino delle relazioni diplomatiche, ritiro dal caso per genocidio all’Aia e allineamento strategico con Washington.

A meno di un mese dall’insediamento, il presidente eletto colombiano Abelardo de la Espriella ha concordato con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar una tabella di marcia per il ristabilimento immediato e completo delle relazioni diplomatiche ed economiche tra i due Paesi, interrotte unilateralmente dal governo uscente di Gustavo Petro nel maggio 2024. L’intesa, raggiunta a Washington durante la missione della squadra economica del neopresidente, prevede lo scambio di ambasciatori, l’eliminazione reciproca dei visti e l’apertura di un’ambasciata colombiana a Gerusalemme, riconosciuta come capitale di Israele. Secondo fonti della diplomazia israeliana, Bogotá ritirerà inoltre il proprio intervento nel procedimento promosso dal Sudafrica contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia per accuse di genocidio a Gaza, a cui Petro aveva aderito.

La decisione segna un riposizionamento radicale della politica estera colombiana. Per l’amministrazione entrante, si tratta di recuperare «una posizione seria e responsabile nello scenario internazionale» e di ristabilire alleanze storiche, in particolare con Israele, partner strategico nei settori della sicurezza e della tecnologia, e con gli Stati Uniti. In quest’ottica, il vicepresidente eletto José Manuel Restrepo ha incontrato il segretario di Stato Marco Rubio per discutere cooperazione in materia di sicurezza, lotta al narcotraffico e possibile ingresso della Colombia nello «Scudo delle Americhe», l’alleanza politico-militare voluta da Washington per contrastare i cartelli. Da parte palestinese, Hamas ha condannato l’intesa come «una decisione irresponsabile e un’aggressione ai diritti del popolo palestinese», chiedendo a Bogotá di non offrire copertura diplomatica a un governo israeliano il cui premier è oggetto di un mandato della Corte penale internazionale.

Sul fronte interno, la transizione si svolge in un clima di forte tensione. De la Espriella ha ordinato al ministro dell’Interno designato di sollecitare un intervento preventivo della Procuratura generale sui processi di appalto della Unidad Nacional de Protección, in particolare sul contratto da oltre 78 miliardi di pesos per la scorta presidenziale, la cui aggiudicazione è prevista prima del cambio di governo. Parallelamente, il neopresidente ha annunciato l’eliminazione dell’Ufficio dell’Alto Commissario per la Pace e ha attaccato con durezza l’ex capo guerrigliero Rodrigo Londoño, promettendo di adoperarsi perché sconti l’ergastolo. La direttrice dell’Unità per l’implementazione dell’accordo di pace ha presentato una denuncia penale per istigazione a delinquere e ingiuria, mentre la Missione di verifica dell’ONU ha invitato a «ridurre la retorica conflittuale» in un contesto già segnato da violenze contro gli ex combattenti.

La doppia sterzata – atlantista in politica estera e di rottura con l’eredità degli accordi di pace del 2016 – delinea i contorni di un esecutivo che, forte di una vittoria elettorale misurata, cerca un ancoraggio immediato a Washington e Gerusalemme. L’insediamento ufficiale è fissato per il 7 agosto; nel frattempo, la delegazione del governo entrante prosegue i colloqui con la banca multilaterale e con i rappresentanti del Congresso statunitense per rifinanziare il debito estero e attrarre investimenti, mentre restano da nominare quattro ministri, tra cui quelli della Salute e del Lavoro, in un gabinetto che dovrà rispettare la legge sulle quote di genere.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Riallineamento atlantista
52%Media
3 blocchi · posizioni da −0.20 a +1.00
Critici del riallineamentoSostenitori del riallineamento
LATRUSISR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.20neutral
Stampa russa e CSI0.00neutral
Stampa israeliana+1.00aligned
Stampa latinoamericana−0.20
Voce

La società civile colombiana e le voci progressiste mettono in guardia: le mosse del nuovo governo mettono a rischio l'accordo di pace faticosamente raggiunto.

Meccanismomoralizzazione dell'accordo

Presentando l'accordo di pace come un impegno morale non negoziabile, i media critici fanno apparire ogni deviazione come un tradimento, delegittimando così lo spostamento dell'ambasciata senza opporvisi direttamente.

Omissione

I benefici economici e di sicurezza dell'alleanza con Israele, sottolineati dal nuovo governo, vengono minimizzati o omessi.

IndignazioneScetticismoVoci divise
Stampa russa e CSI0.00
Voce

La Russia osserva il riallineamento in America Latina con distaccato pragmatismo, trattandolo come un normale cambiamento diplomatico.

Meccanismoneutralità strategica

Riportando l'evento senza alcun linguaggio valutativo, la stampa russa normalizza la mossa ed evita di prendere posizione, suggerendo implicitamente che tali allineamenti sono di routine e irrilevanti.

Omissione

Le critiche interne colombiane allo spostamento dell'ambasciata e le potenziali implicazioni geopolitiche per l'influenza russa nella regione vengono omesse.

DistaccoPragmatismo
Stampa israeliana+1.00
Voce

Israele celebra il ripristino dei legami con la Colombia come un trionfo diplomatico che inverte l'ostilità del precedente governo e apre nuove vie di cooperazione.

Meccanismoreciprocità vantaggiosa

Evidenziando concreti benefici reciproci (scambio di ambasciatori, abolizione dei visti, aiuti allo sviluppo) e inquadrando la mossa come un ritorno a una 'alleanza storica', la narrazione israeliana rende lo spostamento dell'ambasciata naturale e vantaggioso per entrambe le parti.

Omissione

L'opposizione interna colombiana allo spostamento dell'ambasciata, in particolare le preoccupazioni per il processo di pace e l'allineamento con gli interessi statunitensi, è del tutto assente.

TrionfoPragmatismo

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De la Espriella riallaccia i rapporti con Israele e sposta l’ambasciata a Gerusalemme

Il presidente eletto della Colombia inverte la rotta di Petro: pieno ripristino delle relazioni diplomatiche, ritiro dal caso per genocidio all’Aia e allineamento strategico con Washington.

A meno di un mese dall’insediamento, il presidente eletto colombiano Abelardo de la Espriella ha concordato con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar una tabella di marcia per il ristabilimento immediato e completo delle relazioni diplomatiche ed economiche tra i due Paesi, interrotte unilateralmente dal governo uscente di Gustavo Petro nel maggio 2024. L’intesa, raggiunta a Washington durante la missione della squadra economica del neopresidente, prevede lo scambio di ambasciatori, l’eliminazione reciproca dei visti e l’apertura di un’ambasciata colombiana a Gerusalemme, riconosciuta come capitale di Israele. Secondo fonti della diplomazia israeliana, Bogotá ritirerà inoltre il proprio intervento nel procedimento promosso dal Sudafrica contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia per accuse di genocidio a Gaza, a cui Petro aveva aderito.

La decisione segna un riposizionamento radicale della politica estera colombiana. Per l’amministrazione entrante, si tratta di recuperare «una posizione seria e responsabile nello scenario internazionale» e di ristabilire alleanze storiche, in particolare con Israele, partner strategico nei settori della sicurezza e della tecnologia, e con gli Stati Uniti. In quest’ottica, il vicepresidente eletto José Manuel Restrepo ha incontrato il segretario di Stato Marco Rubio per discutere cooperazione in materia di sicurezza, lotta al narcotraffico e possibile ingresso della Colombia nello «Scudo delle Americhe», l’alleanza politico-militare voluta da Washington per contrastare i cartelli. Da parte palestinese, Hamas ha condannato l’intesa come «una decisione irresponsabile e un’aggressione ai diritti del popolo palestinese», chiedendo a Bogotá di non offrire copertura diplomatica a un governo israeliano il cui premier è oggetto di un mandato della Corte penale internazionale.

Sul fronte interno, la transizione si svolge in un clima di forte tensione. De la Espriella ha ordinato al ministro dell’Interno designato di sollecitare un intervento preventivo della Procuratura generale sui processi di appalto della Unidad Nacional de Protección, in particolare sul contratto da oltre 78 miliardi di pesos per la scorta presidenziale, la cui aggiudicazione è prevista prima del cambio di governo. Parallelamente, il neopresidente ha annunciato l’eliminazione dell’Ufficio dell’Alto Commissario per la Pace e ha attaccato con durezza l’ex capo guerrigliero Rodrigo Londoño, promettendo di adoperarsi perché sconti l’ergastolo. La direttrice dell’Unità per l’implementazione dell’accordo di pace ha presentato una denuncia penale per istigazione a delinquere e ingiuria, mentre la Missione di verifica dell’ONU ha invitato a «ridurre la retorica conflittuale» in un contesto già segnato da violenze contro gli ex combattenti.

La doppia sterzata – atlantista in politica estera e di rottura con l’eredità degli accordi di pace del 2016 – delinea i contorni di un esecutivo che, forte di una vittoria elettorale misurata, cerca un ancoraggio immediato a Washington e Gerusalemme. L’insediamento ufficiale è fissato per il 7 agosto; nel frattempo, la delegazione del governo entrante prosegue i colloqui con la banca multilaterale e con i rappresentanti del Congresso statunitense per rifinanziare il debito estero e attrarre investimenti, mentre restano da nominare quattro ministri, tra cui quelli della Salute e del Lavoro, in un gabinetto che dovrà rispettare la legge sulle quote di genere.

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La società civile colombiana e le voci progressiste mettono in guardia: le mosse del nuovo governo mettono a rischio l'accordo di pace faticosamente raggiunto.

Meccanismomoralizzazione dell'accordo

Presentando l'accordo di pace come un impegno morale non negoziabile, i media critici fanno apparire ogni deviazione come un tradimento, delegittimando così lo spostamento dell'ambasciata senza opporvisi direttamente.

Omissione

I benefici economici e di sicurezza dell'alleanza con Israele, sottolineati dal nuovo governo, vengono minimizzati o omessi.

IndignazioneScetticismoVoci divise
Stampa russa e CSI0.00
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La Russia osserva il riallineamento in America Latina con distaccato pragmatismo, trattandolo come un normale cambiamento diplomatico.

Meccanismoneutralità strategica

Riportando l'evento senza alcun linguaggio valutativo, la stampa russa normalizza la mossa ed evita di prendere posizione, suggerendo implicitamente che tali allineamenti sono di routine e irrilevanti.

Omissione

Le critiche interne colombiane allo spostamento dell'ambasciata e le potenziali implicazioni geopolitiche per l'influenza russa nella regione vengono omesse.

DistaccoPragmatismo
Stampa israeliana+1.00
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Israele celebra il ripristino dei legami con la Colombia come un trionfo diplomatico che inverte l'ostilità del precedente governo e apre nuove vie di cooperazione.

Meccanismoreciprocità vantaggiosa

Evidenziando concreti benefici reciproci (scambio di ambasciatori, abolizione dei visti, aiuti allo sviluppo) e inquadrando la mossa come un ritorno a una 'alleanza storica', la narrazione israeliana rende lo spostamento dell'ambasciata naturale e vantaggioso per entrambe le parti.

Omissione

L'opposizione interna colombiana allo spostamento dell'ambasciata, in particolare le preoccupazioni per il processo di pace e l'allineamento con gli interessi statunitensi, è del tutto assente.

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