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Economia e Mercatimercoledì 1 luglio 2026

Dazio Ue sui pacchi low cost: scatta oggi la tassa di 3 euro, impatto su consumatori e logistica

La nuova tariffa forfettaria per ogni voce doganale diversa mette fine all'esenzione per gli acquisti sotto i 150 euro, con ripercussioni su prezzi, volumi di traffico aereo e strategie delle piattaforme cinesi.

Da oggi, 1° luglio 2026, ogni pacco di valore inferiore a 150 euro in arrivo nell'Unione europea da Paesi extra-Ue è soggetto a un dazio forfettario di 3 euro per ogni diversa voce doganale dichiarata. La misura cancella un'esenzione decennale e colpisce in modo esponenziale gli ordini con più categorie di prodotto: un pacco con tre articoli diversi paga 9 euro di dazio, che con l'Iva italiana al 22% diventano quasi 11 euro, spesso più del valore della merce.

Bruxelles risponde a un'impennata dei flussi: nel 2025 sono entrati 5,9 miliardi di piccoli pacchi, il 90% dalla Cina, pari al 97% delle importazioni postali ma solo al 2% del valore. L'esenzione, pensata per un'epoca pre-digitale, aveva creato un vantaggio sleale per le piattaforme low cost e favorito l'ingresso di prodotti non sicuri: secondo i controlli della Commissione, oltre il 60% dei beni verificati – giocattoli, elettronica, cosmetici – non rispettava gli standard di sicurezza comunitari.

L'aeroporto di Liegi, hub del 30% del traffico aereo e-commerce europeo (1,35 miliardi di pacchi nel 2025), è il termometro della riforma. Gli operatori prevedono un calo dei volumi cargo tra il 10% e il 35% nelle prime settimane, ma non un arresto del commercio online. Le piattaforme si riorganizzano: Shein amplia i magazzini in Polonia, mentre Amazon, che evade il 97% delle consegne da hub Ue, è meno esposta. Per i consumatori italiani, il rincaro sarà immediato, con i venditori che potranno scaricare il dazio sul prezzo finale o sulle spese di spedizione.

La tassa è temporanea fino al 1° luglio 2028, quando la nuova Autorità doganale europea introdurrà dazi specifici per categoria. Il settore logistico chiede digitalizzazione e una finestra unica europea per evitare colli di bottiglia. Il prossimo passaggio concreto sarà l'entrata in vigore del nuovo Codice doganale a novembre, ma il banco di prova immediato è la tenuta delle dogane nelle prossime settimane, mentre le piattaforme ricalibrano i prezzi e i consumatori valutano se continuare ad acquistare dall'Asia.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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32%
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Stampa europea continentaleStampa sud-est asiatica
Stampa europea continentale/ Mediterranea
PragmatismoScetticismo

L'Unione europea introduce un dazio forfettario di tre euro per ogni voce doganale nei pacchi extracomunitari di valore inferiore a 150 euro, con l'obiettivo di ristabilire condizioni di concorrenza eque per i commercianti europei e rafforzare la protezione dei consumatori. La misura colpisce in particolare le piattaforme cinesi del low cost, ma tra gli operatori logistici, come quelli dell'aeroporto di Liegi, resta forte incertezza sull'impatto operativo e sul rischio di intasamento delle dogane.

Stampa sud-est asiatica
AllarmePragmatismo

L'Unione europea impone una tassa di tre euro sui pacchi a basso valore provenienti dalla Cina, infliggendo un altro colpo alle piattaforme di e-commerce che hanno sfruttato le esenzioni doganali per vendere a prezzi stracciati. La decisione segue la fine dell'esenzione de minimis negli Stati Uniti e alimenta le lamentele di rivenditori e responsabili politici, mentre le piattaforme cinesi vedono ridursi il loro principale vantaggio competitivo.

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mercoledì 1 luglio 2026

Dazio Ue sui pacchi low cost: scatta oggi la tassa di 3 euro, impatto su consumatori e logistica

La nuova tariffa forfettaria per ogni voce doganale diversa mette fine all'esenzione per gli acquisti sotto i 150 euro, con ripercussioni su prezzi, volumi di traffico aereo e strategie delle piattaforme cinesi.

Da oggi, 1° luglio 2026, ogni pacco di valore inferiore a 150 euro in arrivo nell'Unione europea da Paesi extra-Ue è soggetto a un dazio forfettario di 3 euro per ogni diversa voce doganale dichiarata. La misura cancella un'esenzione decennale e colpisce in modo esponenziale gli ordini con più categorie di prodotto: un pacco con tre articoli diversi paga 9 euro di dazio, che con l'Iva italiana al 22% diventano quasi 11 euro, spesso più del valore della merce.

Bruxelles risponde a un'impennata dei flussi: nel 2025 sono entrati 5,9 miliardi di piccoli pacchi, il 90% dalla Cina, pari al 97% delle importazioni postali ma solo al 2% del valore. L'esenzione, pensata per un'epoca pre-digitale, aveva creato un vantaggio sleale per le piattaforme low cost e favorito l'ingresso di prodotti non sicuri: secondo i controlli della Commissione, oltre il 60% dei beni verificati – giocattoli, elettronica, cosmetici – non rispettava gli standard di sicurezza comunitari.

L'aeroporto di Liegi, hub del 30% del traffico aereo e-commerce europeo (1,35 miliardi di pacchi nel 2025), è il termometro della riforma. Gli operatori prevedono un calo dei volumi cargo tra il 10% e il 35% nelle prime settimane, ma non un arresto del commercio online. Le piattaforme si riorganizzano: Shein amplia i magazzini in Polonia, mentre Amazon, che evade il 97% delle consegne da hub Ue, è meno esposta. Per i consumatori italiani, il rincaro sarà immediato, con i venditori che potranno scaricare il dazio sul prezzo finale o sulle spese di spedizione.

La tassa è temporanea fino al 1° luglio 2028, quando la nuova Autorità doganale europea introdurrà dazi specifici per categoria. Il settore logistico chiede digitalizzazione e una finestra unica europea per evitare colli di bottiglia. Il prossimo passaggio concreto sarà l'entrata in vigore del nuovo Codice doganale a novembre, ma il banco di prova immediato è la tenuta delle dogane nelle prossime settimane, mentre le piattaforme ricalibrano i prezzi e i consumatori valutano se continuare ad acquistare dall'Asia.

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L'Unione europea introduce un dazio forfettario di tre euro per ogni voce doganale nei pacchi extracomunitari di valore inferiore a 150 euro, con l'obiettivo di ristabilire condizioni di concorrenza eque per i commercianti europei e rafforzare la protezione dei consumatori. La misura colpisce in particolare le piattaforme cinesi del low cost, ma tra gli operatori logistici, come quelli dell'aeroporto di Liegi, resta forte incertezza sull'impatto operativo e sul rischio di intasamento delle dogane.

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AllarmePragmatismo

L'Unione europea impone una tassa di tre euro sui pacchi a basso valore provenienti dalla Cina, infliggendo un altro colpo alle piattaforme di e-commerce che hanno sfruttato le esenzioni doganali per vendere a prezzi stracciati. La decisione segue la fine dell'esenzione de minimis negli Stati Uniti e alimenta le lamentele di rivenditori e responsabili politici, mentre le piattaforme cinesi vedono ridursi il loro principale vantaggio competitivo.

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