
La Germania fuori dal Mondiale, scatta l’inchiesta sui biglietti di Euro 2024
Dopo l’eliminazione shock contro il Paraguay, la Federcalcio tedesca subisce perquisizioni per sospetta corruzione nella gestione degli inviti del torneo continentale.
L’uscita della Germania dal Mondiale 2026 ha il sapore amaro di una maledizione che si rinnova. Ai rigori, contro un Paraguay che pochi davano per favorito, la Nazionale tedesca ha infilato la terza eliminazione consecutiva prima degli ottavi, un verdetto che stride con i pronostici dei supercomputer e con la memoria del titolo del 2014. Mentre la delegazione rientrava dal Nord America con il peso di un fallimento sportivo, a Francoforte e in altre città tedesche scattava un’operazione di polizia destinata a scuotere le fondamenta della Federcalcio.
All’alba di mercoledì primo luglio, oltre centocinquanta investigatori della Renania Settentrionale-Vestfalia hanno perquisito la sede della DFB e gli uffici di diverse amministrazioni comunali che due anni prima avevano ospitato Euro 2024. L’inchiesta, coordinata dalla procura di Bochum, ruota attorno alla Euro 2024 GmbH, la società mista creata dalla federazione tedesca e dalla Uefa per organizzare il torneo. Secondo gli inquirenti, migliaia di biglietti e pacchetti di ospitalità sarebbero stati assegnati in modo irregolare a ospiti selezionati, configurando un sistema di vantaggi indebiti che potrebbe coinvolgere funzionari pubblici.
Al centro delle indagini ci sono un cittadino tedesco di 66 anni, ex dipendente del Comune di Gelsenkirchen, e un dirigente francese di 46 anni che curava i rapporti con le città ospitanti. A quest’ultimo si contesta di aver invitato responsabili locali a partite di cartello, tra cui la semifinale Spagna-Francia a Monaco di Baviera, per la quale l’ex funzionario avrebbe ottenuto un beneficio economico di circa 2.400 euro tra viaggio e soggiorno. Le perquisizioni hanno toccato anche i municipi di Berlino, Amburgo, Stoccarda, Monaco, Colonia, Dortmund, Düsseldorf e altre città, oltre a tre aziende private.
La reazione politica è stata immediata. Il ministro dell’Interno del Land, Herbert Reul, ha dichiarato che «un biglietto per il calcio non è parte dello stipendio» e che chi nel servizio pubblico allunga la mano riceverà una visita. La vicenda si inserisce in una lunga scia di guai giudiziari per il calcio tedesco: dalle opache movimentazioni di denaro attorno ai Mondiali del 2006 fino alla condanna per evasione fiscale comminata lo scorso anno alla stessa DFB. Ora gli investigatori dovranno accertare se il meccanismo di favori sia stato sistematico e quanto abbia intaccato la regolarità dell’Europeo casalingo, mentre la federcalcio prova a leccarsi le ferite di un’eliminazione che allunga un’ombra sempre più cupa sul proprio futuro sportivo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La perquisizione alla DFB viene presentata come l'ennesimo colpo per il calcio tedesco, già umiliato dall'eliminazione dal Mondiale 2026. L'indagine su presunte irregolarità nei biglietti di Euro 2024 assume i toni dello scandalo, con oltre 150 investigatori mobilitati.
Le autorità tedesche hanno perquisito la sede della DFB e altri luoghi nell'ambito di un'indagine per sospetta corruzione legata a Euro 2024. L'inchiesta riguarda dipendenti di città ospitanti che avrebbero ricevuto inviti e biglietti a condizioni di favore dagli organizzatori.
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