
Warsh a Sintra: «I rischi inflazione sono diminuiti». Ma i mercati restano in bilico
Il presidente della Fed smorza i timori di un nuovo rialzo dei tassi, facendo scendere i rendimenti dei Treasury. Le borse tech arretrano, mentre il real brasiliano tocca i minimi.
Le parole del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, hanno cambiato l’umore dei mercati nella seduta di mercoledì. Intervenendo al forum della Banca centrale europea a Sintra, Warsh ha dichiarato che «i rischi per l’inflazione sembrano essere diminuiti nelle ultime settimane», rifiutando però di fornire indicazioni prospettiche sulla politica monetaria. La reazione è stata immediata: i rendimenti dei titoli del Tesoro americano a due anni sono scesi al 4,156%, mentre il dollaro ha rallentato la sua corsa, con l’indice DXY che è tornato vicino ai livelli della vigilia. Le borse di New York, che avevano aperto in calo, si sono allontanate dai minimi, anche se il Dow Jones ha chiuso pressoché invariato e il Nasdaq ha ceduto lo 0,66 per cento.
L’allentamento delle tensioni sui tassi è stato favorito anche dai dati deludenti sull’occupazione privata ADP, che a giugno ha creato solo 98 mila posti contro i 110 mila attesi. Tuttavia, il comparto tecnologico ha vissuto una seduta contrastata: mentre Meta Platforms è balzata di oltre l’8 per cento dopo la notizia del lancio di un servizio cloud per la capacità di calcolo dell’intelligenza artificiale, i semiconduttori hanno subito una forte correzione, con l’ETF di settore VanEck in calo di oltre il 5 per cento. Secondo gli analisti di Wall Street, si tratta di una rotazione interna al settore, con gli investitori che prendono profitto sui titoli che avevano corso di più nel primo semestre.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio Brent è sceso sotto i 72 dollari al barile, in un contesto di graduale normalizzazione del traffico navale nello Stretto di Hormuz dopo gli scontri tra Stati Uniti e Iran. I negoziati indiretti in corso in Qatar hanno ridotto il premio di rischio, anche se permangono incognite sul programma nucleare iraniano. Per i mercati emergenti, il quadro resta complesso: il real brasiliano ha perso lo 0,9 per cento, chiudendo a 5,2094 contro il dollaro, penalizzato dall’avversione al rischio globale, dalle incertezze elettorali e dalle sanzioni americane contro cittadini brasiliani legati al PCC. L’Ibovespa ha limitato le perdite allo 0,19 per cento, ma resta sotto pressione per la dipendenza dalle materie prime.
L’attenzione si sposta ora al rapporto ufficiale sul mercato del lavoro americano, in calendario giovedì. Un dato superiore alle attese potrebbe riaccendere le scommesse su un rialzo dei tassi a settembre, scenario che i mercati continuano a prezzare nonostante le rassicurazioni di Warsh. Per l’Europa, il forum di Sintra ha confermato la cautela delle banche centrali, mentre in Brasile gli occhi sono puntati sull’evoluzione della campagna elettorale e sulla tenuta dei conti pubblici dopo la fine del sussidio al diesel.
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I mercati asiatici mostrano cautela a causa dello stallo nei colloqui tra Stati Uniti e Iran e dei timori per un rialzo dei tassi della Fed. Lo yen tocca minimi da 40 anni, mentre le tensioni sullo Stretto di Hormuz alimentano l'incertezza. Gli investitori restano in allerta per un possibile intervento giapponese.
I mercati globali arretrano in attesa del discorso del presidente della Fed Warsh e dei dati sull'occupazione USA. Il dollaro si rafforza, mettendo sotto pressione le valute emergenti come il real brasiliano, mentre il petrolio scende. L'attenzione è tutta sul tono più duro del previsto di Warsh, che ha rilanciato le scommesse su un rialzo dei tassi.
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