
Beccacece lascia l’Ecuador: l’eliminazione col Messico chiude il ciclo
Dopo la sconfitta per 2-0 contro i padroni di casa, il tecnico argentino ha confermato l’addio alla Tri, chiudendo un biennio di alti e bassi culminato con l’uscita agli ottavi di finale del Mondiale 2026.
La notte dell’Estadio Azteca ha spento l’ultima illusione ecuadoriana. La sconfitta per 2-0 contro il Messico, maturata con i gol di Julián Quiñones e Raúl Jiménez e l’espulsione di Piero Hincapié, ha sancito l’eliminazione della Tri agli ottavi di finale del Mondiale 2026 e, con essa, la fine del rapporto con il commissario tecnico Sebastián Beccacece. Il contratto dell’argentino, in scadenza al termine della partecipazione al torneo, non è stato rinnovato: «Il mio contratto finiva con il Mondiale, oggi il Mondiale è finito», ha dichiarato dopo una lunga riunione nello spogliatoio, aggiungendo che «i risultati sono quelli che comandano».
L’epilogo è arrivato al termine di un percorso segnato da contrasti violenti. Beccacece, subentrato a Félix Sánchez Bas nell’agosto 2024, aveva condotto l’Ecuador a un secondo posto nelle qualificazioni sudamericane, alle spalle della sola Argentina, con una striscia di diciannove partite senza sconfitte e vittorie di prestigio come l’1-0 contro l’Albiceleste e il 2-1 sulla Germania nella fase a gironi. Proprio il successo contro i tedeschi, arrivato dopo un pareggio con Curaçao e una sconfitta con la Costa d’Avorio, aveva scatenato una reazione emotiva che aveva fatto il giro del mondo: Beccacece scavalcò la balaustra per baciare la moglie Patricia Persson, in un gesto che lui stesso definì «non pianificato, ho solo seguito il cuore». Pochi giorni prima, la stampa ecuadoriana e l’ex nazionale Jefferson Montero ne avevano chiesto le dimissioni, e secondo i media locali la famiglia del tecnico era stata insultata sugli spalti.
Contro il Messico, però, la squadra non ha mai trovato il ritmo abituale. Il ct messicano Javier Aguirre ha osservato che «l’Ecuador non ha pressato come fa di solito», e lo stesso Beccacece ha ammesso: «Il primo tempo non è stato all’altezza del nostro percorso». Il tecnico lascia dopo 24 partite, con un bilancio di 9 vittorie, 12 pareggi e 3 sconfitte – due delle quali proprio nel torneo – e con la consapevolezza di aver seminato in un gruppo giovane e di prospettiva, guidato da Moisés Caicedo, Kendry Páez ed Enner Valencia. «Abbiamo costruito un’eredità bella, un gruppo unito», ha detto, «e credo che questi ragazzi raggiungeranno ciò che sognano».
La Federazione ecuadoriana avvia ora la ricerca di un nuovo commissario tecnico, mentre il movimento calcistico del paese si interroga su come capitalizzare il potenziale di una generazione che, per la seconda volta nella storia dopo il 2006, aveva superato la fase a gironi di un Mondiale. L’uscita contro i padroni di casa, in uno stadio gremito e ostile, chiude un capitolo e apre una fase di riflessione sul futuro della Tri.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Questo blocco di stampa non riporta la notizia delle dimissioni di Sebastián Beccacece come allenatore dell'Ecuador, concentrandosi invece su notizie locali, spettacolo e altri sport.
La stampa europea continentale presenta le dimissioni di Beccacece come conseguenza dell'eliminazione e del suo comportamento poco professionale, sottolineando i ritardi e le lamentele. Il tono è critico e leggermente ironico, concentrandosi sulla controversia.
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