
Brasiliana condannata per stalking a Jungkook: pena sospesa e deportazione dalla Corea del Sud
Il tribunale di Seul ha inflitto un anno di carcere con sospensione condizionale alla donna che suonò 133 volte il campanello del cantante BTS, aprendo la via all'espulsione.
Il tribunale distrettuale occidentale di Seul ha condannato una cittadina brasiliana di trent'anni a un anno di reclusione con pena sospesa per due anni, per violazione della legge anti-stalking e invasione di proprietà ai danni di Jungkook, membro del gruppo BTS. La sentenza, emessa dal giudice Park Ji-won, prevede che la donna non venga incarcerata immediatamente a condizione che rispetti le prescrizioni giudiziarie e non commetta nuovi reati nel periodo di sospensione. Al termine del procedimento, una volta esauriti gli eventuali ricorsi, la condanna apre la strada alla deportazione in Brasile, come indicato dalle autorità sudcoreane.
Secondo la ricostruzione processuale riportata da fonti giudiziarie di Seul, la donna si era presentata presso l'abitazione del cantante per ventidue volte nell'arco di circa un mese, a partire dal dicembre scorso. In un episodio, aveva azionato il campanello per 133 volte consecutive durante la notte; in un'altra occasione era riuscita a introdursi nella proprietà seguendo un addetto alle consegne. Il tribunale ha considerato come aggravanti la reiterazione delle condotte nonostante un avvertimento della polizia e la violazione di un provvedimento d'urgenza che le imponeva di mantenersi a oltre cento metri dalla residenza. La corte ha inoltre registrato la richiesta di una punizione severa da parte della vittima. Come attenuanti, i giudici hanno valutato l'assenza di intenzioni di danno fisico, il mancato accesso alle aree interne dell'abitazione e il basso rischio di recidiva, legato proprio alla prospettiva dell'espulsione dal territorio sudcoreano.
Dal Brasile, i familiari della donna avevano espresso pubblica preoccupazione già nelle fasi iniziali del caso, dichiarando ai media locali che la giovane soffre di un disturbo psichiatrico e aveva interrotto le cure prima di recarsi a Seul senza avvisare i parenti. Secondo queste fonti, la famiglia considera prioritario il rientro in patria per poter riprendere un accompagnamento terapeutico adeguato. La prospettiva della deportazione, in quest'ottica, viene accolta con sollievo, sebbene permanga l'incertezza sulle condizioni in cui la donna affronterà il rientro e l'eventuale accesso a trattamenti sul territorio brasiliano.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio di pressioni sulla sicurezza degli idol K-pop. A Seul, gli analisti del settore dell'intrattenimento osservano che episodi di stalking da parte di fan internazionali – noti come "sasaeng" – hanno spinto le agenzie a rafforzare i protocolli di protezione. La BigHit Music, società che rappresenta i BTS, aveva già incrementato le misure di sicurezza dopo che nel 2025 una cittadina cinese era stata arrestata per un tentativo di intrusione nella residenza di Jungkook poche ore dopo il suo congedo dal servizio militare. La vicenda della cittadina brasiliana, con la sua combinazione di condanna penale, sospensione condizionale e deportazione, delinea un modello di risposta giudiziaria che, secondo osservatori giuridici sudcoreani, mira a bilanciare la tutela delle vittime con la valutazione delle condizioni soggettive dell'imputato, in un quadro normativo reso più stringente dopo l'inasprimento delle leggi anti-stalking nel 2023. La sentenza è passibile di appello; in assenza di impugnazioni, l'espulsione diventerà esecutiva una volta che il verdetto sarà definitivo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Una donna brasiliana è stata condannata a Seul a un anno di carcere con pena sospesa per due anni per stalking e ripetute intrusioni nella residenza di Jung Kook, membro dei BTS. Sarà espulsa al termine del procedimento legale. Il caso evidenzia la rigorosa applicazione delle leggi sudcoreane anti-stalking nei confronti di cittadini stranieri.
Una donna brasiliana accusata di stalking nei confronti della star dei BTS Jungkook ha ricevuto una condanna con sospensione della pena dopo aver suonato il campanello di casa sua 133 volte. Potrebbe essere espulsa dalla Corea del Sud. Il caso sottolinea gli eccessi a cui possono arrivare alcuni fan, sollevando preoccupazioni per la sicurezza degli idol.
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